Band 
[Volume primo. Parte seconda.]
Seite
43
JPEG-Download
 

ASO

tes integritalem devotionis et fideij quamilla comnmnitas et cives adnoset staturnnostrum continuis temporibus habueruntei habentj considerataque suasione ve-stra.... contenti summ et tenore presen-lium coucedimus, quod ipsa communitashaben possit et habeat Consilium specialeet ordinarium, cum Ulis modis, prceroga-tiviij conditionibiiSj honoribiiSj oneribus,quibus luibent alü cives liabitantes in ca-stris et terris praedictis, in quibus depu-talum est consilium speciale: hac tu-men conditioncm speciali, quod quan-docurnque dictum Consilium congregabiturrector noster illius terraej qui pro tem-pore eritj personaliter in diclo Consüioesse debeat. Hane autem concessionem etgratiam nostram observari et exequi per-miltatis et facialislias nostras lilerasad futurorum memoriam, cce. 17 decem-brüj Indiclione f ~III. 1459. » In seguitoa cib fnrono clelti ollo cilladini, i quali,insieme al veneto retlore, scegliessero imembri che doveano formare pcrmancnlc-mente il Consiglio speciale. Questo fu co-stiluito di quarantasei membri, c ia ca-rica riniase eredilaria ncllc famiglie no-hili allora presceltc. iNacquero in appressoalcune vertenze, a cagione de’cmdini, conlc eomunila di Trcviso, Bassano c Castel-lianco, ma fnrono sciolle dal doge a fa-vore di Asolo, cui venne preservato l in-lero suo leniloiio. (iiunsc inlanlo i anno1489, che forma cpoca distinla ne’ fasliasolani; ma a meglio cliiarire la uoliziadel falle che andiame a narrarc dohhiamorelroccdere di qualchc lempo c cempen-diare allri avvenimenli che ad esse con-neltonsi.

Da quasi tre sccoli i Lusignani signo-reggiavano 1’ isola <fi Cipro , e dal terzoGiovanni Lusignano cra nala una figliadi noine Carlolta, marilata a Giovanni diPorlogallo colä slanzialo, dcl quäle ri-mase poi vedova.

Ave\a allrcsi il rc Giovanni un ligliuolonaturale di nomo Giacomo, deslinalo ailamitra arcivescovile, ma ollremodo ambi-zioso del regno. Era alla corte di Cipro il gentiluomo venelo Andrea Cornaro,amico intrinscco di Giacomo, di cui fo-mentava 1’ambizione. Uil giorno gli fecevedere il ritratlo di Caterina sua nipole,e il futuro arcivescovo se ne invaghi. In-tanlo morlo il j’e Giovanni Lusignano,Carlolta, erede legittima del trono, fumarilata a Lodovico di Savoja. che vennericonosciuto quäl re di Cipro. Giacomoallora ricorse al soldano d’Egitto, antico

ASO ii 3

signorc direüo dell’isola, e da lui ebbenumerose forze ehe, secondate dai Ve-neti, cacciarono Lodovico e la moglie :per lo che Giacomo reslo possessore delregno. Si marifö cgli, e vero, con unaprincipessa di Morea, ma poiclie ne fuvedovo, il Cornaro ravvivö il progelto dimalrimonio con Calerina. alla quäle, noncome patrizia privata ma come ligliaadotliva della Repubblica , si ammoglidnel 1469. Tre anni dopo moriva Giaco-mo, nel cui teslamento era scritto che sela moglie, allora incinla, avesse dalo allaluce un maschio, quelle fosse berede; seuna femmina, il regno si riparlisse trala madre e ia liglia ; e in mancanza diligli legillimi succedessei'o i naturali cheGiacomo aveva lasciali. La Cornaro sgra-vossi di un maschio; insorscro gravi tur-bolenze nell’isola; Andrea Cornaro c dueallri furono assassinali; i sediziosi assa-lirono il palazzo e s’impossessarono dellamadre e del liglio. ln questo mezzo unasquadra della Repubblica arrivb a Cipro :i rihclli si dispersero e il regno fu presoin cuslodia dai Vencziani. i\el 1475 moriil fanciullo di Calerina ; cd clIn, sponta-nea o consigliala che fosse, abdicb al re-gno trcdici anni dappoi. Ael seguenlcanno 1489 Calerina fu condoüa a Vene-zia , ricevula con grandi onori, indi ac-compagnala in Asolo, luogo con sovranaaulorila concedulolc unitamenle al suolerritorio per un giuslo riguardo alla fallaabdicazionc. Ad evitare poi una lungaguerra, i V encziani crcdeltero utile di ol-lenci’e dal soldano d’Egitto L inveslituradcl regno, la quäle in capo ad un annofu coneedula: c per lal modo 1' isola diCipro divennc propricta della Repubblica ,senza [ierb dimoslrazioni di vassallaggio.Ililiratasi la Cornaro in questo amenodi-strelto assunse il lilolo di Domina Aceli,vivendo con reale eorleggio. Annninislravagiuslizia col mezzo d’un podesta che inlilo-lavasi potestas regius; aveva auditore gene-rale, tesoriere, segrclario ed allri superioriministri. Eravi corte splendida eeoncorsodi lelterati ed allri uomini illustri. 11 car-dinale Pietro Bembo , parenle della re-gina, in occasione delle nozze di Luigia,damigella da essa favorita, scrisse i fa-mosi Hsolani. Sul principio del secolo de-cimosesto, la Cornaro, a cagione delleturbolenze che agilavano la lerrafermaper la insorla guerra di Cambrai , dovetterilirarsi a Venezia , dove-ai 9 luglio del1510 fini di viveie, dopo avere signoreg-giato in Asolo ventun anno e diecianovegiorni,