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[Volume primo. Parte seconda.]
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rale in quistione; ma non valserö perö atogliere dalla fantasia dell« Scabari l’ideache fosse, se non migliore, alrncno affineall’ acidula di Recoaro.

Venfi anni dappoi gli Arzignanesi, ri-masli poco soddisfi dell’ analisi falta dal-I’Arduino, irivilarono a ripeterla il pro-fcssore Mandruzzalo. Dalla nuova analisisi seppe che ogni lihhra niedica deliaminerale d’Arzignano eontiene IG granidi solfato di ferro, 12 di solfalo di calce,2 di carbonalo di calce ed una Iraceiadi gas acido carboniro

L’ analisi del Mandruzzalo (osserva ilprofessore Catullo ) e nna eonferma delgindizio dato daH’Ardnino intorno all'in-dole ferruginosa delia minerale di Mollodi Gruppo : minerale che, sebbene in ad-dielro assai . vantala per le guarigionidi molle infermila, conliene, siceome ab-biamo vedulo , in cusi gran dose il sol-falo di calce . che sarebbc imprndenlecosa il consigliarne f nso inlerno.

La Memoria analilica dell Arduino einlitolata : Sopra itna sorgente di acquamedicinalerecentemente scoperlanei montidi yJrzignano, e trovasi fra le sue Me-morie chimico-mineralogiche , metalhtr-giche e orittognosliche slampale in Ve-nezia dal Milocco I’ anno 1778.

Di quest’acqua si fanno pure alcunicenni nel 1’ Europa letteraria per l'an-,no 1772 e nellu Gazzetla letteraria diMilano per i anno 1770.

MOZZECANE. Comune del distrello diVillafranca, nella provincia e diocesi diVerona .

Comprende le scguenli lrazioni:

Grezzano, San Zeno in Mozzo e Ter-mene.

Popolazione 21159.

Eslimo. 1 ire 72,889. 12.

Numero delle parrocchie V

11 suo (erritorio dä \ini, frulla e boz-zoli.

Mozzccanc, eapoluogo del conntnc, di-sta 5 uiiglia verso oslro da Villafrancae 10 a libeccio da Verona .

Ha qualche Jjuou fabbricalo e fra glialtri il grandioso palazzo Cavriani ercllosul disegno del Cristololi.

La sua chiesa parroccbiale e dedicalaai Sanli Pietro e Paolo ed b soggclla alvicario foraneo di Grezzano.

In Mozzecane radunasi il convocaio ge-nerale del comune.

Queslo luogo fu spellalore nel 1810 diun sanguinoso combatlimenlo che durödieci ore, fra gli Austriari comandali dal

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maresciallo Beüegarde e gl’Italiani sotlogli ordini del vicere Eugenio.

Ecco la narrazione fattane dall’ illtislreconlinualore del Guicciardini :

“ Le forze prcponderanli di Bellegarde,i progressi di Nugent sulla sponda de-slra del Po, Io accoslainenlo del re diNapoli alla lega. e la presenza delle suenumerose schiere nel Modanese, toglie-vano al vicere ogni possibilitä di conser-vare gli alloggiumenti dell’ Adige .

“ Falti perlanlo gli appreslamenti neces-sarj, si tirava indietro e andava a porsialle stanze assai piü sicure del Mincio.Il di 8 febbrajo usciva ottiinamente or-dinalo a campo per combattere in unacampale batlaglia Bellegarde. La princi-pale schiera, in cui risplendeva la guar-uia reale, sorlendo da Mantova , s’incam-minava alla volla di Valeggio: la Caval-leria, traversato il liume a Goito, accen-nava a Roverbella , e perche il ncmicofosse anche infeslaio alle spalle, il ge-nerale Zucchi colle genli piü lcggierimuoveva il passo verso l'Isola delia Scala.Per non lasciare poi libero campo a Bel -legarde dalla parle superiore , il vicereordinava a Verdier, che, congiuntosi pri-ma eon Palombini, varcasse il Mincio aMozambano, e gisse ad urtare il nemicoa Valeggio.

.« Ognuno, passalo il hume, correva ailuoghi deslinali , quando la fortuna, perun accidente improvviso, ridusse il dise-gno bene ordinalo ad un niolo disordi-nalo. Nel momenlo stesso in cui Eugeniosi proponeva di assalire Bellegarde sullasinislra del Mincio, si era Bellegarde ri-snluU) ad anilare a trovare Eugenio sulladeslra. Dal quäle impensato accidenlenacque che il vicere, in luogo di Irovarelullo 1’ escrcito nemico a Roverbella, nonebbe piii a comballere che col suo re-Iroguardo , per modo che la vanguardiafrancese era venuta alle mani col rclro-guardo tedesco .

« Appoco ap|)oco, e l’una dopo l’allra,lulle le schiere delle due parti, si quelleche avevano passalo, come quelle checrano rimasle sulla sinislra, ingaggiavanola ballaglia; comballevano furiosamenle.Avevano i Francesi e gl’ Kaliani il van-laggio; ma per poco stelle che una rottadi cavalleria dalla parle loro uon man-dasse le cose alla peggio. Pure, falto unnuovo sforzo, si rannodavano, c si pa-reggiö la ballaglia.

■< L’ csito fu, che Bcllcgarde fu coslretloa lornarsene sulla sinislra del Mincio, ma