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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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alla caccia sul lago , cadde nell’ aqua , equantunque sia stato ritirato ancor vivo,pure tra per la paura avuta, e tra pelfreddo, contrasse una febbre che gli ca-gionö la morte, successa a’22 febraio4550.

XI. Dei due fratelli che gli restavanoGuglielmo non aveva che 43 anni, e Luigi42.11 primo era brutto e gobbo, e perciötanto sgradito ai Mantovani quanto sitenevano caro Luigi avvenente, spiri-toso e di piacevoli modi. Ma Guglielmoper quanto ne fosse pregato dalla madree dagli zii, non volle rinunciare a’ suoidiritti e fu riconosciuto duca di Mantova e Monferrato. Fatto sovrano, dice il Ca-valiere Litta, tutti si rallegrarono, e liuomini di corte tutti si misero una gob-ba, e quanto era piü alta, altretanta erala fedeltä che si dimostrava,

Guglielmo, nato a’24 aprile 4538, es-sendo ancora in etä minore continuö ilgoverno sotto la tutela del cardinale Er-cole. Quanto poi allo stesso Guglielmo « ei« fu, dice il conte d’Arco, principe dispo-« tico, caparbio e lascivo, Amico ai let-« terati ed agli artefici, ma piü ancora« ai lrati, introdusse i Cappuccini, i Ca-« maldolesi e i Gesuiti , molto protesse« quel tribunale religioso denominato il« Sant’Olficio, ai quäle, racconta 1’ Ame-« dei appoggiato all’autoritä di altro scrit-« tore: quel principe cliede promessa di« servire facendo lo sbirro in propriaa persona, quando ve ne fosse stato il« bisoqno. » — Li storici lo accusano al-tresi di aver fatto incendiare l’archivio diMantova onde annichilare i documenti de-gli antichi patti con cui i Mantovani ave-vano riconosciuti i Gonzaghi per loroprincipi, e confermarono quest’accusa lefaccende che egli ebbe co’Casalaschi a cuitolse li antichi privilegi, e contro i qualiesercitö molti atti d’ingiusto rigore. Con-tuttociö non sembra che si possa conve-nevolmente negar lode al suo governo:infatti ei corresse molti vizi dell’ ammi-nistrazione, la riformö in varie parti,fece leggi contro il lusso, ed una provadella floridezza di Mantova sarebbe la suapopolazione di 43,000 anime, se si potesseconfidare nelle cifre statistiche di que’tempi, poiche anco nei nostri non sonosempre degne di fede. Ebbe per segretarioBernardo Tasso , per teologo il celebreSarpi, allora ancor giovane, per confes-sore il gesuita Possevino , impiegö ancheil pennello del Tintoretto ; era di umoreburlevole, ma bizzarro, e talvolta perico-loso, massime quando le burle andavano

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a lui, Profuse tesori per fabricarsi unmagniüco palazzo a Goito ove mori a’ 44agosto 4587.

Da Eleonora d’Austria flglia dell’impe-ratore Ferdinando ebbe due figlie, e Yin-cenzo nato il 24 settembre 4562, che glisuccesse nel principato.

XII. Vinceszo I era un assai bell’umore:in gioventü amö le lettere, e fu grande am-miratore del Tasso che andö a prenderea Ferrara , ov’era trattato da pazzo e locondusse a Mantova ; poi fatto adulto, piüdei libri gli piaquero le donne. Sopra idue suoi matrimoni con Margherita Far-nese ed Eleonora de’ Medici , si possonovedere alcuni curiosi aneddoti nella grandeopera del cavaliere Litta. La prima furipudiata perche in lei le macchine dellagenerazione erano imperfette, e per ispo-sarsi alla seconda il duca dovette in Ve-nezia dare pubiiche prove della sua abi-litä maritale. Persona giä tanto cono-sciuta per le sue galanterie, pare cheavrebbe potuto essere dispensata dal pro-durre simili certificati. Vincenzo era prodein campo , divoto in chiesa e vizioso inpublico, e tra epicurei e scialaquatori ebbenome distinto. Fu esorbitante in tutto:nel lusso, nelle prodigalitä, negli amori:al giuoco, nelle crapule, e in uno straor-dinario fasto principesco, sciupö sommeimmense, e mori di 50 anni ( 7 febraio4642), pianto dal volgo per le stesse suedilapidazioni, e pel suo carattere affabile;ma non tanto dai buoni, scandalizzati dalsuo mal costume.

Francesco riediücö pure la Favorita suldisegno dell’architetto Nicolö Sebregondi di Coino. Ebbe una schiera di figli tralegittimi e naturali, e di questi Ultimiuno ve ne fu che si crede essere il tantocelebre uomo dalla maschera di ferro ,che dal Monferrato fu tradotto in Francia a’ tempi di Luigi XIV e !a cui storia ötutt’ ora involta nel mistero.

XIII. Vincenzo II nato 7 maggio 4586 fututto l’opposto del padre: e quanto questofu un fanatico nemico di Spagna , altretantoil successore le fu amico. Appena salitosul trono, smorbö la corte di quel gentamesfaccendato ed inutile che la ingomberava;adottö la piü rigida etichetta spagnola esi mise sul piede di una stretta economiaonde rimediare ai debiti lasciatigli dalpadre, Servendo al fanatismo de’ suoitempi ed all’intolleranza dellTnquisizione,volle che tutti li Ebrei, dovessero inescu-sabilmente abitare in ghetto; cacciö viaquanti non vi capiyano, e prescrisse agli