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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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XXVII
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INTROBUZIONE XXVII

pennine e che anzi essa & tale sulle dette provincie da equivalere a tulte le irnpor-tazioni dall’eslero e dalla Sardegna , e a buona parte dell’ eccesso che pur sarebbevinelle provincie cisappennine. — 3.° Che le provincie transappennine, ossia le provin-cie nelle quali notasi il principale e quasi esclusivo difetto, sono a facilissimo contaltoper la via di mare con quei paesi che somministrano i grani al mercato generaled’Europa . — 4.° Che d’altro canto le delte provincie in difelto sono separate dalle cis-appennine per mezzo di una catena di monti Ia quäle rende dispendiose le comunica-zioni reciproche.

Se pertanto il mercato generale offre il grano a prezzi initi come negli anni Ultimi,il dazio di lire 2. 80 o di lire 2 per ettolilro, non ö certo bastante a far sl che ifrumenti delle provincie cisappennine escludano dal mercato delle transappennine ilfrumenlo estero o gli facciano una seria concorrenza.

Prima di tutto mancherebbe il genere, attesoche la produzione complessiva dello Statoö inferiore al complessivo consumo; poi quel dazio sarebbe troppo tenue per bilan-ciar la differenza , tanto nella spesa di costo originario sul luogo della produzione,quanto nella spesa di trasporto. La conferma di quest.a induzione emerge a posterioridai dali stalistici i piü sicuri. E per veritä nell'anno 1882 i prezzi piü bassi, che siensiverificati nella Terraferrna, furono quelli di Genova flire 17. 81 per ettolitro), S. Rerno(lire 17. 87), Loano (lire 18), Yentiiniglia (lire 18. 07). Nello stesso anno 1882, al di quadell’ Appennino, i prezzi piü bassi furono quelli di Bobbio (lire 18. 08), Millesimo (lire 18. 16), Garessio (lire 18. 20), Oleggio (lire 18.47), Asti (lire 18.83), Poirino(lire 18.77), e ciö nondimeno questi prezzi superarono quelli di Genova , S. Remo,Loano e Venlimiglia. E chiaro pertanto che il grano delle provincie cisappennine nonpoleva nell’anno 1882, anno di prezzi miti, allontanarsi di molto dai mercati locali epenetrare molto addentro nelie provincie transappennine. Per vendersi sui mercati delliterale esso avrebbe dovuto accetlare un prezzo piü basso di quello dei mercati in-terni e ciö dopo essersi sopraccaricato delle spese di trasporto; cosa impossibile. D’al-tro canto non si puö neunueno dire che, qualora le provincie transappennine si fosseroprovvedute all’estero senza pagare il dazio di lire 2. 80 per ettolitro, in tal caso unamaggior quantitä di frumento sarebbe enlrata e supplendo colle dette lire 2. 80 ri-sparmiate nel dazio, alle spese di trasporto verso il Piemonte Cisappennino, avrebbefalto concorrenza al grano delle provincie mediterranee e cagionato un decrementonel prezzo di questo. Basta infalti dare un occhiata ai mercati delle provincie transap-pennine per accorgersi che anche prima di passare la montagna le biade s’incarisconospecialmente per le spese di trasporto e assumono prezzi uguali ai prezzi piü alti delleprovincie cisappennine. E cosi, per esempio, nella provincia di Chiavari il mercato diS. Stefano nel 1852 segnava per prezzo medio lire 23. 33, quello di Chiavari lire 21. 87,quello di Varese lire 20. 83; cosi nella provincia di Oneglia il prezzo medio nel 1882 toc-cava lire 22. 89 ad Oneglia, lire 52. 66 a Porto Maurizio, e le lire 22. 28 a Pieve; cosi nellaprovincia di Genova , solo rimontando fino a S. Quirico, il prezzo medio delle lire 17. 81, se*gnato nella eapitaie ligure , si elevava a lire 19. 65. Si comprendeora che il grano pa-gato a Genova lire 17. 81 e senza il dazio lire 18. 31, per concorrere ad Asti col grano ven-duto in questa ultima cittä a lire 18. 83, avrebbe dovuto supplire da Genova ad Asti unaspesa di trasporto e di altri accessorj che diffieilmente sarebbe stata pareggiala dallasuaccennata differenza di lire 3 circa nel prezzo, se giä per arrivare solo a S. Quiricone sarebbero sparite quasi due. Basti osservare che anche fatto per via ferrata iltrasporto da Genova ad Asti costerebbe ordinariarnente lire 1. 82 per quintale, allaquäle spesa dovrebbesi poi aggiungere quelle di carico e scarico, di sorveglianza, dimagazzinaggio, di commissione, d’interesse sul eapitaie impiegato, ecc., ecc., lutli eie-menti giä compresi nei prezzi segnati pei frumenti nazionaü nei rispeltivi mercati.