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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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tre cittä, si travagliarono al di ftiori inpicciole guerre coi loro vicini ed al diclent.ro in guerre civili fra di loro. Vit-tima di queste discordie fu il vescovo Gui-dotto, che sostenendola parte degli Agnellifu assassinato dagli Avvoeati loro avver-sari (1235), i quali perciö furono scomu-nicati dal papa, banditi dal comune e leloro case furono atterrate.

In questo tempo di mezzo i Mantovanicostrussero nel 4198 il ponte di PortaMolina che fu poi compiuto nel 1237 ;trassero 1 aqua del Mincio intorno allaloro ciltä e la contennero cogli argini cheancora si vedono ; edificarono nel 4227la casa del comune, nel seguente annoriedificarono Castiglione delle Stivieresta-to distrutto nelle guerre nntecedenti, enel 4232 selciarono le strade e le piazzedella cittä.

Nel 4236 furono indarno assediati dal-1 imperatore Federico II , che nel seguenteanno scese a patti eon essi e confermötutti li antichi privilegi e consuetudini ,come aneo'la libertä di potersi eleggereil podestä o rettore.

Un maggiore pericolo corsero nel 4236quando il iämoso Ezzelino da Romano ,tiranno di Padova , venne per sottomet-terla; ina dopo alcuni mesi d inutile as-sedio dovette ritirarsi per correre controi Padovani che si erano ribellati.

Secondo li scrittori mantovani, la difesadi Mantova fu principalmente dovuta aSordello di Goito, di una famiglia Visconti,che perciö fu fatto capitano generale e si-gnore della cittä. Questo Sordello e il me-desimo di cui parla Dante , e 1 incontrocoi quäle nel Purgatorio suggeri al poetafiorentino la tanto celebre apostrofe sul-lItalia . Ma la storia di questo personag-gio e molto oscura. E certo ch egli eradi Mantova o di Goito, e certo ch ei debbeaver vissuto in tempi assai vicini a Dante ,e che fu un ,eccellente poeta in dialettoprovenzale. E fama altresi che fosse unode piü valorosi cavalieri del suo tempo eche per ben ventitre volte uscisse vinci-tore dalle giostre combattendo coi piü ri-putati eampioni. Ma le sue avventure sonoper lo piü favolose. Vuolsi che amoreg-giasse Cunizza sorella di Ezzelino per ca-gion della quäle fu poscia ammazzato. Se-condo altri sposö Beatrice sorella dellostesso Ezzelino, ma 1 esistenza di questadonna e assai problematica, Altri all in-contra narrano che fuggisse colla mqgliedel conte Sun Bonifacio e riparasse inProvenza oye abbandonö quella per ispo-

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sarsi ad altra donna. Non meno incertae la di lui signoria in Mantova , la quälenon viene attestata da alcuno scrittorecontemporaneo, o che per lo meno sia de-gno di fede. Da una sua canzone sembrachei fosse ancora in Provenza nel 4248,

10 che non toglie che possa essere tornatoa Mantova negli anni successivi. Ma se evero ch egli abbia avuto parte alle vicendedel suo comune, la sua autoritä non debbeavere ecceduto i limiti di quell influenzache esercita sempre un cittadino popolare,e fervido del ben publico: e sembra altresiche non abbia finito di morte naturale.LAliprandi lo fa morire nel 4274, altricirca dieci anni dopo, appoggiandosi aduna sua canzone sul vespro Sieilianq suc-cesso nel 4282: ma resterebbe a decidersise sia sua. Il risultato si e che la storiadi questo celebre Mantovano ha bisognoancora di ricerche sottoposte ad una rigidadis'mssione.

Nel 4268 i Casaloldi, li Arlotti, i Bo-nacolsi ed i Zanecalli trassero nelle vicen-devoli loro discordie tutti li altri cittadiniche si combatlevano a vicenda e incon-trandosi per le vie ammaszaoansi comecani, per usare una espressione del Giunta:

11 quäle in questa faccenda fa di bei nuovointervenire 1 autoritä di Sordello ; ma ilvescovo Agnello Maffei non ne parla. Fattoe che Mantova fu in pericolo di essere con-segnata ad Obizzo da Este marchese diFerrara; ma de congiurati chi fu presoed ucciso, chi fuggi, e le case di tutti fu-rono arse.

Continuando perö i disordini interni, epiü nissuna legge venendo rispettata intanto furor di passioni, nel 4273 si vennein deliberazione di crear due capitani conautoritä assoluta di far giustizia controchiunque. A questeffetto furono scelti Pi-namonte Bonacoisi ed Ottonello Zanecalli;maPinamonte che voleva signoreggiar solo,fece assassinare clandestinamente il colle-ga, indi coi favore denobili, e segnata-mente dei Casaloldi che primeggiavano ,a 43 febbraio 4276 si fece proclamarecapitano generale in vita-

Non andö guari ch ebbero motivo ditrovarsi malcontenti; perche Pinamontedifendendo le ragioni del popolo , calpe-stato da quella nobiltä inquieta e lutmil-tuante, cominciö a far severa giustizia :eompresse li uni, mandö in esilio li altri.I Casaloldi con piü altri cospirarono; mala congiura fu scoperta, e Pinamonte mes-sosi in difesa, dopo un aspra zuffa (4 no-vembre 4277), i congiurati furono dispers«,