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FIORAYO. Provineia di Bergamo , di-stretto (XV) di Gandino, coirume con con-voeato e (nel <184-3) 341 abitanti, tra iquali 94 collettabili. IVei 1843, abitanti330.
Superficie pert. nuove 983. 89,Eslimo scudi 9118. —. 2, 4 <48.
Villaggio della Val-Seriana di mezzounito di parocchia al comune di Gazza-niga. E situato lä ove la strada provin-ciale fa due rami, di cui l’uno si dirigea Yertova, l’altro a Gandino da cui elontano 5 miglia ad ostro-ponente. Lamassirna parte del suo territorio si estendesui monti: il poco che resta al piano ecoltivato a biade e gelsi. Li abitanti sonoagricoltori o paslori o dediti al lanificio,cosi nel filare o preparare lana, come neltcsscrla.
FIOREXZOLA. Frazione del comunedi Fino, provineia e distretto (I) di Co-mo , in sito ubertoso di cereati e gelsi.
F1SSIRAGA. Frazione del comune diOrgnaga, provineia di Pavia , distretto (III)di Sant’Angelo. Ila perö il suo censo aparte insieme colla frazione di Pie de'Guazzi, cioe pert. 2863, 7. sc. 29,788. 2. 1.Sta fra Ia Muzza ed il Lambro in uneccellente territorio da prati artificiali edove si fanno molti fonmiggi. Da questopiccol villaggio trasse origine la famigliaFissiraga che al principio del secolo XIVtirannepgiö Lodi , segoendo la parte guelfa.
FIUJIE. Valle nella Val Cavallina, pro-vincia di Bergamo , distretto (XVI) diLovere . E cosi detta da un fnime o tor-rente che uscendo dal piceiol lago di Ga-iano, va poi a perdersi nel sottoposto lagodi Endine o di Spinone (V. Endine). Daquest’ultimo esce il Cherio, che va poi ametter foce neli’Ollio.
FIUME -LATTE. F’razione del comunedi Varenha, provineia di Conto , ( diocesidi Milano ) , distretto (IX) di Bellano.
Villaggio in sito alpestre, un miglio adostro-levante da Varenna . Esso trac ilsuo nome dal vicino fiume Latte, assaicelebre per la sua singolaritä, come ancoper la misteriosa sua origine. Questo fiu-me sgorga da una caverna (risalendo dalbasso per una s[iecie di salto di gallo)alta circa 1001) piedi dal lago e largacirca 3 piedi di diametro: indi precipi-tando poco meno che perpendicolarmentefra massi spuma e s’ imbianca , dallaquäle particolarita gli venne il nome. Lasua aqua e freddissima e dicesi che man-tenga un colore bianchiccio per piü gioniianebe conservata in un ltasco, Essa co-
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mincia a sgorgarc nel marzo j nel mag»gio e ordinariamente la maggiore suapiena ; ma coli’ avvicinarsi dell’ invernovielt mancando poco a poco e scomparentfatto in decentbre, L’origine di questofenomeno non e ancora ben conosciuta;l’Amoretti e piü altri l’attribuiscono allaghiacciaia del Moncödine la quäle squa-gliandosi nella estale somministra l’uquaa questo fiume cavernoso; e ne adduconoin prova che neli’estate del 1340 esso nondiede mai aqua perche nell’ inverno ante-cendente non era ne piovuto ne nevicato;e che invece diede aqua nell’ inverno del1796 in cui vi furono piogge dirotte econtinue. Altri invece oppongono che ladetta ghiacciaia e troppo piccola cosa persomministrare tant’aqua quanta ne volgeil fiume; e che d’altronde sgorgando egliimprovviso nel marzo, non e quella unastagione in cui i raggi del sole abbianopotenza di vineere i ghiacci sulla vettade’ monti, Osservano altresi che talvoltaei suole sparire di estate, specialmente sev’e arsura, per isboccar poi in autunno;e che nei grossi temporali , ove cadanopiogge rovinose, allora le sue aque n’ c-scono colorate in rosso. Certo e che finoranon si hanno osservazioni abbastanzaesatte sulla natura singolare di questo fiu-me. Quando esso inaridisce e libero ilvarco nella caverna; e molti vi entrarono,ma nissuno , a quel che pare , con unoscopo scientifico, tranne Aicolö Boldonicha la visitö nel 1340: ma piono d’ ideeperipatetiche le spiegazioni ch’ei reca delFiume Latte farebbero sorridere uno sco-laro di fisica ai nostri giorni, come diceil Bertololti. Xarrasi altresi di due cap-puccini che essendo entrati nello speco ,non ne uscirono vivi; ma dopo lungotempo il fiume tornando a sgorgare, necondusse fuori i cadaveri; e che nel 1583alcuni altri essendo peuetrati nell’ antro,lo scorsero per ben sei miglia, e tre giornirimasero sinarriti ne’ suoi rigiri, indi alquarto vennero fuora , ma si spaventatiche fra tre di ne morirono, Tolta qualcheesagerazione , questi racconti potrebberonon essere tanto improbabili o favolosiquanto crede il eitato Bertolotti. Dal me-desimo togliamo il seguente racconto delPoreacchi:
« Mi hanno giorato alcuni vecchi pra-« tici del luogo, che in compagnia di gen-« tiluomiui v’hanno penetrato piü di due« miglia a dentro con vario e dillicil cam-« mino, ora scendendo molto a hasso ed« or catnminando alla distesa, che non vi