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[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
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essere nemici dichiarati degli altri. Nel1224 i due frotelli Federico e BertoldoVanga stipulafono con Egnone conte diApiano, allora vescovo di Bressanone , unalega difensiva ed offensive, colla quäle ilvescovo si obbligava di non intraprenderealcun fatto d' importanza o di condurrea fine alcun negozio senza il consiglio oconlro la volontä dei due fratelli. Egnonefu trasferito alla sede vescovile di Trento e verso quel tempo corainciarono le scor-rerie di Eccelino da Romano nel princi-pato. Nel 1244 i due fratelli Vanga pro-misero ad Eccelino che i signori d’ Arco,alleati delle cittä lombarde, si sottoniet-terebbero oll’ imperatore ed aprirebbero leloro castella. Sembra da questo documentoche i signori dl Vanga eercassero di met-tere la pace fra le due fazioni nemiehedei Guelfi e dei Ghibeliini; ma le passionierano troppo fiere e veementi per met-tersi di mezzo senza ritrarne alcun danno.II vescovo Egnone, nemico dei Ghibeliini,niesso in sospetto dai passi anibigui, e forsedecisamente favorevoli a quel partito, deiVanga , si feee loro contro colla forza. Fe-derico era passato all’altra vita e Bertoldo,vinto dai soldati dei vescovo, preso pri-gioniero, giaceva carcerato nel castello diSalorno . La Tor Vanga, importanlissiniaper la sua posizione che signoreggia ilponte dell’Adige e formava una specie diforte nell’interno della cittä, era ancora inpolere dei signori di Vanga ; ma Alberto,liglio di Federico, la cedette al vescovoEgnone per 1250 1 ire, a patto che suo zio,carcerato nel castello di Salorno, fosse po-sto in libertä.

l)a quell’epoca la torre restö in poteredei vescovi, o di chi, tisurpando il potere,si fece signore di Trento . La notte dei 4aprile 1447 ! cittadini e il popolo di Tren-to , mossi a indignazione contro il vescovoGiorgio di Lichtenstein e i suoi ministriper le loro estorsioni, si levarono a ru-more e corsero tumultuosamente all’armigridando: Fiva il popolo e il Signore emora il traditore. 11 vescovo, credendo col-l’autoritä della sua persona di sedare iltumulto, venne alla cattedrale, ma rassem-bratasi quivi la moltitudine Io prese pri-gioniero e Io chiuse nella Tor Vanga. IIcittadino Rodolfo De Bellenzani era capodi quella niossa.

Presentemente nella Tor Vanga vi sonole carceri sussidiarie dell’I. R. corle digiustizia.

Fra i palazzi di Trento primeggia quellodei signori Zambelli, piü comunemente co-

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tiosciuto col nome di Galasso. Esso fueretto da Giorgio Fugger, ricco banchieredi Augusla, che s’era stabilito in Trento .Dai Fugger passö questo edificio al gene-rale Galasso, donde prese il nome popo-lare che ancoru conserva. In seguito locoinperarono i conti di Thun della lineastabilita in Boemia , dai quali fu vendutoal cavaliere Giacomo Zambelli che lo ri-stabili con sommo accorgimento senza to-gliere alla maestä dell’edificio. Lo Stilegrandioso, tanto nella distribuzione dellafacciata di ordine composito , cotne nelleinterne ripartizioni, palesa quel modo largoe maestoso di fabbricare usato in quel-l’epoca in Italia dietro il gusto diffuso dalPuladio, che cominciö poi a corrompersinel secolo seguente.

Merita pure d’essere rammentalo il pa-lazzo fu Tabarelli, eretto da un decano diquesta fotniglia dietro un disegno di Bra -mante da Urbino . Lo Stile ö toscano, conun bugnato di pietra che si estende dalbasamento fino al letto, rotto soltanlo daalcuni medaglioni a rijieeo, eseguiti consommo maeslria e che si credono delloscultore trentino Alessnndro Vittoria.

Anche il teatro, che manca dei‘restö difacciata esterna, ü molto elegante, deco-roso e proporzionato all’ estensione dellacittä. All’erezione dello stesso influi mol-tissimo 1’ attiviLa ed il buon gusto dei si-gnor Felice Mazzurana; ma quello che 6mirabile in quest’opera si ö che tanto gliingegneri che fecero i disegni quanto gliarlisti che eseguirono furono tutli tren-tini. Giuseppe Maria Ducati , assislito daFilippini, furono gli architetti: Ambrosi eCipolla di Valsugana , i piltorä di tutte ledecorazioni, II teatro restö per diversi anniuna proprielä dei signor Felice Mazzurana,e fu poi da esso cednto ai proprietarjdelle loggie, donde prese il nome di teatroSociale.

Oltre i menzionali, si trovano nell’in-terno della cittä diversi altri fabbricatigrandiosi; dei restö tutte le case sonocittadinesche e regolari: un solo difetto erimarcabile e meno si palesa essendo quasigenerale: che i pianiterra sono tenutitroppo bassi, donde le case non prendonoquell’aspetto dignitoso che si trova inquasi tutte le cittä Lombarde e Venete.ln alcune recenti costruzioni si vedonoperö i primi piani olquanto piü rialzatidal suolo, e di fatto queste case si pre-sentano in aspetto piü vistoso.

Del palazzo municipale non ci reste-rebbero che a fare parole di cordoglio,