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Maria Sforza e del viaggio die clla fece,quando passando per il lago, recavasi inGermania , presso il suo sposo T impera-tore Massimiliano. Prima di allora, al diredi Paolo Giovio , chiamavasi Pluviaua, Ab-biamo veduto che fino dal tempo di Plinioil giovane , la fontana stava dentro di «nasala o galleria, lo che vuol dire che quivieravi od «na villeggiatura od una abita-zione: ma lo stesso Plinio non dice chequella fosse una suo proprielä,cosa che nonavrebbe mancato di avvertirci; molto piüche ei dimostra una certa vanitä ncl descri-Terci le sue ville. II nobile e maestoso edi-fizio che yi e al presente fu falto fabricarenel 4570 da un conte Anguissola, e vuolsiche fosse il conte Giovanni, uno dei quat-tro piacentini che nel 4547 pugnalaronoPierluigi Farnese ; il quäle procacciandosiquivi «n luogo di sicurezza contro le in-sidie dei Farnesi che lo cercavano a morte,fece erigere questo palazzo, di soda archi-tettura, fabricato in parte sopra nudo sco-glio, e in parte sopra solide pareti ches’ inalzano sin dal profondo del lago, e lodifendono da ogni lato. Allori, cipressi,pioppi, castagneti, da una parte; viti, gelsied aI tri alberi frutliferi dall’altra, lo co-ronano all’ intorno e 1’ abbelliscono. Lafontana e raccolta dentro una galleriad’ ordine dorico, dalla quäle si gode unamagnifica prospettiva sul lago, e sovraalcuna delle montagne subalpine che locirconduno. Li presso evvi una bella ca-scata , le cui sorgive dovrebbero essereindipendenti dalla fonte anzidetta, perchela cascata inaridisce alcuna volta , senzache l’altra cessi mai daü’essere intermit-tente. A pie della Pliniana le aque del lagosono proionde 340 metri. Del resto questavilleggiatura, esposta a ponente, e in luogosolitario e quasi remoto, e piü romanticache amena o deliziosa. Dagli Anguissola,passö ai Pallavicini, ai Canarisi, e final-mente al principe Belgiojoso, che n’e l’at-tuale proprietario.
PO . 11 massimo tra i fiumi di tuttal’Italia , sia per la lunghezza del suo corso,o sia per la massa delle aque che acco-glie nel suo seno, ed e perciö soprano-minato il padre o il re de’fiumi, E l’Eri-dano dei poeti, celebre per la favola diFetonte , abbenche il vero Eridano degliantiehi geografi possa essere preferibil-mente il Bacchiglione o un ramo di esso. ILiguri lo chiamarono Boclinco o senzafondo; i Latini Paclus, il quäl nomevuolsi essere stato dato dai Celti, daipioppi, in loro lingua Padl , che imbo-Diz. Cor. Yol. L
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schivano le sorgenti: alla quäl denotnina-zione potrebbe alludere anco la favoladelle Eliadi o figlie del Sole e sorelle diFetonte , che furono trasformate in pioppi,abbenche questa favola possa per avven-tura avere una origine greca, Questo liumeha le sue sorgenti nel monte Viso, ma finoa Lombriasco, villaggio tra Yillafranca eCarignano, non e che un fiume di pocaimportanza: dopo Villafranca e ingros-sato da moltissimi fiumi, che scendonodalle Alpi marittime, e che quasi ad unmedesimo punto di coincidenza si unisconoal Po , 11 quäle subito dopo Carignano co-mincia ad allargare il suo letto ed a di-ventar maestoso. Passato via Torino, ac-coglie altri grossi fiumi che quasi ad ognitratto vengono ad accrescere la massadelle sue aque e sono per esempio laDora, la Stura, 1’ Orco, la Dora Baltea,la Sesia , l'Agogna, il Tordoppio che tuttimettono foce nel Po dalla sua sinistra;e dalla destra il Tanaro colla Scrivia, ilCurone, lo Staflora. Presso Pavia si uni-sce col Ticino che mette foce in esso dallasponda sinistra, indi dallo stesso latovanno a finire nel Po tutte le aque chescendono dalla catena dell’ Alpi retiche eche intersecano la Lombardia , come dallato opposlo si uniscono al medesimo liu-me tutti i fiumi e torrenti che scendonodagli Apennini e chs egli incontra nel suocorso finche si gelta nell’ Adriatico , a talche sommati tutti insieme i fiumi e tor-renti principali che confluiscono nel Po ,oltrepassano i quarantacinque, senza con-tare un maggior numero di altri rivoli,torrentelli, canali e simili; per cui si puödire esser egli l’alveo, in cui vanno ascolare tutte le aque versate in giü dal-l’Alpi marittime, occidentali e retiche, edi una parte dell’Apennino.
Questo fiume da Pavia fino a Porto-Morone (miglia 44) e arcifinio collo StatoSardo; da Porto-Morone fino a Viadana(miglia 58) lo e coi ducati di Parma ePiacenza; poi per breve tratto e ancoraarcifinio cogli Stati di Modena , indi colducato di Guastalla; ma subito dopo Luz-zara (confine del Guastallese) fino adOstiglia e un po’ piü oltre (miglia 24) eintieramente Loinbardo; da Ostiglia finoa Quatrelle (miglia 42) e arcifinio tra laLombardia ed il Veneto , e da Quatrellefino all’Adriatico divide il Veneto dal Fer-rarese (Stato Pontifieio).
E dovizioso di pesce d’ogni specie, ede il solo in tutta I’ Italia ove si peschiIo storione (V, Mantova a pag. 493 ,
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