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FORNO di ZObDO. Comunc del di-stretto di l.ongarone, nella provineia edioeesi di Belluno.
Comprende le seguenli frazioni: Foppa,Fornesighe, I.igont, Major, Pievo, Pra ,Pradel, Sommariva con porzione di Col-lampietro, Sollorogno e Villa.
Popolazione 30ft8.
Flslimo, lire 2(1,918. 8V
Ha consiglio coiminale c una parroc-chia.
E soggetto alla giurisdizione prctorialedi Belluno .
Giacc in sito alpestre, ina abbondantedi pascoli.
La diiesa parroccbiale di Zoldo vcnneroslrulla nel serolo XV col tofo del-!’ Arzt*.
A questo proposito osserveremo dieoltre il deposito ilnvialc di Arze , allriparccchi sc no formano giornahnenle nelZoldiann per opera di leide c successivcprccipilazioni die disperdonn lc acquedd drrondario. Codesti loli sono pienidi cavitii irregolari, rienipiule di lila-inenti stalatliliei. JNella inontagna di For-nesighe, piü verso Zoppe, nel luogo dellogli Audri avvi un deposito lofaeeo for-malo dalF acqua die \i oorre vicina, laquäle (hielte eircola sollerra, lia la faeoltadi seiogliere gran copia di ealcare , diepoi abbandona quando si uielle al con-latlo dell’ aria. Un simile tofo si vedendla villa di Pra, presso la fontana dellostesso nome ; nia non apparisee tanloesleso , ne in bandii cosi grossi , comesono quelli degli Audri. L’acqua di Pra,quanlunque calcarifera, st-rve nullaineuodi bevanda agli abilanti del luogo; cd eforse dall’itso che si fa di essa , e diallre acque consimili, che dovrebbesi ri-pelere la causa delle malallie glandularied in ispecie del gozzo, cui vanno sog-gelli quegli alpigiani. II tofo eellulosoriconiparisce presso le Rote, sulIa stradache da Forno conducc alla Pieve diZoldo ; e si torna di bei nuovo a rivederenel luogo detto Gavo di Stmjal a Sove-dale; dal quäl punto si dilala lungo lasponda dritla- dd lorrente Mareson e vaa fonnare sulle pendici del la inontagnaun addossamento che si prolunga per unverso (ino ai Quatlro Stagoli, e per l’al-tro (ino a Val di Porta , occupando cosiuna estensione di oltre cinque migliaquadrale. Inoltre la medesiina roccia ve-desi a Pezzii sul monte Zoppa e in altriluoglii aneora piü dislanti dalla Pieve diZoldo.
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K ovvia cosa inlernandosi nel Zoldianoiil vedere terreni di trasporlo accunmlatia' pie de’ monti; ma nessuno di codestipud essere paragonato in estensione aqnello di Borca (V.); nessuno che palesil’ epoca della sua origine, o porli secola sloria delle viccnde che ne l'urono laconseguenza ; quantunque , attenendosialla «{ualita e grossezza degli alberi chesopra \i erescono, si abbia motiNO dicrederc ch'essi risalgono ad epoca piut-tosto remota.
Pero gli abilanti di Sottorogno fannomenzione di una casa sdruceiolala dallacima di un colle nella valle soltoposta. —V. SOTTOIIOGSO.
Verso la soinuiita della valle di Zoldo,al luogo detto le Boce di Medoli ineontrasiuna miniera di piombo com pal to argen-lifero. Non fn per anco collivata sebbeneassai rieca d’ argento.
hi mostransi pure dei (iloni di ossidodi zinco.
Son\i (lue allre antiche miniere dipiombo argentifero al villaggio di Arsie-ra ; posla in (alle Jnferna, ß miglia circada Forno di Zoldo, salendo da questoborgo lungo il torrenlc Ccrvegna alllueii-te sinistro del Ma : estraciasi questopiombo cosi puro e buono quanto quellotanto pregiato di Blejberg nella Uarinzia.Si cominciarono i lavori nel IÖ22 , poifurono abbaudonate nel 1690 per vicendeesternc, non per mancanza del minerale.Si collivarono pure con felice successodal secolo XIII linoal principiodel XVII sa-ric miniere di ferro delle di Goima, incapo alla valle di Zoldo.
A’tempi della repubblica veneta, Fornodi Zoldo era eapoiuogo d’ uno de’cinquecapitanati in cui dividevasi la provinciaBellunese (alla quäle in allora non ap-parteneva Fellrej, e il capitano quivi re-sidente ebbe per un tempo anclie la giu-risdizione di Piettore: ma nel 1635 il se-nato veneziano restrinse l’ingerenza diesso capitano, aceordando solauiente almedesimo il diritto di visitare tre vollein ogni anno il capitanato di Piettore,con faeolta di render ragione , in cia-scheduna di esse, per tre giorni conse-cutivi.
Wel 163 t un orrendo conlagio desolöcrudelmcnte, oltreche le Agordine, ancliele contrude Zoldiane, anzi fu si memo-ramlo che Claudio ZampoIIi (olle nel fa-scicolo 31 del suo Bepeitorio , tarne ri-cordo con la seguente epigrafe: « Tem-pore omnittm infelicissüno, cum oumiaa