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pria capitale, fomisce anco quelli di Par- j
Un altro prodotto de’ laghi e il trigoloo tribolo, specie di castagna aquatica ,frequente ne' stagni e nelle paludi: simangia cotto come le castagne, e ne’ tempidi carestia se ne fa nnche pane. Serve aipoveri.
La provincia e piü agricola che indu-striale. Malgrado il ragguardevole raccoltodi bozzoli, una gran parte de’ medesimifilata fuor di provincia: in essa vi sonobensi 480 filande circa, ma quasi tuttepiccole: Ie piü considerevoli sono quelladi Canneto della ditta Butti di Milano con 400 fornelli, e quelle di Ostiglia, diBadia e di Castel-Grimaldo di 60, 54 e45 fornelli: minori di assai sono le altre,nissuna a vapore. Vi sono altresi 34 fila-toi, ciascuno di una sol pianta, e tutteinsieme di 453 valichi che lavorano intotale 470,000 libbre di seta. Il maggiorfilatoio e quello di Canneto di 30 valichi;degli altri nessuno eccede i dieci e scen-dono sino a’ 3. V, anche Lombahdu pag.448.
Deila canapa e del non molto lino sifanno cordaggi e tele ordinarie.
In tutta la provincia vi sono 28 fiereannue e 28 mercati ebdomadari. Li og-getli prineipali che si portano in venditasono bestiami : al mercato di Ostiglia,riso, a quel di Suzzara vino, a quel diGonzaga suini: granaglie in tutti.
Mantova , come tutte le altre cittä dellaLombardia , ha pesi e misure sue pro-prie il cui valore e adottato in tutta laprovincia, anzi in tutto 1’ antico ducatodi Mantova : non ha guari aveva ancorauna su« speciale monetazione. L’ effettivorappresentante della lira di Mantova nonesiste piü, ma 1’ideale corrisponde adun quarto di franco o ad un terzo dellalira di Milano . Pure in questi Ultimi annital lira provinciale, che usavasi in quasitutti i contratti, e caduta in disuso, e vifu sostituita o la lira austriaca o la liramilanese.
Le notizie che si hanno Süll’ origine dlMantova sono o favolose od oscure. Al-cuni la pretendono fondata da Manto fi-glia di Tiresia , la quäle dalla Beoziavenne con una colonia in Italia : ma everosimile che questa notizia si appoggiunicamente alla conformitä di Manto conMantua ed al significato che questo vo-cabolo (Mantya) tiene nella lingua grecapolendosi interpretarlo Divinazione , o laFatidica, Al contrario sembra non potersi
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dubitare che Mantova non debba la suafondazione agli Etruschi , od e ahnen certoche ella fu uno dei centri di dominiopolitico e religioso di quella nazione e lacapitale del loro impero di qua dell’ Ap-pennino.
Quando poi li Etruschi furono respintidai Galli ad ostro, verso la moderna To-scana, Mantova, e forse anco Cremona edaltre cittä etrusche rimasero tuttavia pos-sedute da popoli di questa nazione, ab-benche separati dal corpo principale; e seEtruschi si mantennero nella Rezia , comelo attesta Tito Livio , tanto meglio dove-vano conservarsi in luoglii piü idonei, epiü vicini al centro della nazione; i qualipoi, per opposizione a’ Barbari , parteg-giarono pe’ Romani quando penetrarononella Gallia Cisalpina. Per Mantova al-meno, lo alferma positivamente Plinio,dicendo ch’ella era la sola cittä etruscadi qua del Po . Debb’ essere stata nbitataanco dai Veneti , popoli aflini, a quel chesembra, cogli Etruschi ; perche dai geo-grafi romani la troviamo indicata altresicome una cittä della Venezia . Piü purti-colari notizie sulle vicende di Mantova ,non le abbiamo; ci e noto bensi che fuda Cesare, insieme con altre cittä, ono-rata della cittadinanza romana ed ascrittaalla tribü Sabatina.
Sotto il triumvirato di Augusto e suoicolleghi, Mantova ebbe pure a soffriredai soldati a cui furono ripartiti i ter-reni, e tra quelü ehe ne andarono spo-gliati, noverasi Virgilio, il quäle godevagiä di molta fama come poeta, percheappunto per questo o per la protezionedi Polione che si era meritata pote ricu-perare i suoi beni.
Mantova in un terreno depresso, cir-condato da paludi,e fuori delle strade mili-tari, e nominata assai di rado dagli storici;e sappiamo soltanto che ai tempi di Teo-dosio il giovane, in cui fu scritta la No-tizia, vi era stabilita una fabrica di lori-che ad uso degli esereiti romani. E as-sai verosimile che nel 452 fosse devastatadagli Unni, imperocchü il quartier gene-rale di Attila , quando stipulö il trattatocon papa Leone , era a Governolo, sole40 miglia lontano da quella cittä e le nu-merose sue orde si erano sparse su tuttala linea del Po .
Di Mantova non si sa quindi piünulla fino alla venuta de’ Longobardi nel568. Era allora una cittä forte, munltadi mura, ma non ancora circondata dalaghi, Pure un lago o stagno formato dal