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[Volume primo. Parte seconda.]
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in branchi di otto, dieei e anclie qnin-dici indiyidui, per la piü parte giovani,giacehü i vecchi masclii rimangono perIo piü isolati. Con molia fatica se ne fala caceia : la sua earne si mangia.

Stambecco (Capra ibex Lin.) Arrivatalvolta alla lunghezza di quattro piedi,e si distingue da tutte le altre capre perle sue corna, ehe sono assai alte, curvatein dietro, compresse, anteriormente piütarghe e trasversalmente nodose.

Dieesi ehe questo animale singolaris-simo sia stato veduto nel 18 t 9 sopra unadelle cime che coronano quella catena dimontagne che si eleva al nord di Feltre e ch’ü sempremai coperta di neve.

Giovanni Campelli di Belluno serisse epubblicü nel 1697 un poemclto intitolatolbex, sive de capra montana , col qnalnome avrä voluto alludere allo stambec-eo, forse a’suoi tempi piü frequente diquello che sia ai nostri. Sul principio delpoemclto vedesi raffigurato 1’animalc ; manon si pnö cspressamente asserire che altutto assomigli alla capra di cui si ra-giona; e la descrizione che vi si fa dellaeaccia e, a dir vero, uguale a quella chesi fa dagli alpigiani al eamoscio.

Uccelli. — Falcone ( Falco peregrimisLin. ) Non aequista i caralteri che di-stinguono gl’inuividui adulti se non du-rantc il terzo anno di etä. Abita le mon-tagne e nidifica nelle fessure delle roc-eie. Si addomestica c si avvezza ad as-salire gli animali di cui si vuole farpreda. E raro.

(Falco subbuteo Lin.) Vive nci inonlivicini ai terreni collivati. ln antico siaddoinesticava c si addestrava alla cacciadelle quaglie e delle pcrniei. 11 mascbioadulto ü sempre piü piccolo della fem-mina. E spccie piü frequente nel Fellrinoche nel Bellunese , ma rara in tutta laprovineia. Si conosce da taluno sotto ilnome di falchetto reale.

(Falco imperialis Bechslein). E l’aquilaimperiale del volgo, o Aquila chrysäelosdi Leisler che vive nei grandi boschicosl del Zoldiano come del Cadorino, dovesi nutre di mammiferi e di uccelli gros-si. Le penne scapolari bianchc ponnoservire di scorta per distingtiere queslaspecie dajquella che segne. E rarissima.

Aslore ( Falco chrysäetos Lin. ) Que-st’ aquila , rh’e la reale di Buffon , nonaequista l’abito dell’individuo adulto scnon dopo passaii tre anni di etä. Sor-passa aleun poco in grandezza la specieprecedente. Vjre e nidifica negli spacehi

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delle piü alle montagne dell’ Agordino edell'Alpago. ( Falco brachydactylus Rem-minck). Benche raro, nel Bellunese nidi-fica. E lo sterminatore delle vipere e dialtri rettili.

Sparviere da colombi (Falco palumba -rius Lin.) Vive stazionario ne siti mon-tuosi della provineia, dove nutresi di leproltini, di scojattoli, di talpe, di piccionied anche di lucertole. Si avvezza allacaccia.

Allocco (Strix alneo Lin. ) Abita neiboschi non molto elevati, vive di mam-miferi rosicanti, di uccelletti , di rauee di altri rettili. Quand’e tratto dalla fe-rne , da la caccia anclie di giorno aglianimali. Nidifica nei ravi tronchi deglialberi, e solitamente si prevale del nidovecchio di altri animali

Barbagianni (Strix flammea Lin.) Sipiglia con frequenza questa slrige daivillici del basso territorio, i quali la col-gono nel nido ove rimane il giorno. Enoto che all’apprcssarsi di qualche ani-male, russa in maniera daimitarc l’uomoche dormo a bocca aperta. Quando egiovane si addomeslica facilmente; mapreso vecchio mal solTre la sehiavilü espesso muore di fame.

Civetla (Strix passerina Lin.) Non sivede quasi mai ne’boschi , ma stanzianelle torri o sopra i tetti delle alte fab-briche, dove depone le sue uova.

Gufo ( Strix atus Lin.) Vedesi nellacalda stagione nci boschi delle alte mon-tagne cadorine, e nella fredda discendeal piano avvicinandosi ai luoghi abilati.Nidifica per altro sopra le pinnte alpine,valendosi quasi sempre del nido abban-donato dagli scojattoli o dai corvi.

Dugo (Strix bubo Lin.) Questo rapace,ch'ü la piü grandc delle strigi, soffre as-sai meglio delle altre specie ehe gli sonocongencri 1’ azione della lucc: quindi sivede anche di giorno ire in traccia dilepri, di uccelli c di rettili. Abita le ruinedelle veechie fabbriche sulle quali melleil nido.

Ilcdeslola ( Lanius excubilor Lin.) Sieomincia a vedere nel maggio, nel quältempo inlesse il suo nido fra le biforea-zioni dei rami degli alberi, e resta pertutto l'aulunno taulo nell’alto (juanto nelbasso territorio. E coraggioso e erudcle :prende uccelletti, e a colpi di becco nespacca il teschio per divorarne il cer-eello, ed infilza gl’insetti nelle spine dellesiepi per serbarli al bisogno.Losi mangia.

Bombycivora garrula (Remminck.)Dalle