FAV
intiero il distretto (YIII) di Abbiategrasso ;del dislretto (VI) di Binasco ne sonoesclusi soltanto i comuni di Binasco eZavanasco soggetti alla diocesi pavese;cosi anco del distretto (V) di Rosateil solo comune di Castelletto-Mendosioe soggetto alla diocesi di Pavia . La dio-cesi ambrosiana , nel distretto (Il) diBereguardo possiede Casorute; nel di-stretto (IV) di Corte-Olona, i comunidi Chignolo , Costa San Zenone e SantaCristina con Bissone ; nel distretto (VII)di Landriano i comuni di Campomorto ,Gnignano , Torre Veccliia e Zibido alLambro.
La diocesi di Lodi non vi ha che treparocchie e sono Campo-Rinaldo e Mira-dolo, nel distretto (IV) di Corte-Olona; eCastel-Lambro nel distretto (VII) di Lan-driano.
Tutto il resto dipende dalla diocesi diPavia .
Pavia fu primamente detta Ticimtm ,senza dubbio dal fiume presso al quälefu eretta. In origine fu uu villaggio oborgo di Liguri, qualunque possa esserela tribü che prima andö quivi a stanziarefra le paludi, forse per sottrarsi a qual-che invasione di altre genti, Sembra anziessere passata da una tribü all’altra: primifurono forse Levi e Marici; poi i Salluvi(Levi meridionali?). Nel seguito sembraessere stata occupata dai Galli , forsegl’Insubri; e verso i tempi della secondaguerra Punica , se non anche prima , fusoggiogata dai Romani, che al tempo diGiulio Cesare , avendola ammessa alla cit-tadinanza romana , 1’ aggregarono, dicesi,alla tribü Papia, donde poi la cittä fudetta Papia o Pavia . Quest’ultima sembrache fosse la denominazione vulgäre, ecome tale trovasi giä in un ritmo longo-bardo della fine del VII secolo, citatodall’Oltrocchi; intanto che nell’uso lette-rato o geografico si diceva : Ticinum oTicinum Papiae, finche tra la fine delsecolo VIII e il principio del secolo IX,eominciö a prevalere quello di Pavia :almanco nel linguaggio comune cadde indisuso o restö soltanto ai dotti 1’ anticonome. Pavia durante 1’ epoca romana enominata varie volte dagli storici e daigeografi , tra’ quali Tolomeo la compresefra le cittä degli Insubri. Passarono daessa Augusto e Vitellio ; Valentiniano Inel 386, dimorö senza dubbio qualchetempo in Pavia , come appare dalla datadi alcune sue leggi; e giä nel 408 questacittä doveva essere una fortezza ragguar-Diz. Coa. Vol, L
PAV G8t
devole, e tenuta ordinariamente da unforte presidio, per fronteggiare i Barbariche potevano scendere dalle Gallie . Daquesto lato Pavia era una fortezza difronliera come Aquilea appie dell’ AlpiCarniche . Vogliono che fosse distrutta daAttila , nel 452; ma e certo che nel 476,ultimo dell’ impero d’ Occidente, era an-cora una cittä forte e in buon essere ;perche essendosi sollevati i Barbari diOdoacre, Oreste, padre di Augustolo , sichiuse in qtiesta cittä la quäle dai Bar-bari fu espugnata d’ assalto e saccheg-giata.
Odoacre la ristaurö, essendo che la po-sizione di Pavia fosse troppo importanteper dover esser trascurata. Nel 490 sceseTeodorico coi Goti; combattendo contradi Odoacre, fu vincitore all’Isonzo , ed al-l’Adige; Pavia sembra essersi arresa senzaresistenza, ne andö guari che servi dirifugio ai Goti dopo che perdettero unabattaglia presso l’Adda, Teodorico rifattodi forze, assediö Odoacre in Ravenna ,l’ebbe in sua mano e con perfidia lo fecemorire, Rei tre anni che durö questa-guerra, come anco negli anni antecedenti,Pavia ebbe molto a soffrire, Fu in primaassai maltrattata da’ Rugi, che Teodorico aveva lasciato a guardia della cittä; poii Franchi e i Borgundi scendendo dalleAlpi avevano disertate le Campagne econdotti via moltissimi captivi. Sant’Epi-fanio vescovo di Pavia e il maggior fi-lantropo di quel secolo, si diede grandis-sime fatiche per rimediare a questi mali.Col permesso del re e con denari forni-tigli da lui e da altri benefattori, passönelle Gallie , riscattö tutti i prigioni, e lirestitui a’ suoi lari. Poi il paese essendostato devastato e impoverito, e i nuovicoltivatori non trovaudosi a mezzo di so-stenere in pari tempo le spese di coltiva-zione e di pagare i tributi, Epifanio ri-corse al re ed ottenne deile facilitazionLDi Ii a pochi anni questa provincia eradiventata ubertosissima. Quantunque listorici non lo dicano, par chiaro peröche Teodorico si fermasse alcuna volta aPavia , perchö vi aveva fatto erigere unbei palazzo. ln questa cittä medesima trat-tenne prigione il celebre Boezio fatto poi-morire nell’ agro Calvenzano, ne’ sobbor-ghi, indi sepolto nella cbiesa ora sop-pressa di San Pietro in Giel d’Auro.
Pochi anni dopo la morte di Teodorico ,incominciö la guerra gotica; e la fortu-nata spedizione di Belisario fini collapresa di Ravenna (540) e colla prigionia