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altri di portare intorno al cappello o nllaberretta una fascia gialla e visibile, Sa-rebbe perö ingiusto il fargliene una colpaesclusiva, perche lo stesso succedeva al-trove. Ei mori di vajolo, lo stesso primoanno dei suo regno a’ 22 agosto 1612.
XIV. L’unico suo figlio maschio avendolopreeeduto tre settimane prima, gli succe-dette il fratello Ferdinando.
Quesli era nato a’26 aprile 1587. FuCavaliere gerosolimitano, poi cardinale,Dopo la inorte del fratello corse a Man-tova per ereditare il principato; ma Iacognata Maria di Savoja essendosi diehia-rata incinta, ei dovette aspettare finche fudissipato il dubbio. Ebbe forti contese,sostenute coli’ armi, col duca di Savojaper la successione del Monferrato, che re-stö tuttavia a casa Gonzaga. Ferdinandosi ammogliö prima con Camilla Faa fi-glia di un gentiluomo del Monferrato, chepoi volle ripudiare per isposarsi a Cate-rina figlia di Ferdinando de’Medici granduca di Toscana, Gl’ intrecci scandalosiche aecompagnarono questo doppio ma-trimonio sono minutamente descritti nellagiä citata opera del cavaliere Litta e neiRacconti Storici Patri del conte Carlod’Arco, Ferdinando amareggiato dal bi-gottismo , intollerante della sua secondamoglie, dai rimorsi pei cattivi trattamentiusati a Camilla che non pote mai cessardi amare, e da mille altri dispiaceri do-mestici, mori di 39 anni a’ 29 ottobre 1626,In una revista che questo principe fecedelie sue truppe nel 1619 si contarono1570 cavalli e 12,500 fanti. Sotto Carlo I di Rethel si noverarono 12,000 fanti epiü di 2000 cavalli: troppa gente per unpiccolo Stato, e peggio ancora per esseregente forestiera,
Ferdinando non avendo avuto prole dallapaffuta Caterina Medici , e Ia corte impe-riale non avendo mai voluto riconoscereGiacinto nato da Camilla, il principatopervenne a Vincenzo fratello dello stessoFerdinando,
XV, Vincenzo III era nato agli 8 fe-braio 1594, nel 1615 fu da Paolo V fattocardinale, malgrado la crassa sua igno-ranza e i suoi vizi. Innamoratosi posciad’Isabella vedova di Ferrante Gonzaga principe di Bozzolo, donna attempata mabella ancora, se la sposö, rinunciando alcardinalato di una maniera tanto sconcia,che Paolo V giurö non vi sarebbero piücardinali di casa Gonzaga. Questo matri-monio sproporzionato per l’etä, fu accom-pagnato da infinite discordie domestiche, e
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da intrecci scandalosi, non perö nuovi inquella casa. Diventato duca, brigö molto,ma indarno, a Roma onde annuliere ilmatrimonio e sposarsi la nipote Mariafiglia del defunto duca Francesco, ma nonessendo riuscito, e mancando di eredi etrovandosi in fin di vita, maritö la me-desiina al bellissimo duca di Rethel , chegiä da un anno si trovava a Mantova .Poche ore dopo questo matrimonio edopo il breve regno di un anno Vincenzomori a’ 25 decembre 1627 senza prolelegittima, abbenche lasciasse quattro figlinaturali. Quindi con lui si estinse il ramoprimogenito dei Gonzaga, e il ducatopervenne al ramo cadetto dei duchi diRethel e Nevers .
XVI, Luigi figlio del duca Federico Gon-zaga e fratello cadetto di Guglielmo ilGobbo, essendosi recato in Francia per im-possessarsi del retaggio degli Alen§on chegli si competeva, e dove figurö molto negliaffari di quel tempo, si ammogliö con En-richetta di Cleves che gli portö in dote iducati di Rethel e di Cleves . Da essa ebbeCarlo nato 6 maggio 1580, il quäle dopola morte di Vincenzo si dichiarö duca diMantova e del Monferrato. Suo figlio ehia-mato pur Carlo, nato nel 1609, aveva,come abbiam detto poc’anzi, sposata Ma-ria, unica erede di casa Gonzaga. Ma aiGonzaghi di Francia questo retaggio fucontrastato dalla corte di Vienna , e leimprudenze istesse di Carlo I complica-rono le diflicoltä, che cagionarono unaguerra di tre anni e il funesto sacco diMantova nel 1630.
Il conte di Collalto generale deli’impe-ratore Ferdinando II con un esercito disoldati, raccoiti, com’ era 1’ uso di queitempi, tra la feccia piü scostumata dellasocietä, scese dalla Valtellina in Italia parcorrere all’ impresa di Mantova , il pfts-saggio di quelle masnade e celebre nellestorie italiane pei misfatti che commiseroe" perche. lasciarono ovunque, dietro diloro, lo sterminio e la peste. Mantova fuassediata, e stante lo scarso ricolto chesi era fatto 1’ anno antecedente, per cuiil frumento si vendeva L, 96 (di Milano )al sacco, e L, 40 le fave e il miglio, iviveri salirono ad un prezzo enorme.L’Amedei ci dä la seguente nota che tra-sci’ivo per curiositä:
Tira o piccia di pane d’on-cie 23 . lir. 3 4
Vino debolissimo al boccale »6 —
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