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canvento in vetta al monte Baro, ove ilcelebre economista barone Custodi si erafatto un amenissimo ritiro, fornito di unaricca biblioteca, la quäle dopo la sua mor-te, passö in ereditä alla biblioteca Ambro-siana in Milano , In Galbiate evvi pure uneco,che, a chi grida d’in sulla via, rispondeda una casa rimpetto fino a quindici edanche piu sillabe.
Galbiate era anticamente un borgo, ecome tale conserva ancora il diritto di unapiceola fiera che vi si tiene a’ 129 novem-bre. Pretendesi che la chiesa di san Mi-chele due miglia lontana dal. villaggio, sullavia che conduce a Lecco e di lianco al lagodi Pescarenico , sia stata fondata da Desi-derio ultimo re de’ Langobardi; e se cre-diamo al Coriö, il medesimo re fece erigereuna forte röcca sul monte Baro ove inutil-mente fu assediato da un esercito man-dato contro di lui dal pontefiee. Quellachiesa nel 4-147 fu dall’arcivescovo Uber-to ceduta ai monaci di san Dionigi inMilano che vi stabilirono un monastero,Prima dell’epoca del re Desiderio , esistevagia sul monte la chiesa di santa Maria chemolto piu tardi. nel 4488 , fu da alcuninobili di Galbiate convertita in una con-fraternita, dal la quäle erano esciusi li sco-municäti, i giuocatori a giuochi d’azzardo,i bestemmiatori , li usurai e le personemucchiate da publico deiitto. Inoltre ieonfratelli avevano per obbligo di esseretutori e curatori gratuiti de’ pupilli Iasciatida altri loro eonfratelli. All’ oratorio fuaggiunto nelseguito un convento di MinoriOsservanti , ceduto nel 4500 ai Riformati.Questi Ultimi nella peste del 4630 , cheinferoci anco nella Brianza , diedero unbe i’ esempio del dovere di sacrifizio cheineombe a simili corpi, e che e da lorotroppo spesso trascurato, imperocche queibuoni religiös! perirono tulti, assistendoinlefessamenle li appestati, Questo con-veito chiuso nel 4797, si riapri nel 4800,mi fu soppresso definitivamente nel 4840e passö , come abbiam detto, in possessodel fu barone Custodi.
Nelle guerre del medio-evo quei di Gal-biite, inlluiti forse dai monaci di Civate che vi avevano molti beni, e dai nobilimlanesi, si attennero alla parte ghibellina,e nel 4398 incendiarono Ghisalba sul Ber-gtmasco e desolarono altri luoghi.Nel 4449iv. si accampö Sigismondo Malatesta ge-ntrale de’Veneziani nella guerra contro ildtca Francesco I Sforza . Sotto il dilapi-ditore governo spagnuolo, Galbiate al parodipiti altre terre, fu dato a feudo,efu perriö
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tirnnneggiato quando dall’uno, qunndo dal-l’altro signore ; ma li nbitanti dopo unalunga lite se ne riscattarono nel 4654 collosborso di L, 4740 di quei tempo e si poserosotto il diretto dominio del re e del senntodi Milano . Pare perö che siano poco doposurte delle sofisticazioni camerali, perchenel 4574 li abitanti medesimi, onde met-tere fuori di controversia il loro diritto emantenerlo perpetuamente sotto li occhidel publico, lo fecero scolpire sopra unalapitle che si legge anche al presente,
Di Galbiate fu l’arciere della Ripa, chenel 4476, nella chiesa di Santo Stefanoin Milano , intanto che difendeva il ducaGian Galeazzo , assalito, poi assassinatoda congiurali, fu egli pure ucciso perisbaglio daH’ambasciutore di Venezia checoU’armi alla mano cercava di allontanarei eospiratori, Bello stesso paese fu il fran-cescano frate Antonio che nel 4633 do-Veva esser eletto genefale del suo ordine,ina non riusci per 1’ opposizione del redi Spagna : e per compenso fu fatto ve-scovo di Ripntransone, nella marca diFermo , stato pontificio.
E notabile un legato che nel 4400 certojXero della Canossa nobile milanese, feceai monaci di Sant’Ambrogio: imperocchesopra beni che aveva in Galbiate lasciöai detti monaci una data quantitä di vinoed olio da distribuirsi nelle due solennitädi IVatale. e di Pasqua ad confinnamlumhomines qui in ccclesia corpus Dominiacceperint. I Cisterciensi autori delle Dis-sertazioni longobnrdico milanesi (T. III,pag. 79) pensano ehe si alluda ad unaspecie di purificazione, e per conseguenzane dedussero che l’uso della comunionelaica sotto le due specie fosse gia eessatanella chiesa milanese fino dal principiodel secolo XII. Se mal non ci apponiaino,a noi sembra che si possa inferirne unsenso al tutto opposto.
Il territorio di Galbiate e a collina, ede coltivato a viti, gelsi ed altre piantefruttifere: ai casali delle Torrette vi sonovarie fornaci di calce, alimentate dal ma-teriale che estraesi dal monte Raso. Gal-biate dista piccole 3 miglia a tramontanada Oggiono, e 4 ad ostro da Lecco .
GALBIGA, Calbiga o Calbega. Montecalcare che sorge ad ostro-levante daPorlezza , fra questo comune e quello diLenno , nella provincia di Como , e do-mina il soltoposto lago Ceresio o di Lu-gano (ramo di Porlezza ), stendendo lasua base tra questo lago e quello di Como .La vetta sale a 4706 metri sul HycIIo delmare. V, Gordona,