Band 
[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
Seite
5
JPEG-Download
 

ALA

die quivi fosse una stazione romana. Neitempi di mezzo si diiamava Sala, dondele venne forse il presente nome. Passatoil ducato di Trento sotto il dominio tem-porario dei vescovi, fecero d’ Ala unagastaldia , la quäle nel 1-166 fu oecu-pata e guastata dai signori di Castelbarco ,che stavano pei Guelfi contro il veseovoghibellino : un documento perö del 1175c’istruisce che il principe di Trento vi te-neVa un giudice e gastaliio delle rendite,ma i Castelbarchi giä annidati in Avio ecastel S. Giorgio e su tutta la destra spon-da dell’Adige rendevano mal sicuri questipossedimenti del principe sulla sinistra.Fino dal 1255 essi misero piede in Se-ravalle , infeudati dai principi di Trento perche gli fossero fedeli contro Ezzelino daRomano , e nel 1307 furono dagli stessiprincipi investiti anclie di Ala e del suoterritorio.

Azzone di Castelbarco morendo lasciö iquattro vicariati del la Yal Lagarina, cioeAla, Avio , Urentonico e Mori alla repu-bliea di Venezia , la quäle per transato dipace li cesse nell’ anno 1509 all’ impera-tore Massimiliano I . Esso impegnava questifeudi per 14.000 fiorini ai conti d'Arco , eBernardo principe di Trento oltenne dal-1’ imperatore Ferdinando I di poterü re-dimere al principato. Il suo successoreCristoforo Madruzzo ne infeudö Gaudenziosuo padre e la casa Madruzzo si tenne inpossesso fino all’ anno 1541. I signori diCastelbarco accamparono i loro antichidiritti sopra i quattro vicariati, la causa fulungarnente agitata alle diete dell’ imperogermanico e finalmente decisa in favoredei Castelbarchi. Nell’anno 1655 Francescoconte di Castelbarco fu solennemente in-vestito dei quattro vicariati dal principedi Trento. In conseguenza di ciö Ala restötina giudicatura patrimoniale della casaCastelbarco fino all’ auno 1844 che per ces-sione divenne imperiale.

La cittä di Ala e celebre per le sue fabri-che di velluto. Due tessitori genovesi fug-girono dalla loro patria e cercarono asiloin Ala . Alfonso Bonacquisti di Riva e arci-prete in Ala avuta notizia dell’ arrivo deidue Genovesi fece loro la proposta di fer-marsi nella sua parocchia ad esercitare iiloro mestiere. Essi acconsentirono, e in-viate persone a Genova onde recar lorogl’istrumenti all’arte necessari, il vene-rabile sacerdote cesse due stanze della suacanonica, e cosi in quell’ ecclesiastico sog-giorno verso il 1640 sorsero i due primitelai di velluto, Quest’industria si andö poi

ALA 5

dilatando, il numero dei telai sali fino a 300e la produzione a 3600 pezze di vellutociascheduna di2öbraccia Verso l’anno-1772quest’industria andö decadendo a cagioneprincipalmente che i fabricatori tenendosiagli antichi metodi ne curando il progressodell’ arte si trovarono fuori di concorrenzae di smercio. Giovanni Bracchetti uornointelligente ed esperto imprese a viaggiarei paesi ove la fabricazione dei velluti erapiu in fiore ed eresse in Ala una fabricacon quei miglioramenti che il tempo e ilprogresso dell’ industria esigevatio. Perquesto modo egli si apri delle vie di smer-cio in Italia e in Oriente , e i suoi pro-dotti sostennero la concorrenza coi prodottidella Francia e d’altri paesi. Dietro l’esem-pio del Bracchetti rnigliornrono anche lealtre fubriehe di velluto e 1’ industria ri-prese vigore, ma avendo 1’imperatore Giu-seppe II introdotto negli Stati austriaciil sistema proibitivo, Ala come feudo delprincipato di Trento , restö esclusa dallalinea doganale austriaca e la sua industrian J ebbe grave nocumento. Nell’anno-1783

10 stesso imperatore visitö le fubriehe divelluto di Ala e impetrata la sua prote-zione fu tolto l’ostacolo dello smercio negliStati austriaci. Da quell’ epoca andarononuovamente prosperando fino alle guerrefrancesi , nel corso delle quali le fabrichedi Ala molto sofirirono. Colla pace di Eu-ropa ritornarono in fiore; presentementele fabriche sono 4-1 e 220 i telai.

La produzione annua ascende a 2520pezze di velluto, la pezza ha 20 braccia diVienna , e il valore del velluto dalie cinquealle quindici lire austriacbe per braccio.La consumazione media di seta per ognitelaio e di 50 libbre. Due tintorie sono oc-cupate a tingere la seta necessaria, e 35donne ad incannare la seta tinta e a ri-durla da porre sul telaio.

In comuse Dt Ala oltre la cittä com-prende i seguenti casali, Marani primi,Marani seeondi, Muravalle, Sega.

Abitanti 3967, case 449.

Estimo fior. meranesi 113,459 car. 54.

II comune di Ala e ricco di boschi, daiquali oltre il proprio bisogno interno ritraeuna nolevole rendita dallo smercio che faper la via dell’Adige colla cittä di Verona .

11 suo territorio e coltivato a gelsi, viti ecereali. L’industria della seta e fiorentis-sima, vi sono circa 200 caldaie, le qualilavorano circa 50 giorni, impiegano 450persone e producono circa 20,000 libbredi seta.

Il distretto di Ala e composto dei co-