Olio di ulivo alla libbra,
. »
24
—
« »
6
—
Sale (il solito prezzoera soldi 4 ) . . »
♦ »
4
_
Pesce fresco . . »
« »
6
—
» salato . . » .
• »
8
—
Sardelle salate ognuna ,
» »
—
42
Caviale all’ oncia . . ,
. »
4
42
Gamberi al cento , , .
. »
20
—
Uno spico d’aglio , . .
♦ »
—
40
Un uovo.
3
—
Un uovo freschissimo. .
♦ »
6
—
Un arancio .....
• »
3
—
Un limone.
♦ »
5
—
Erbaggi alla libbra . .
. »
4
—
Una ricetta fu pagata
scudi
5
—
Un paio di scarpe . . .
.lir.
60
—
» di calze di seta
scudi 50
—
Anche il valore delle monete si alterö:La doppia d’Italia da l. 29 — sali a 1.450Zecchino veneto » 46 40 » » 72
Unghero di Germania » 46— » »70
Ducatone » 44 5 » » 48
La Genovina.»60
Tallero veneto.»30
» di Casale.»24
Quattrino di Mantova ....»■— 2
Per penuria di denaro vi fu chi ven-dette per mezza doppia una biolca diterreno fertile.
A queste miserie si aggiunse la pesteche toglieva di vita in 24 ore. Ogni giornomorivano da 50 a 60 per ogni parocchia-ne bastando i carri e le barche a tra-sportare i cadaveri fuor delle mura pergettarli nel lago, furono abbandonati in-sepolti per le strade.
Mantova resisteva a tante calamitä,quando certo Polino , uno di quegli Sviz-zeri che si vendono a prezzo e misuranola fedeltä dal salario che ricevono, pro-mettendosi gran mercede del tradimento,la notte tra il 47 e 48 luglio diede ilfuoco alla polveriera e introdusse gli Im-periali che la saccheggarono per tre giorni,e fra vari monumenti d’ arte o rapiti oguasti scomparve anco la celebre tavolaIsiaca che ora trovasi nel Museo di To-rino e che fu illustrata dal Pignorio. Lapopolazione di Mantova , giä stremqta dallapeste e dalla fame, fu ridotta a 2,000abitanti, compresivi 3000 forestieri.
Quando il Gonzaga pote restituirsi nellasua capitale, della reggia non trovö che
MAN
le pareti ignude: arazzi, mobili, addobbi,tutto era scomparso; e male avrebbepotuto alloggiai’vi se il duca di Toscana non gli spediva incontanente con che mo-bigliare almeno due camere; e il duca diParma le argenterie da tavola. Anche ilduca di Modena gli mandö 400 paja dibuoi con altri tanti bifolchi onde lavorarei terreni incolti.
Il traditore Polino non andö perö guaria subire la pena del suo delitto; impe-rocche l’anno seguente, quando pel trat-tato di Cherasco gl' lmperiali sgombera-rono la piazza, egli ne usci con loro:ma i soldati che lo detestavano ed ave-vano in orrore la sua compagnia, lo mo-schettarono oppena fuor delle porte.
Carlo di Nevers non parve punto af-flitto de’mali patiti da’suoi sudditi, in granparte per sua colpa; intanto che Carlosuo figlio., di piü nobili sentimenti dotato,ne moriva di rammarico,
Pel trattato di llatisbona Carlo Gon-zaga di Nevers oltenne 1’ inveslitura im-periale de’ nuovi suoi domiriii, ma sce-mati di molta parte del Monferrato: regnöancora sei anui e mori con sospetto di ve-leno e poco amato dai Mantovani a J 20settembre 4637,
XVII. Gli succedette suo nipote Carlo II ,figlio di Carlo e di Maria Gonzaga , e natoa’ 3 ottobre 4629, Essendo ancora mino-renne, governö in suo nome la madre etutrice Maria, donna saggia e prudente,Ebbe guerre e disturbi pel Monferrato, edel resto fu principe vizioso e spregevole.Mori egli pure con sospetto di veleno, mapiü presto consunto dai disordini a’ 44agosto 4684.
XVIII. Suo figlio Ferdinando Carlo,nato 34 agosto 4652 gli successe sotto latutela d’Isabelin d’Austria figlia dell’imp.Leopoldo. La di lei condotta non era mi-gliore di quella del marito, onde per or-dine dell’imperatore Ferdinando II fuchiusa in un monastero, Ferdinando Carlofu sottoposto alla tutela di una reggenzanominata dallo stesso imperatore: contut-tociö la sua educazione fu trascurata, e icattivi esempi domestici influirono tal-mente su di lui ch’egli riusci ugualmenteinsigne nella ignoranza e nei vizj, e glimancö persino quel valor militare che siera quasi sempre conservato come un pa-trimonio della casa. Frivolo, vigliacco,scialaquatore, converti la sua reggia inun lupanare, dilapidö le sostanze propriee quelle del publico , fu in balia di -vizibrutali, si royinö coi debiti ed abbandonö