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[Volume primo. Parte seconda.]
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LID

Gli abilanti non soininano a 300.

LIDO. Frazione del comune di Mala-moceo, distretto e provincia di Venezia.

E una isolata lingua di terra disten-dentesi da ostro a tramontana tra i porlidi Malainocco e del Lido. Ltingo il marenon presenta clie nionli disabbia; ma dallaparte delia veneta laguna offre le delizied’ ogni piü ridente e nberlosa campagna.Da Venezia vi si approda in una mez-z’ora circa.

II porlo del Lido era un lerapo il mi-gliore di Venezia ; e, per la sna vicinan-za e dirella coiminicazione coi canali diquesla cillä e col suo arsenale, vien an-che piu propriamente dello Porto di Ve-nezia.

Ora esso non e piü accessibile che anavigli, i quali peschino da 7 ad 8 pie-di. L’ iniboccaliira si e Ira la punta set-tentrionale del litorale di Malainocco cil forle di Sant'Andrea.

La foce, ripicgala a libcccio e moltotorluosa, trovasi Ira il banco di sabbiadel lido di Malainocco, e Io scanno o pro-iungaincnto di ipiello di Sant’ Erasino.L’ entrala e I’ uscita riescono assai ma-lagevoli, si per la diflicoltä di evilarc ibanclii che conlerminano il eanale, si peimolli sassi e irregolari porzioni di bassofondo che 1’ ingonibrano.

Due chiese ha il Lido: San Nicolö eSanta Elisabetta. Fu la prima eretta daldoge Domenico Conlarini nel 10AA, poi,nel 1626, ricostrulta dai Henedcltini. L’ar-mata veneziana che nel 1097 salpava dalporto di Lido per soccorrero a’ Croeialinelle acqne di Siria , recava da Mira I’an-no dopo le spoglie del santo titolare. Gon-tiene opere di scultura e pittura assaistimate: fra le prime ricorderemo unGrislo c una Madonna del Marinali; equanto all’allre, il San Benedeilo di Do-menico Maggiotto , nel priino altare a de-stra; nel secondo, il San Marco, pala didi Pietro Damini , terminala da MarcoVecellio . Dalia parte sinistra, la tavolacon San Paolo convertiki, c dello Scara-muccia; 1’ullima con l’Ascensione di No-slro Signore, e del Vccchia. Sopra laporla e di Girolamo Pellegrini la pitturaa fresco con Venezia proslrata innanziSan Nicolö. L’ altar maggiore e ricco dimarmi, ma di Stile barocco. Fu disegnatoda l.'osimo Fanzago e scolpito dai napo-lelani Giannandrea Lazzari e Giambatti-sla Galli, nel 1634. Il coro componesi di27 stalli ad intaglio: ne’dossali e ligu-rata la vita di San Nicolö. Sopra la porta

VENETO

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maggiore vedesi il sepolcro del doge Do-menico Conlarini, che govcrnö la repub-blica dal 1043 al 1070; ritolse Grado alpatriarca d’Aquileja Popone, ricondusseall’ obbedienza Zara ribellala e vinse iNormanni nella Puglia . Sopra la portache inlroduce nella prima cappella a si-nistra , leggesi una iscrizione sepolcralea Salinguerra Torello di Ferrara . Suoco-ro d'Ezzelino da Romano , Salinguerra oc-cnpö e lenne Ferrara in nome di Fede-rico II. 1 Veneziani , collegalisi con papaGregorio IX e col marchese d’ Este, ca-pilanati dal doge .Taeopo Tiepolo, piglia-rono la cillä nel 1236, e Iradussero Sa-linguerra a Venezia , ove morl prigionie-ro nel 1244.

Nell’ attiguo convento di questa chiesaconducea vita monaslica Nicolö Giustinian,allorche nel 1160 fu sciollo dal voto dicaslitä, perclie non si eslinguesse la suaillustre prosapiä, delia quäle i inaschi ,salvo lui solo, erano tutli periti in bat-laglia eonlro Emmanuele Comneno. Presea moglie la ligliuola del doge VitaleMichiel II , n’ebbe prole, c assicurata lafamiglia rilornö al chioslro.

Nella chiesa di Sanla Elisabctla non ecosa che merili ricordanza. Vuolsi bensiammirare il eastello che sorge all’imboe-calura del porlo, e a cui da nome la vi-cina isola di S. Andrea, delia volgarmenlela Certosa. E’ un capolavoro di bellezzae solidilä, archileltalo da Michele Sam-micheli nel 1544; e ullimalo da ignoto,che ne grayö la parle centrale di un at-lico enorm«, nel 1571. La fronte ha cin-que facce; quella di mczzo e come unbastione rolondo , colle corline laleraliche sugli eslremi ripiegano all’indielro eformano le due teslale. Nel centro delbastione risalta una elegante e solidaporta a Ire archi con colonne c sopraor-nato dorici. Tutta 1’ opera e di grossiinassi di pielra d’ lslria lavorati a bozzecon bei cornicione che la ricinge. Porla42 cannoniere.

Nella fronte del torrione che fa ufliciodi cavaliere e scuopre e domina 1’ oriz-zonle non meno del mare che dell’estua-rio, una iscrizione ricorda ultimato il ca-stello di S. Andrea 1’ anno delia vittoriadi Lepanto, che fu appunto il sovraindi-calo 1571. 11 Vasari nella vita del Sain-micheli racconta che per far tacere alcunevoci diffusesi sulla poca solidilä di questomilitare cdificio, il Senato ne fece guer -nire di artiglierie del maggior calibro lecannoniere ei terrapieni,e dar indi fuoco

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