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(XII) che prende il suo nome, nella pro-vincia di Milano . E un comune con con-vocato e conta 3975 abitanti tra i quali938 collettabili. Rampoldi nel 4833 glidava quasi 3000 abitanti. Accennerö frapoco la popolazione della parocchia.
Superficie pert. 6242. 46.
Estimo scudi 83,482. 4. 6.
E un grosso e bei borgo intersecatodalla grande strada postale romana cheda Milano conduce a Lodi e Piacenza , oa Cremona e Jlantova, Sta presso la rivadestra dcl Lambro che si attraversa so-pra un ponte, Iontano 40 miglia ad ostro-levante da Milano ed altretanto da Lodi ,Era altrevolte fortificato e vantava grandeabbondanza di frati, essendo che ivi aves-sero loro conventi i Cappuccini, li Os-servanti, i Serviti e i Carraelitani: avevaanco uno spedale pei Pellegrini, ina que-ste corporazioni furono soppresse in varitempi e i loro redditi applicati alla fon-dazione di uno spedale per gl’ infermi ead altri istituti piü confacenti al secolo.Ora Melegnano e la residenza del com-missario distrettuale e di una pretura diIV classe. Yi e mercato ogni giovedi e visi fa gran traffico di biade, lini, formag-gio lodigiano e grosso bestiame.
Come abbiam detto, nel medio-evo que-sto borgo era fortificato. Ed essendo di-pendente da Lodi , quivi si accampö 1’ e-sercito dell’ imperatore Federico Barba-rossa quando marciava contro Milano . Poifu fatta la pace; ma tre anni dopo lostesso imperatore essendo stato respintoe ferito dai Milanesi, si ritirö di nuovoa Melegnano . II borgo volendo in seguitoricuperare la sua libertä, provocö dissen-sioni fra Lodigiani e Milanesi per cui que-sti nel 4223 confiscarono tutti i beni delpodestä di Melegnano , Quattordici annidopo (42 settembre 4239) il borgo fu di-strutto da Federico II nuovamente inguerra coi Milanesi, i quali lo riedifica-rono nel 4243, e vi aggiunsero una for-tezza detta il Ricetto, il lavoro di cui fuindarno frastornato dal re Enzo figlio diFederico. In questa fortezza si ridussel’esercito Milanese nel 4278, ma i Tor-riai.i se ne impadronirono; e nel seguenteanno quivi fu sottoscritto un trattato dipace fra guelfi e ghibellini. Melegnano sog’iaque poi al dominio de’ Visconti , edopo la morte dell’arcivescovo Giovanni,nel 4354, formö parte degli Stati toccatia Bernabö suo nipote, che qui piantö lasua residenza. Questo principe celebre perle sue crudelta e pel bizzarro suo umore
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fu poi nel 4362 ßcomunicato da papa In-nocenzo YI che dimorava ad Avignone ;portatori della bolla di scomunica gli spedidue legati fra i quali 1’ abate GuglielmoGrimoaldo. Bernabö incontrö i legati sulponte del Lambro, gli ricevette pacata-mente, lesse la bolla, indi chiese ai duemessi, dovesseroscegliere se volevano man-giare o bere. Essi che erano frati, accortidi che si trattava cercarono di giustili-carsi e addussero il solito proverbio cheambasciatore non porta pena; ma lescuse riuscendo invano, si accomodaronoa mangiare la pergamena, coll’unita bolladi piombo; e dopo questo poco gradevolescherzo furono rimandati. La fortuna volleconsolare l’abate Grimoaldo , che appressoalcuni mesi succedette ad Innocente YIsotto il nome di Urbano Y. I Visconti avevano in Melegnano un bei castello oveamavano di soggiornare come in luogodi diporto, e in esso cessö di vivere nel4402 il duca Gian Galeazzo , e nel 4468la duchessa Bianca Maria vedova di Fran-cesco Sforza , morta con sospetto di ve-leno in etä di 42 anni.
Nelle vicinanze di Melegnano , fra ilLambro e il villaggio San Donato, fu nel4545 combattuta la celebre battaglia trion-fata da Francesco I re di Francia, Erala diciottesima a cui assisteva il famosoGian Giacomo Triulzi; ma tutte le altre,egli diceva, non furono che schermaglie dafanciulli, laddove questa fu una battagliada giganti, Quivi li Svizzeri mercenari delpapa e del duca di Milano perelettero laloro riputazione d’ invincibili, e 45,000uomini tra l’una e l’altra parte rimaserosul campo. In quella occasione il re Fran-cesco volle essere creato cavaliere dalfamoso Bajardo. In conseguenza di quelkibattaglia, il ducato di Milano pervenneai Francesi , che lo tennero 40 anni, cioesino alla battaglia di Pavia , il duca Mas-similiano Sforza dovette trasferirsi aPa-rigi e vivervi da privato, e papa Leone Xdovette accedere al concordato che sotto-scrisse in Bologna. — Nel 4532 Melegnano divenne un marchesato dato in feudo daCarlo V al famoso venturiero Gian Gia-como Medici , dopo che questi fu costrettorinunciare al castello di Musso (V. l’art.),e i suoi successori lo tennero sino agliUltimi tempi.
La chiesa di Melegnano forma una va-st® parocchia prepositurale; non ha pa-rocchie filiali, ma sono parte di essa icomuni di Colturano, Pedriano, Riozzo eYizzolo, ove sonvi chiese sussidiarie; ed