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i moderni per sapere se in quella dona-zione fossero compresi soltanto Ii allo-diali, od anco i feudi : e convien credereehe poco ne säpessero anche li antichi;perehe su tale donazione si contese alungo fra papi ed imperatori, piü collearmi ehe coi tribunali.
Che che ne sia, appena Matilde fumorta, ie cittä a lei soggette si rivendi-carono a libertä e seguendo la correntede’ tempi si governarono a comune sahaimperiali justitia. Cosi anche Mantova siereö i propri consoli, ma del cesto s’ i-gnora quali fossero i preeisi di lei ordi-namenti interiori. E certo per lo menoche quivi ancora, come altrove, la citta-dinanza era divisa in capitani o nobili diprim’ ordine, in Valvassori, o nobili disecondo grado (ceto medio) ed in Ariman -ni o gente libera (popolo): e se i nobili,cosi per le ricchezze eome per le ade-renze occupavano i consigli dirigenti ovogliam dire il potere esecutivo ed ave-vano la primaria ingerenza negli afTari,i ceti inferiori prevalevano pel numeronelle assemblee generali e legislative.
Nel 4449 essendo cominciata la celebreguerra comense, troviamo che i Manto»vani vi intervennero come alleati dei Mi-lanesi; e dall’ anonimo poeta comasco ve-niamo a sapere che 1’ esercito mantovanoera principalmente composto di arcieri, ovogliam dire di truppa leggera di infan-teria.
Nel 4459 dopo la celebre dieta di Ron-caglia, Mantova sembra essere stata unafra le cittä lombarde che non vollero sot-tomettersi alle immoderate pretensionidell’ imperatore Federico Barbarossa . Male differenze furono accomodate all’ ami-chevole dal vescovo Garsendonio, e percontracambio i Mantovani seguirono 1’ im-peratore nella sua impresa contro Milano .Questo Garsendonio tanto celebre neglionnali di Mantova , discendeva proba-bilmente da quel Garsendonio conte diSan Martino di Bozzolo, che a’ tempidella contessa Matilde infestava il Man-tovano alla testa di una grossa banda dimasnadieri; e sembra infatti che avesseereditata una parte del di lui caratterefacinoroso, Fu fatto vescovo di Mantova ai 5 di maggio 4448. Potentissimo inquella cittä, gran facendiere politico, va-loroso soldato, caldissimo partigiano del-l’imperatore Federico Barbarossa , fu trai padri che nel concilio di Pavia 4460 de-posero papa Alessandro III e riconobberoil suo competitore Vittore IV ; per la quälcosa fu egli pure scomunicato.
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Mantova non istette molto tempo col-l’imperatore germanico, perche nella cam-pagna del 4461 si attaccö alla causaitalica difesa dai Milanesi: ma fu subitodopo costretta a sottomettersi da Wrati-slao re di Ungheria ; e nel seguente annoRidolfo di Mantova giudice della cameraimperiale, lo che vuol forse dire po-destä di Mantova a nome dell’ impera-tore, fu uno dei deputati a rieevere ilgiuramento de’Milanesi di Porta Renza :tuttavia non consta che i Mantovani sianoconcorsi cogli altri arrabbiati Insubri alladevastazione di Milano .
Dopo quest’ avvenimento , il Visi e diopinione che Mantova fosse esente dal ri-cevere un podestä imperiale: ed e infattiprobabile che il governo della cittä fosseaffidato al vescovo Garsendonio, che ilBarbarossa , nel 4465, nominö anche suovicario nella Romugna,
Due anni dopo i Mantovanipresero partealla lega Lombarda, per cui il vescovoGarsendonio, come scismatico e di parteimperiale , fu non solo espulso da loro,ma fu eziandio messo al bando dalle cittäconfederate, Ma egli tornö subito dopo iltrattato di Venezia ed era giä a Mantova a’3 settembre 4477; due anni dopo assistäcol papa al concilio di Laterano e morinel 4487. Questo vescovo, piü atto aieampi di battaglia che alla chiesa, go-vernö Mantova , per molti anni a propriosenno; e se la sua condotta, come ec-clesiastico, non e lodevole, ella e in partescusata dallo spirito de’tempi, nä d’al-tronde si puö negare che non facessemolto bene alla sua patria.
Dopo che Mantova nel 4473 si era stac-cata dalla parte imperiale ed aveva toltoil governo a Garsendonio, si diede un po-destä e rettore suo proprio, e fu certoüguccione, che, secondo il Visi, e il primopodestä di Mantova dopo la contessa Ma-tilde. Ma quel diligentissimo indagatoredelle patrie antichitä non ha saputo indi-carci eome pel rimanente fosse governatoil comune. Sappiamo soltanto ch’ ella, alparo delle altre cittä d’ Italia , fu compresanella pace di Costanza ( 25 giugno 4483 ):e questa pace tanto famosa e costata tantosangue, sospetta il Visi che sia stata com-perata dai Lombardi, trovando egli chei Piacentini per loro parte sborsarono450U0 lire imperiali al monarca, e 4000a’ suoi nunzi.
Da quest’ epoca sino al 4236 nulla suc-cesse di memorabile: se non che i Manto-vani, seguendo 1’ infelke esempio delle al-