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[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
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eleva altisshno la cinia della sua piraniide,

La citta colle sue case, colle chiese suenumerose, co’suoi palagi e colle sue pub-bliche piazze porta dappertutlo riruprontadella agiatezza a malgrado della nongrande sua estensione.

Fra gli edifizj luganesi primeggiano unantico casamento del vescovo di Como ,sulle pareti del quäle leggesi scolpifa uniscrizione del 1346; il palazzo Farina,che sorge in piazza del castello, un sotter-raneo vestigia delle foriificazioni distruttedagli Svi/.zeri nel 1817; l’elegante abila-zione degli Albertolli; i deliziosi casiniVassalli e Fe; principalmenle poi il tealroeretto in riva al lago nel 1808 e che perinolli anni fu il solo in tutlo il cantone.Vicinissimo al teatro sorge il palazzogovernativo coll’iscrizione: Jn legibus li-bertas: quid leges sine moribus et (kiessine operibusl La residcnza governalivalia niagmtico colonnato e belle stalue, fracui quella del vescovo Luvini,lavoro moltolodato di Vincenzo Vela , quella del be-nemerilo letteralo padre Soave luganese ed una a Giocondo Alberlolli instauraloredel corretto ornato.

Possiede Lugano un antico spedale, ch’e-sisleva giä liuo dal 1222, e venne in varittmpi arricchito di cospicui redditi. Vigel’usanza, che a chi dona 8000 lire si fa il ri-tralto, il quala resta esposto in certa so-lennitä dell’ anno alla vista del. ico.Da un registro del 1810 rilevasi che aquell’epoca Io spedale godeva di una ren-dita di lire 20,000 annue, e che dal 1801al 1808 inclusiv amenteerasi ottenulo unavanzo di quasi 8000 lire. Per generosabeneficenza dei Maghetti venne fondatoun orfanalrolio, e per tale fondazione idelli benefaltori disposero della soimnadi 100,000 lire, olire il dono di una casacogli adiacenti fabbricati e beni. Il collegiodi Sant’Antonio, ove la giovenlü masclidetrova scuole elementari ben direlle, chefu istiluito verso il 1898 ed affidalo aiChierici Regolari Somaschi percheeducas-sero pubblicamente la giovenlü nei buonicostumi. In queslo secolo vi furono in-trodotte necessaiie e notevoli inigliorie,e in particolare 1’ insegnamento dellastoria svizzera e di elementi della mate-matica e della storia naturale. Nei con-venti dei Somaschi e degli Angioli scriveil Franscini che a’lempi in cui egli scri-veva (1840) vi erano le piüdoviziose e pre-gevoli librerie; perö il numero dei vo-lumi dell’una e delF altra non era moltoragguardevole, conlando quella degli An-

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geli l'orse un 3000 volumi, e l’altra moltodi meno. Nella biblioteca degli Angeligli era stata mostrata una bella Bibbiaebraico-latina edita a Basilea nel 1834.In seguito alla notoria espulsione dei R.e-colari non ticinesi avvenuta nel cantoneTicino perDecreto del Gran Consiglio dopoil 1848 il collegio dei padri Somaschi , incui primeggiava l’erudilissimo padre pro-fessore Cidandra, venne affidato n secola-ri. Il convento della: chiesa di S. Mariadegli Angioli fu convertito in un albergo.La chiesa perö rimase e eosi furono con-servati i stupendi dipinli di Luini.

Di quest’ultima chiesa furono gettatele fondamenta sullo scorcio del secolo XV.Librerie private sono possedutein Lugano dalle famiglie Riva, Fumagalli, Albrizzi eLepori, e una buona raeculta di armi an -tiche e posseduta dal consigliere GiovanniBatlista Riva.

Tra i sacri edifizi della citta merilaspeciale menzione la collegiala di s. Lo-renzo. Alcuni altribuirono il disegno dellafacciala del tempio a Bramante ; il la-voro rimase incompiuto. Gli slipiti delleporte sono di una bellezza maravigliosa;chi li dice opera di Agostino Busti , chidei Pcdoni di Lugano e chi linalmentedei Rodari di Bissone .

E del Torricelli il quadro del a Ver-gine che vedesi nella cappella dedicataalia Madonna delle Grazie, ove sono con-servale alcune bandiere che i Luganesi conquislarono sui Cisalpini. Eravi pureun pergaino, dal quäle secondo la tradi-zione volgare avrebbe predicalo Luiero.Il Morazzone dipingeva la tela rappresen-tante la lapidazione di s. Stefano che ve-desi nella cappella a mano sinistra. Inquesta chiesa sino dal secolo decimo eranodue prebende canonicali, c nel secolo XIv’ufliziava un arciprete. Essendosi in que-sto tempio e nel cimitero e sul Campa-nile commessi omicidi dagli avversari diparle Ruscona, vi fu nel 1413 posto l'in-terdelto , che venne poi tollo due annidopo.

Scrive il Baedek che presso la chiesae un ossario originale, contenenle cranisenza iscrizioni; quelli che son coperti diberrette appartengono a preti. Vi si ve-dono in un piccolo angolo otto crani disuppliziati, non che i pugnali di cui s’e-rano serviti quegli omicidi.

La chiesa di Sant’Antonio, e di bella archi-tettura; ma la facciata rimase incompiuta;adornano la chiesa buone dipinlure delTencalla o del cav. Petrini di Carona.