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[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
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La sna distanza e di da miglia a tra-montuna-lcvante da Clusone e 36 pure atrnmontana-ievante da Bergamo .

YIMAXONK. Provincia di Pavia , di-stretto (Itl) <ii Belgioioso, comune conconvocalo die colle frazioni di TorreBianca e Cassina Pescarona fa 323 ubitantiira quali 62 coliettabili.

Superficie pertiche 5140. 40.

E>timo sciuli 48,219.

Yilioggii) non molto lungi dalla stradadie eonduce da S. Angelo a Pavia , e si-tuato in territorio coitivato a risaje eprati,

Dista 4 miglia a levante da Pavia .

VIMERCATE provincia di Milano, ca-poluogo del dislretlo (VIII) di questonoine, comune con convocato.

La sua popoluzione e di 3480 abitanticompresivi 852 collettabili.

Nel 4803, quando Vimercate faceva parledel dipartimento dell’Olona aveva una po-polazione di 2275 abitanti, IN'el 1816 neconlava 2300, nel 4830 ne aveva 3000 enel 4848 ammontava la sua popolazionea 3407 abitanti. Da questa slatistica ogini-no potrü inferire come Vimercate vada dianno in anno aumentando di popolazione.

Superf. pert. 47,294. 45. 3.

Estimo scudi 417,163. 5. 6.

Questo borgo, assai linomato, e postosulla spouda destra del torrento Molgoru :anticamente era cliiamalo Ficusmercatus,Ficumet catum; ma dai piü Ficus Merca-lius e Fica Mcirtio dal culto che presta-vasi in questo luogo al Dio della guerra,nel tempo della dominazione romana. Veisecoü di mezzo fu staccato dal contadodi Milano da cui dipendeva e venne fattocapo nel XIII secolo del contado dellaMartesana , che comprendeva !e pievi diGajano, Mariano, Seveso . Incino, Missa-glia, Garlate, Brivio, Ässo, Oggionno edAgliate e vi avea residenza un giusdicentecol titolo di vicario, il quäle amministravala giustizia in tutto il contado. Passö atraverso tempi calamitosi nelle guerre deibarbari cogli Italiani, e fu molte volte sac-cheggiato. L’infierire delle parti tonnen-tö non poco gli abitanti di questo bor-go, ed Ezzelino da Romano nel 4259 posequi la sua dimora, dopo essere stato espul-so da Padova , dalla Croeiata che gli pre-dicö contro papa Alessandro IV: ma nonmolto pote rimanersi tranquillo in questoborgo , che , perseguitato dai nemici fueostretto ritirarsi col suo esercito sopraCassano d’Adda, e venendo a battagliaeoi Milanesi, restonne ferito ntd capo, e

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falto prigionej e dopo avere crudelmentesofferto non solo per le ferite toccate, mapel dispetto di vedersi vinto, inori a Son-cino, ove fu sepolto. (4).

Passö da Vimercate anche Giovanni diLuxemburgo, re di Boemia , il quäle vo-lea impadronirsi di Como , ma contrastatoessendogli, da forze superiori, indietreg-giö fino a Bergamo .

Quivi pure nel 4450 fu sottoscrilto iltrattato di pace fra i Milanesi e FrancescoSforza , che venne creato duca ai 3 dimarzo dello stesso anno.

Quando Milano, dopo la morte di Fi-lippo Maria Visconti , erasi innalzato arepubblica, alla reggenza della quäle crea-ronsi deicapitani edifensori della libertä, eche, scorsi 30mesi di forte resistenza control’armata di Francesco Sforza, in cui i Mi-lanesi spiegarono assai valore, la eitta sirendette colla mediazione di Gaspare daVimercate , il quäle col suo nobile proce-dere, operö in modo che le genti sforze-sche non oltrugginssero i Milanesi vintinon dalle armi, ma dalla fame; imperoc-che un moggio di grano si vendeva (inoa venti zeccbini , e mangiavnnsi le carnidei cavalli, degli asini, dei cani, (lei gat-li, ecc., e molti solle pubbliche vie , tni-seramente di estenuazione morivano ; equando vcnnero aperte le porte , e pub-plicata la capitolazione videsi una grandequantita di popolo uffamato correre finoa Vimercate ad impetrnre cienienza dalvincitore.

Verso il 4465 il Duca diede questo bor-go in feudo al ccmte Gio. Antonio Sec-clti Borelia , che passö poi alla famigliaTrolli. Indi Vimercate andö soggetto aquei casi cui soggiacquero gli altri siliche passarono da una dominazione all’al-tra , ne havvi cosa che su tale rapportomeriti d’ essere qoi registrala.

La sua chiesa principale e dedicata aS, Stefano ed e prepositurale parrochiale,plebana, e lin dal secolo XIII, secondo i!Bombognini, fu insigne collegiata e ple-bana di sessant’ otto chiese, Vi e rimur-chevole ii dipinto a fresco del santo pro-tomartire. L’altare inaggiore fu consacralodal vescovo d’Aiazzo, che vi ripose i’anno1272 le insigni reliquie dei SS. Andrea,Taddeo, Quirito e Nicoinede. II suo Campa-nile servi di carcere a nobili Milanesi , iquali vennero presi in una sonnnossapopolare c colä riuchiusi.

(1) Vedi Sisinondi. Stoiia delle Itepubblicbe Ila—liaiie Tomo 11.