OI.I
ereilo a difesa e guardia del vicin porlodi San Xicolb,c da 1111 ulivo secondo alcunidie anticamenle verdeggiava nelia piazzadtdla ehirsa palriarcale di S. Pietro; dallasua forma ovale, secondo altri. Un longoponle di legno la nnisce al rimanenledella cillä.
,\e’ priaii secoli della rcpubblica de-mocratica quivi dal popolo si eleggevanoi dogi, e T isola poi, lino al secoio l\,fu eonsiderala siecome indipendenle dallagiurisdizione di liiallo. Nel secoio VII eblieuna diiesa intilolaln ai SS. Sergio e ilacco,die Irecenl’ anni dopo venne dedicala aS. Pietro; in quesla diiesa, neI 944 , av-venne , secondo la Iradizione , il ceiebrerallo dolle spose veneziane.
Vfscovato. — Esscudo gia melropolilanodei vescovi dclle lagune il palriarca ditjrado, gi'isolani di liiallo, di Olivol edolle piii vicine isolctle erano governalispirilualnienle dal vescovo dell’anticaMalamoeco, poi soniniersa.
GresciuU 1’isola di liiallo. non monodie qudla di Olivolo, di popolo, di edi —lizj e di ricehezze ; la prima posla in si-Inazione piii salubre e su fondo piü sododelle allre: mono anclie discnsla dalle boc-clie del liume Brenta , onde avea piii faeileil commercio con la terraferma veneta ;la seeonda cssendo vicina al piii comodoporio dell’Adrialico; in esse dne isole sierano ridolle Ic famiglie piii ciliare pernalali, per gradn del soslennto tribunaloe per beni di fortuna; i\i pcrcio conmaggior freipienza di popolo si esercita-vano le arti meceanidie, le «juali seguonoil maggior numero e piii agialo.
Correva I’ anno 77.1. qnando pensaronoquegli abilanli di unire materialmeiile aipielle due isole principali Ire allre con-ligue, Gemina, Luprio e Dorsoduro : conche vedesi in imagine viva la malerialcJ genesi della ciltä di Venezia ; e alloraI deslossi pure in essi ildesiderio di averei un vescovo proprio; sieche il doge Mau-‘ rizio Galhajo, per asseeondare le popolariistanze, ricorse al papa Adriano I , cdoll ernte ehe ad un nuovo vescovo resi-denle in Olivolo fosse particolarmenlcsoggella la material miova imione di(|iielle isole, salva la dipendenza dal pa-triarca di Grudo.
II popolo e il clero adunali elessero inprimo vescovo Ohelerio, liglio di EnagroIribuno di Malauiueco, Giovanni palriarcagradense Io consacrd e il doge Io volleIVegiato di molli privilegj. HisplenilelloObelerio per pietii cristiana e per seve-rilä di vita.
Ot.I IBS
Sebliene, qnando fu eietto , egti abi-tasse in Malamoeco nel monaslero diS. llario, non era per altro uiouaco. Es-semio inort.li dopo 25 anni di veseovato,il nuovo doge Giovanni Galunjo promosseGristoforo di grcca originc e di soli 22anni.
11 melropolita si riliutö di consecrarcun vescovo eletlo irregolarmente, cd anzi,\edendolo conlnmace, fnlminö eontro dilui la soonuiniea.
lrrilato da tale rcpulsa il doge e re-puiniido offesa la propria dignila , fuceproditoiiamenle precipilare il palriarcada una torre. Queslo assassinio eoslö laperdila del seggio ducale e E esiliodalla patpia ai dne fralclli Galliaj.
Non consentendoci 1’ indole doll' operadi parlare con qualchc larghezza dei sin-goli vescovi, ei liinitiamo ad osservarcpoche cose inlorno ai successori, liihnoaIla crezione del veseovato olivolense ,indi caslcllano, in sede patriarcale.
Papa f.eone J\ scrisse a DoinenieoGradcnigo, vescovo oiivolense nel 10S5,eorifermandogli il diritto veseovile e vie-lando con autorilä pontilicia , ehe niunpalriarca od allro vescovo nelia diocesiolivolense esercilasse atlo di giurisdizioneordinaria della cresima, eonsecrazione dichiese, ordinazione di chierici, censurc.assolnzioni. sinodi; salve a Grado leprerogative mclropoliliehe.
Enrico Conlarini , liglio del doge Do-inenieo, eletlo vescovo nel 1074, soppressoil litolo di olivolense, presc nel 1091quello di vescovo caslellano.
Era i vescovi caslcllani cd il governoseeolaro non era mai , dalla foiidazionedella catledra, nata alcuna quislione m-torno alla giurisdizione. Insino dali’ ori-gine della eilta, escluse le cose spirilualicd eeclesiasliehc, le ebnlroversie tempo-rali dei eiiierici , o Ira essi o co’ laiei ,erano determinale dei giudizio sceolare.
Marco Michele , vescovo di Gaslelio .sueeedtilo al Nicolai nel 1228, presa forscoecasioue dalla compilazione degli stalutiveneli , cssendo doge .lacopo Tiejmlo.mosse quislione su ein; quislione che ,da quanto scrivc Andrea Dandolo, si eom-pose cosi : ehe i giudizj delie cose immohili rimauessero al potcre rivile. Aspreeonlese giurisdizionali ebbe Io slesso vc-scovo auche col palriarca di Grado.
II papa Gregorio J\ delegö, con com •proniessn delle parli, a ilefinir le coulro-versie, il priore di S. Benedelio di Pa-dova ed allri doltori. Segui ncll’anno 1252