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BusLo Arsizio 4 ostro-lev.da Galiarate , 6 lev. daTornavento e dal Ticino in, 218. —
II Ticino presso Tornavento » 147. 864.11 Verbano o Lago Mag-giore .» 194, 697.
II Ceresio o Lago di Lu-gano .» 272. 372.
I)onde si vede che il Ticino ed il lagoMaggiore si trovano a molto piu bassolivello che non la brughiera di Gallarate.Tuttavia 1’ estensione di questa landa, daalcuni decenni a questa parte, e alquantodiminuila; massime dopo che il Governodel regno d’ Italia permise ai comuni divendere ai particolari la parte Ioro spet-tante, E fra i particolari vari ve ne fu-rono che fecero dei tentativi non sempreinfruttuosi per dissodare quell’ inaquosoterreno: fra questi si distinse il duca Vi-sconte di Modrone che ridusse a buona col-tura vari tratti di terreno; e alcuni altritratti furono per lo meno coperti di bo-schi.
Gallarate dista 22 miglia a tramonlana-])onente da Milano ed 8 miglia ad ostio-levante da Sesto Calende . Le distanze daBuslo e Somraa furono indicate poc’anzi,GALLAVESO, V. Galavesa,GALLEGNO. Una delle frazioni del co-inune di Pagnano, provincia di Como , di-strelto (XIII) di Canzo; in sito alquantomontuoso, ma coperto di castagneti e col-tivato a viti e gelsi, Dipende dalla paroc-chia di Asso, dioeesi di Milano .
GALLIAN'O monte. V. San Genesio.GALLIAN'O. Frazione del comune diPenzano, provincia e distretto dell’ante-cedente. Qui e la parocchia, da cui di-pende anche Penzano, e che novera 320anime. E soggetta alla dioeesi milanese.Nelle sue vicinanze evvi il picciol lagoSegrino detto anche di Galliano.
GALLIAN'O. Villaggio nn mezzo miglioa levante di Cantü. al quäle e unito cosidi parocchia come di comunilä; era altrevolte il capo-pieve, diritto che fu poitrasferito a Cantü (V. quest’art.). Ivi eravila cliiesa di San Vincenzo, ora soppressa econvertita ad uso profano. E di fondazioneantica, ma ristaurata e dipinta per online,a quel che pare, del celebre arcivescovodi Milano Ariberto, fin da quando erasotto-diacono di Galliano verso il 4007.Le pitture, orarnai sparite, non sonostimahili per finezza di lavoro , ma inte-ressano molto la storia dell’arte; ed ancola storia ecclesiastica seppe rinvenirvi fattipregevoli, Fra le altre vi si vedeva dipinta
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la storia di San Cristoforo, con quasitutte le parlicolaritä che le leggende at-tribtiirono a questo Ercole del cristiane-simo; una perö ve ne manca, la quälsembra non fosse ancora in voga a queltempo, quella cioe ch’ egli portasse di ladi un fiume Cristo col mondo in mano.E noto che questo santo gigantesco, cheper l’addietro si soleva pingere sugli atridelle chicse, presso la porta maggiore, aguisa di un colossale guanla-portoni, e di-ventato il tema di molte favole, ed anco direolte supei'stizioni fra il volgo. Queste fa-vole, come osserva l’erudito proposto An-noni, ebbero la loro prima origine dai frati,i quali per esercido di rellorica ampUfica-zione solevano interpollare le vite de’santi.Vi si vedevano alcune altre leggende, comeper esempio quella di Santa Marina, e varifatti biblici quali sono la storia di Adamoed Eva, la presentazione dei re Magi, lapassione di Cristo, Vi erano poi dipintimolti apostoli e santi ed altri personaggi,fra i quali un vescovo, ehe si crede essereSant’Ainbrogio, nolabiie pel suo vesti-mento, perche ci riv.ela quäle fosse l’abitoepiscopale di ceremonia nel secolo XI: essoha una specie di mitra, il pallio, il ba-stone e porta una casula antica. Questepitture, malgrado il rozzo disegno, fannoscorgere che l’artista aveva molta abilitäed immaginazione, e che in altri tempi econ studii migliori avrebbe potuto averfama tra i piu distinti, Ignoriamo il noinedi questo pittore, che precedette di piü didue secoli Cimabue e Giotto , e che dovetteessere fra i piu celebri del suo. tempo, Eraviun battistero costrutto all’antica, con unagran vasca di sarizzo affondata in parte nelterreno, grossa, dice il preposto Annoni,oncie nostre 4 di diametro inferiore, 23 diprofonditä, 23 di netto; cioe grossa metri0, 49. profonda 4. 22. e di netto I. 08.Nel fondo si vedeva un foro che servivaallo scarico dell’ aqua, e scavando al di-sotto fu scoperta la cisterna .ed in essa, frala terra limacciosa , si rinvennero varieampolle di forme e grandezze diverse, matutte di vetro, senza che si possa conget-turare a quäl uso servissero, e perche sidovessero trovare in quel luogo. Una pro-lissa descrizione di questa chiesa e deimonumenti che vi erano, la dobbiamo alpreposto Carlo Annoni , ne’suoi Monumentidi Cantü e sua pieve, pag. 64-429 che nefece levare anche i disegni. Pel rimanenteV, Cantü.
GALLIATE, V. Gagliate.
GALLIGNANO. Casale nel comune di