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ABBADIA, volgarmente La Badia. Pro-vincia di Como, distretto (XI) di Lecco ,comune con consiglio che colla frazionedi Borbino fa 619 abitanti, tra i quali 474collettabili, ciob maschi dai 44 ai 60 annisoggetti al testatico.
Superficie censuaria pertiche 9,834, 9.
Estimo censuario 42,983. 2, 4. 6.
Giace sulla riva orientale del lago diComo ( ramo di Lecco ), sulla nuova stradadello Spluga , 5 miglia a tramontana-po-nente da Lecco e 2 ad ostro-levante daJlandello. Deve il suo nome ad un’anticaabbazia di Benedettini , convertita posciain un convento di Serviti, soppresso alpresente. Un altro monastero, detto SanÄlartino in Agro , esisteva sul monte chegli sta a ridosso presso al quäle vi sonoindizi di miniera di piombo. Nel 46291’ Abbadia fu miseramente saccheggiatadalle truppe che il generale Collalto xne-nava alla espugnazione di Mantova , lequali devastarono ugualmente e campi ecase. Il clima vi e dolce, e vi prosperanoli ulivi e le viti.
ABBADIA di Cerredo. Provincia diLodi , distretto (VII) di Pandino, comunecon convocato, che insieme colla frazionedi San Cipriano, conta 445 anime, trale quali 444 collettabili.
Superficie censuaria del territorio per-tiche 8,598. 4.
Estimo scudi 38,473, 4. 3.
Giace sulla sinistra del Tormo, nonJunge dal luogo ove questo fiume si gettanell’ Adda e lontano 5 miglia da Cremaa ponente per ostro. Il suo territorio eferacissimo di pascoli e cereali,
ABBAZIA di Vallalta , V. Vallalta.
ABBIATE-GRASSO volgarmente Bia-gRasso o Biegrasso. Capoluogo del di-stretto (VIII ) di questo nome, nellaprovincia di Pavia (diocesi di Milano), Eun comune con consiglio che unito allafrazione di Castelletlo fa 6,803 abitanti,tra i quuli 4,794 collettabili.
D z. Cokogr. Vol. 1.
La superficie censuaria del suo territo-rio, compresa la detta frazione di (^astel-letto, e di pertiche 62,887, 5. 6 e l'estimocensuario e di scudi 424,468, 2, 3. äl^g.
Abbiate-grasso e un grosso borgo mu-rato che ricevette il sopranome dalla gran-de fertilitä del suo territorio, Esso giaceinfattisopra un terreno largo e piano,coltivato per lo piü a risaie, sulla destrasponda del canale-naviglio detto di Bere-guardo, non lunge dal Ticino. Natural-mente esposto alla marcia degli esercitlche da questo fiume si dirigono a Milano ed a Pavia o viceversa, fu piü volte presoe saccheggiato, ma principalmente nel 4467dall’ imperatore Federico Barbarossa , enel 4245 dall’altro imperatore Federico II suo nipote. Abbiate-grasso essendo dipen-dente da questa cittä , che parteggiavaper la chiesa (fazione guelfa) , e Pavia tenendo le parti dell’ impero ( fazione ghi-bellina ), i Pavesi devastarono ripetuta-mente il territorio di questo borgo e colcarroccio si approssimarono alla fossa delsuo castello. Quivi pure nel 4524 li Spa-gnuoli sconfissero i Francesi , indi entratinella terra la saccheggiarono \ ma in rl-cambio ne portarono via la peste ivi do-minante allora; la quäle comunicata aMilano „ in meno di quattro mesi ster-minö piü di 50,000 persone. In Abbiate-grasso nel 4274 si fennö a pranzo papaGregorio X quando con dieci cardinalisi recö al concilio di Lione. Al presenteha chiesa prepositurale e plebana con dueparocchie filiali, che sono San Pietro eCastelletto. Vi sono alcune belle chiese evarie pulite case di particolari; ma li sta-bilimenti piü notabili sono le pie case dettedi Santa Clara e dell’ Annunciata , filialidell’ospitale maggiore di Milano , e dovesono ricoverati ed assistiti gl’infermi dimalattie incurabili o schifose, gl’imbecillie i mal conformati di corpo. Per l’ordi-nario se ne contano piü di 700, per 300
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