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accordo li eruditi, la tradiziorie, la quäleperö non sale piü in lä del X secolo, lapretende essere quello stesso diadema chefece fare Costantino; il Muratori ed ilFrisi la fanno assai piü moderna, 1’ An-tolini e il canonico Bellani ne hanno ri-vendicata l’antichitä fondando perö unagran parte de’loro ragionamenti sulle con-getture.
Il tesoro di questa basiliea racchiudeoggetti assai ragguardevoli, per pregio diantichitä, d’ arte o di materia: come sa-rebbero la corona di Teodolinda , le re-liquie che San Gregorio papa mandö aquest’ultima; un ricchissimo Evangeliario,tre dittici sopra uno de’quali credesi es-sere dipinto di Boezio , una coppa di saf-fii'Oj un’altra d'oro riccamente brillantata,una patena uguale; il manto e la spadache servirono al regnante imperatore quan-do a’6 settembre 1838 fu incoronato re diLombardia , Questo tesoro subi varie vicen-de: fu accresciuto o diminuito secondo chegenerosi o ladri furono i principi: nelleurgenze della republica Milanese fu piüvolte dato a pegno o tutto o in parte;nel 1797 i Francesi n@ portarono via lioggetti piü preziosi. Ne fu riclamata larestituzione nel 1816; ma non tutto tornöa casa, La corona di Agilulfo , monumentostorico ed artistico, passata di ladro inladro, fini con essere fusa e venduta;mancö una ricca croce di cui si servivail capitolo; e di 221 codici 85 furono trat-tenuti forse per rimpattarsi della ricca le-gatura con cui rimpatriarono li altri.
Quanlunque Monza sia soggetta alla dio-cesi di Milano , pure da tempo immemora-bile ella segue il rito romano, La basilieadi San Giovanni ha li onori di cappellareale, il paroco e arciprete mitrato, ca-po-pieve e vicario foraneo; vi e un capi-tolo numeroso; e dalla sua pieve dipen-dono le parocchie di Brugherio , CassineBovari, La Santa e Sesto San Giovanni;oltre le due parocchie suburbane di SanGerardo e San Biagio. Nel medio evo,1’ arciprete di Monza col suo capitolo go-devano di ampie rendite e di giurisdi-zioni feudali sopra piü di 20 terre dellaBrianza.
"Vi sono in Monza una casa di ricoveroed una d’industria che godono insieme diun’annua rendita di lir. 18,500; un ospe-dale fondato fino dal 1174; accresciuto ne’tempi susseguenti, e che attualmente hauna rendita lorda di lir. 134,230; un montedi Pieta e vari legati pii, che si eroganoin doti ed altre beneficenze,
Du. Cor, Vol. I.
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Monza ha dato i natali a vari perso-naggi illustri: a Bonincontro ed a PaoloMorigia , storico il primo degli avveni-menti contemporanei, ed autore I’altro divarie opere storiche ed antiquarie; ai pit-tori Trofo e Maggi fioriti nel secolo XV;ad Ottaviano Scotto che nel 1479 si tra-sportö a Venezia ove stabili una tipogra-fia; a Paolo e Francesco Antonio Frisi ,quello matematico, questo antiquario; al-l’incisore Giuseppe Longhi ; al barnabitaBartolomeo Galanti dotto in greco ed inebraico ed autore della pregiatissima operaintitolata Thesaurus Sacrorum Rittium ;all’altro barnabita Giuseppe Caronni, geo-logo, mineralogista , antiquario, viaggia-tore, ec.; al maestro di musica AppianoAppiani fondatore dell’accademia di SantaMargherita, Era pure di Monza Giambat-tista Aguggiari che fattosi cappuccino, collesüe prediche promosse nel 1610 la edifi-cazione delle cappelle che precedono iltempio detto la Madonna del Monte sopraVarese .
A poclii passi fuori di Monza evvi l’I. R.Villa, delizia degna di principi e rino-mata in tutta Europa . Il palazzo venneeretto nel 1777 dall’arciduea Ferdinandocon disegno del Piermarini. Una vagliis-sima rotonda sull’ ala settentrionale con-giunge gli stanzoni degli agrumi, nellacui volta e nelle lunette Andrea Appiani dipinse mirabilmente la favola di Psiche,Il giardino si estende sur una superficiedi circa pertiche mil. 680, pari a chilo-metri quadri 0,445, e dividesi in trescompartimenti. Il primo comprende ilgiardino dei cedri e il giardino di piacereche suolsi chiamare all’inglese ; il secondol’arboreto, il giardino botanico per lepiante rizocarpiche che vivono sotto ilnostro cielo e i tepidarii; il terzo Portoe il frutteto, Nel giardino all’ inglese sipresentano scene di magico effetto: ca-scate, grotte, un laghetto, una capanna euna torre con ruderi di castello, da cuisi domina tutto il paese circostante. Ilparco, ch’ebbe principio nel 1805, si estendesur una superficie di pertiche mil. 10,520,ed abbraccia una periferia d’oltre 13 chi-lometri, Ila ingresso da quattro porte, ede cinto da muro alto circa 3 m, Si tieneche vi siano stati piantati undici milionid’alberi, fra cui predominano la rovere edil pioppo. Il Lambro vi scorre serpeg-giando per lungo tratto e lo cavalcano seiponti, due di legno e quattro di sasso.La parte che non e ridotta a bosco com-prende una superficie di pertiche mil, 3700,