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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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parete un’apertnra a foggia di porta ar-tificiale, Entratovi vi si trova una grottasemi-rotonda di venti piedi circa di dia-inetro, cosi elevata di celtfOj che col chia-ror d’una torcia appena si arriva a com-prenderne l’altezza ; rassomiglia al vuotodi una grau torre, Sortito da qui, e pro-seguendo il cammino nella grande galleriaper duecento passi, e un po’ salendo, siarriva ad una strettezza la quäle sembraquasi conlendere il passaggio. Convieneincurvarsi, piegarsi e ripiegarsi; e superatoquesto angusto passo si riprende lo stessocorso di galleria. Il macigno che qui hasiffattamente ristretto il passo appariscedistaccato dalla volta, in cui resta il vuotocome di una grande cupola. Quindi, pureinoltrandosi, inconlrati vari scogli e di-rupi si arriva ad un punto, ove la grottasi divide in due gallerie. Una fmisce intronco a venti passi, s’inoltra l’altra mol-tissimo, sempre piü restringendosi, sinchetorna a suddividersi, L’una delle due sud-divisioni s’ inoltra incomparabilmente piüdell’altra; e questa stessa poi finisce intronco come termiinata da un muro ro-veseiato di sassi smossi. A detta di alcuniveechi di que’contorni, la grotta si avan-zava assai di piiij ed ho veriücato chesuperiormente alla grotta trovasi unospro-fondamento della pendice, corrispondenteal punto su indicato della sotterraneaga lcria.

* Questa grande caverna, la quäle contaaboondantemente una mezz’ora di cammi-no, e tutta di pietra calcare, siccome tuttala giogaia, a massi grandissimi, vestita disttlatliti, e di stalammie, che ne chiudonogli interstizi, e vi prendono le piü bizzurreligure.

« Lungo tutta la sua estensione si tro-vaio delle scaturigini di un’aqua limpi-dissima, le quali ora zampillando al piededele pareti, ora sgocciolando dalla voltainalcuni naturali bacini, leggermente mor-imreggiando arrivano alla foce dell’antro,in un piccol ruscello, il quäle, scendendopoi calla montagna, ha per isponde dueribvctissime coste montuose, tali da poterse-vir di riva ad un gran fiume,

« Quello che segnatamente vi ebbi ad os-se-vare di strano, egli e che nelle paretiluenli della grotta , le quali, siccomehc ditto, sono formate di pietra calcare(ctlcireus rudis, Wall), vi si trovano comeinpiantati frequenti pezzi, moltissiini diuia figura rotonda, di una pietra selciosasrepolata , e con in mezzo un piccoloVicio riempiuto di terra, Sembrerebbcro

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ciottoli fitli a getto nella mota, Mi e riirscito di divellerne alcuni, e gli ho trovaticome attorniati di una marna farinacea,e si sono con facilitä infranti, siccome unapietra, la quäle avesse lungamente soffertal’azione del fuoco. Sulla genesi di siffatticiottoli, i quali stessamente si trovanonella pietra, che costituisce il monte Mi-sma, ho parlato nelle mie Osservazioni so-pra alcune petri ficasioni nel monte sud-detto (Bergamo -1812),

«Soggiorno abituule e quest’antro di unafulange innumerabile di pipistrelli, chefreqnentemenle vi si veggono uttaccati allavolta pendolone; e a me non riusciva distaccarneli che coll’avvicinar loro la fiam-ma di una torcia, in guisa quasi da ab-brustolirli, Era sull’aprirsi della primavera,quando visitai la caverna e non perancheveduti s’ erano svolazzar per aria i pi-pistrelli.

« Questo stesso antro servi di teatro adalcune delle belle Osservazioni del chia-rissimo nostro professore Mangili su que-sto geilere di mammiferi. Ma quäle e l'ori-gine di questa grande caverna .'' Forse l’o-jiera di qualehe paziente indngutore dinietulliche sostanze? Ma le montagne cal-cari nulla o solo stcrili segnali racchiu-dono di cotali sostanze, delle quali la na-tura e prodiga ne’ monti granitosi e diyheys, »

Entratico sta lungi 2 miglia a tramon-tana da Trescorre.

ERBA. Provincia di Corno ( diocesi diMilano ), capoluogo del distretto ( XIV )che porta il suo nome, cornune con con-vato e 1014 abitanti, tra i quali 444 col-lettabili ( nel 4843 ). Nel 1837 eontavasoltanto 4332 abitanti, e nel 4839 la cifra

era incirca ugaale, cioe .Masclii . 749

Femine.806

In tutto 4335Superficie pert. 8881, 20. 2/3.

Estimo scudi 27,769. 5. 7.

Piccolo borgo della Brianza, ma cheveduto da lontano somiglia una citla,stante gli eleganti edifizi che vi sono.Esso giace sopra un pendio aU’altezza di310 metri sul livello del mare Adriatico;e attraversato dalla strada provinciale cheda Como conduce a Lecco , il clima vi eoltremodo salubre e ridentissimi i contorni.Il torrente Bocogna o Bucogna gli passa aldi sotto pel cosi detto Pravalle o Prato-val le, e dopo un corso pittoresco va a finirenel lago di Alserio. Vi era altre volte uncastello, ma ora non resta che il nome