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[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
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inoida che rinyenir potrebbesi fra monta-

gne, ed e molto fertiie, malgrado che dessa

sia assai montuosa : il suo tei’ritorio e

bente coitivato, e vi prosperuno le viti ed

i gelsi, com’anco segale, fraina, patate e

cauapa.

L’iiidustria degli abitanti coltiva questiterreni, ora cogli uni, ora cogli altri disiffatti generi, secondo la differente posi-zione de’campi.

Sopra i monti poi s’innalznno castagnie faggi; dai primi traggono abbondantefrutto, che viene commerciato nellu provin-cia, oppurese nemacina per far farina, collaquäle componesi una sorte di polenta as-sai gustosa, soprattutto misehiandola conquella del grano turco. Dai faggi si estrael’olio, frangendo e spremendone ifrutti (4).In quanto alla legna, se ne fa buon car-bone, che e portato ad Argegno o schienadi mulo.

I monti principaü sono:

Monte CalvagnonePizzo GordoneMonte GenerosoMonte PinzernonaMonte Scliighignolo.

II villaggio d’Argegno situato al pie dellaVal Intelvi, sulla sinistra del lagodiComo ,serve di deposito commerciule tra la vallee Como .

Quello pero di cui i monti piü abhon-dano sono eccellenti puscoli, i quali ser-vono al mantenimento di numerose man-dre e greggie.

Kelle viscere delle montagne della ValIntelvi , non si e ancora scoperto minieraalcuna; trovansi perö qua e lä alcunistrati di marmo nero, raa fino ad ora nonse ne trasse profitto. II naturalista puörinvenirvi molti oggetti degni d’osserva-zione; (e come dice l’Anioretti) nel salireda Argegno in Val Intelvi , al passare sulponte della Vallaccia, osserverassi la stranastratifieazione del masso calcare, ehe intutta la valle e, piü ehe altrove, piegataad angolo e curvata in mille maniere. Ma

(t) La Val Intelvi rilrae dai frulli del faggio quel-l’olio, che da allre piante ricavare non potea, Que-st’olio fatto con diligenza ed a freddo a!la illumina-zione puö servire ed alle arti. Da uno stajo di se-menza di faggio estraggonsi circa Ire libbre d’ olio,cioe due meno che dagli ulivi.

Siccome il faggio alligna facilmente in quasi tultole terre, in tutte le esposizioni, sulle montagne, suicolli, alla pianura, ouindi la lodevole pralica di ValIntelvi menterebbe bessere imitala.

Mi va per Tanimo l’idea che il faggio, coltivavocon maggior diligenza, darebbe un frutto saporito algus.to, come la lambrusca sotto la mano d’ induslreagi icodtore presenta un uva dolcissima alla vendemmia.

{Sui Dipartimento delLario —Discussione eco-nomic-a di Melchiorre (jioja. Libro ll, Capitolo IV.

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sehbene tutto ealeare e stratificato ne siai! noceiolo , pure e si coperta di massistaccati, granitosi, schistosi, e quarzosid’ogni maniera, che dobbiamo supporreche i monti avessero in un' epoca ante-riore vette di que’sassi formate.

Gli abitanti di questa valle, non potendotrarre abbastanza vitto dal loro territorio,emigrano in gran numero; e molti si tra-sferiscono in Francia ed in Inghilterra,esi danno segnatamente alla pittura, scul-tura. architeltura e stuccatura; nelle qualiarti divengono eccellenti, ed alcuni riedonoai loro casolari, ricchi di gloria e di for-tuna. Certuni tra questi valligiani ebberoriputazione di eccellenti artisti, fra i qualimerita somma lode Giambattista K'oli, ce-lebre per una Pianta di Roma , forse lapiü esatta e la piü bella che siasi fattasino ad ora.

Kelle guerre de’Francesi , soprattuttonel 4806, questi valligiani, incitati dal fa-natismo di due curati della Valle , unochiamato Passerini, e l’altro Magnaghi,levaronsi a tumulto. Questa banda eracomposta in ispecie di rnuratori, fabbri,carbonaj, che mettevano la desolazionenella valle, disprezzando le nuove leggistabilite, per sorrogarvene delle vecchie.Ala pochi gendarmi fugarono o preserogl’insorti: alcuni vennero condannati abreve prigionia; altri perdettero la vitasul patibolo nella cittä di Como .

In passato la valle ebbe le stesse vi-cende politiche a cui soggiacquero le altrevalli di Como .

D’altronde questi valligiani sono buonied ospitalieri, tolleranti in fatto d’ opi-nione, avendo loro co’ continui viaggil’esperienza dimostrato che, il forzar lacredenza e il piü delle volte violentar lanatura.

Questa valle e distante circa 22 migliaa tramontana da Como .

Per tnaggiori dettagli sulla Val Intelvi ,vedasi 1’ art. S. Fedele e i suoi comuni.

VAL UNTROZZO. Valletta nella pro-vineia di Como , la quäle eonfina con Co-lico e Delebio. V. I.vtrozzo e Delebio .

VALLACCIA. Torrente nella provinciadi Como , nel distretto (V) di S. Fedele,il quäle si traversa ascendendo da Arge-gno per entrare nella Val Intelvi , passandoper esso a Dizasco, villaggio che si trovaalla riva di questo torrente. V. Dizasco,

Da questo torrente si denomina unavalle cui attraversa, la quäle e tiancheg-giata da monti calcari. Rizzarra ne e laforma, imperocchb riesce attortigliata invariate guise: triste ne e i’aspctto, soprat-