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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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II dialelto milanese sarebbe pia armo-nioso, se nella intuonazione, massime inbocca (lei volgo, non fosse aecompagnatoda una cantilena alquanto nasale ehe nonmanca di riuscire spiacevole alle orecchiede’ forestieri. Nel seeolo passato esso avevale sue varietä persino nella ciltä medesima;e il quartiere di porta Ticinese passava pelluogo ov’ esso parlavasi con maggiore af-fettazione: ma al presente e uniforme daper tutto ed anche la cantilena e dimi-nuita sensibilmente, come anco si e moltopiü avvicinato al puro italiano . Del restoquesto dialetto e fluido, pieghevole, ener-gico, espressivo ed atto ad ogni generedi poesia seria o giocosa come lo hannodimostrato i due piü grandi poeti mila-nesi Carlo Porta e Tommaso Grossi , icomponimenti dei quali per la perfezionepotrebbero onorare qualunque nobile idio-ma. Dopo di loro il doltore Raiberliha nel nostro vernacolo riprodotto ilsatirico leporc di Orazio . Una raccoltade’ poeti in dialelto milanese fu stampatain Milano nel 4816 in 4i volumetti, Al dot-tore Cherubini siamo pur debitori di un vo-luminoso dizionario dello stesso dialetto.

Ouesta cittü ha dato i natali ad unnumero grandissimo d’uomini celebri nellescienze, nelle lettere, nell’ armi e nellachiesa, molti de’ quali godono di una ri-putazione immortale, Fra li antichi furonocelebri Cecilio Stazio morto in Roma 160anni avanti l’era volgare, e che AuloGellio rammenta come il primo dei poeticomici; Virginio Rufo morto nel 97, fa-moso capitano ed autore di opere retto-riehe citate da Quintiliano : Salvio Giu-liano giureconsullo di cui 1’ imperatoreAdriano faceva gran conto; Elpidio poetaed archiatro dei re Teodorico. Apparten-gono al medio evo i due Landolfi storicidell’ XI e XII seeolo e Lanfranco me-dico dei seeolo XIII. La lista si fa sem-pre maggiore a misura che ci avanziamoverso 1’etä moderna: cinque papi, Ales-sandro II, Urbano III, Celestino IV ,Pio IV, Gregorio XIV ; innumerevoli fracardinali, veseovi ed altri prelati; AndreaRiglia sommo letterato e scrittore dellevicende della sua patria dal 4402 al 4432;li altri storici Rernardino Corio, TristanoCalco, Pietro Puricelli , Paolo Ripainonti,Gregorio Leti , ec., Gian Matteo Ferrariinedico, che col IX libro dell’ arabo Al-mansor arricchi T anatomia dei seeolo XV;1’ antiquario Ottavio Ferrari , Andrea Al-ciato, sommo letterato , esimio giurecon-sulto, antiquario, storico, oratore; quello

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slrano ma potente ingegno di GerolamoCardano , matematieo, geometra, medicofdosofo; l’allro insigne matematieo Bona-ventura Cavalieri; i due generosi cardi-nali Federico Borromeo e Durini, cultorie mecenati delle lettere e delle arti; il ca-nonico Manfredo Settala che viaggiö 1’ 1-talia, la Sicilia , la Grecia , Costantino-poli, la Siria, 1’Egitto , e ritornö in pa-tria ricco di cognizioni, poiche sapeva dimusica, parlava inolte lingue, e formossianche un ricco museo, che poi donö allaBiblioteca Ambrosiana ; il maresciallo Tri-vulzio, che prima di Kapoleone condussei Francesi in Italia , passando per una nonprima conosciuta via delle Alpi: ed a chinon sono noti i nomi dei Giulini, deiVerri, di Beccaria, di Parini , dell’Oriani,della Agnesi, dell’ architetto Cagnola e dialtri sommi? Fra i viventi, primeggianoper celebritä Alessandro Manzoni , le cuiopere sono tradotte in quasi tulte le cultelingue dell’Europa; Pompeo Litta autoredella storia genealogica delle Famigliecelebri italiane, lavoro d’immensa ed ol-tremodo paziente erudizione ; Antonio suofratello insigne geografo, 1’ orientalistaOttavio Castiglioni, ec. ee.

Milano ebbe pure il suo Cagliostro nellapersona dei Cavaliere Francesco Borri ,medico, alchimista, visionario, credulo disuperstizioni, incredulo di religione emorto di 70 anni nel castello di Sant’An-gelo in Roma nel 4693. Fra li artisti nondebbesi ignorare quel Domenico de’Gam-mei , che prese il noine dal suo meritonell’ incidere ogni sorta di pietre; che di-remo di quel riputatissimo pittore Ber-nardino Luini , contemporaneo dell’ im-mortale Urbinute? dei due Caravaggi, diPietro Caldara e dei Polidoro che egregi siresero nella stessa arte; cui tennero dietroCamillo e Giulio Cesare Procaccini, Da-niele Crespi, il Morazzone, Cesare daSesto, Luigi Bossi , e, per tacerne tantialtri, queU’Andrea Appiani , giustamenteparagonato aH’Albani pittore delle grazie;i quali se non tutti naquero propriamentein Milano , o questa citta si elessero per pa-tria, o qui piü che altrove üorirono e s’illu-strarono; ed anco al presente vi florisconoi’insigne pittore Francesco Ilayez, il cele-bre scultore Pompeo Marchesi , ec. Forzae nondimeno confessare che in propoj'-zione delle ricchezze , degli agi, dei lusso,dei benefizi della pace , della numerosapopolazione e dell’ importanza di questacittä, 1’ ingegno vi e assai meno coltivatodi quel che potrebbe esserlo e che sein-