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[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
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3(11 l'REPAZIOSt:

liere conte Consolati, con gran seguito di carrozze, crasi il giomo 25 maggio re-cata a Lavis per incontrarlo, quando ad un tratto s’intese che il principe, invecedi recarsi a Trento aveva a Salorno passato 1’Adige e andava nel suo c-astellodi famiglia nella valle di Non. Fu mistero la repentina deliberazione, ma inmolti cominciarono giä allora a svanire le illusioni che 1’ Austria ineditasse diristabilire il principato di Trento .

Mentre restavano ambigue lc cose, ruppe nuovamente la guerra. Bonaparte inEgitto, fortunati gl’ Imperiali in Italia, alieata la Russia , la quäle mandö quaran-tamila uomini in Italia in sussidio delle forze imperiali. Questo corpo era gui-dato dal generale Suwaroff, e peri per due terzi, in parte nei combattimenti inPiemonte , in parle dalle malattie. L’artiglieria ed i convogli rilornarono in set-tembre del 1799 per la via di Trento, scortati da distaccamenti di Cosacchi .Avevano piccoli cavalli, arruffati, e ferrati soltanto ai piedi anteriori.

Il teatro della guerra si era frattanto allontanato da queste contrade, c ri-sorgevano speranzc che si potesse ristabilire l’antico stalo di cose: furono le ul-time illusioni dei buoni cittadini che nel loro principe vedevano un potereesecutivo.

Nel giorno 17 gennajo 1800 seguiva in Caslel di Thunn la morte di PietroVigilio, ultimo principe temporale di Trento . Del suo governo sono alcune coseda biasimarc, alcune da lodare: soppresse diversi monasteri e ne diresse a migliorfrutto le rendite, assegnandole al seminario vescovile; pubblicö un nuovo codicecivile di procedura, ecc. Giugno 1800. Bonaparte ritornato daH’Egitlo e nominaloprimo Consolc, si allestiva a riparare i disastri dell’ armata francese in Italia .Prima ancora che fosse nota la sua partenza da Parigi, passö le Alpi , e in una solabattaglia campale, combattutaa Marcngoil giorno 14 giugno 1800, ricuperava quantoi Francesi avevano in quindic-i mesi perduto. Con l’armistizio del giorno seguente,conchiuso in Alessandria , il generale Melas si obbligava di consegnare entro ottogiorni ai commissarj Francesi dodici delle piii impertanti fortezze del. Piemonte e della Lombardia, esclusa Mantova , c la linca fra i due esercili veniva fissataFra il Mincio e il Chiese. A guardare il Trentino venne un corpo d’Imperiali,sotto i comandi del generale Wucassovich, lo stesso che sposö una contessa Mal-latti di Trento: una brigata comandata dal generale Laudon occupo le Giudicarie ,e un’altra la valle del Sole, tenula dai generale Stojanich.

L’armistizio durava tino al 15 dicembre, e tosto spirato i Francesi preseroFoffensiva e coslrinsei'o gli Austriaci a ripassarc il Mincio e a ripiegare verso l’A-dige. Il generale francese Brune sostö sul Mincio, in allesa delFarditamossa del gene-rale Macdonald, il quäle nel euore dell’ inverno l'igidissimo superava le montagnedello Spluga e dei Grigioni per congiungei'si in Trento coli’ ala sinistra francese c prender Verona in ischiena.

Era la sera del <i gennajo 180i quando i primi drappelli deH’avanguardia diMacdonald, comandata dal generale Lecchi, bresciano , si moslrarono per la goladi Vella. Gli Austriaci tenevano guardata la tesla di pontc di S. Lorcnzo con duecannoni giunti in qucl punto da Lavis, e i bersaglieri tirolesi slavano appiattaiidielro i merli delle nuira che fronteggiano quella parte della cittä. Lecchi pro-metlcva ai suoi soldati il sacco di Trento sc in quella sera avessero forzalo ilpagso del fiume, a cui si allcsiirono verso le undici della sera. Animosi si spin-