APP
Gli alberi che allignano nell’ Apenninosono i pini, le quercie, i faggi ed aiichei castagni. Su poggi meno elevati pro-sperano gli olivi, i noci, i cipressi, gliaranci e i cedri: ne’ siti migliori i car-rubbi e le palme.
V’hanno miniere, cave di marmi, digesso, depositi di zolfo, ed acqne mine-rali.
L’ Apennino, nel ternpo del governofrancese , diede il nome ad uno de’ suoidipartiinenti, il cui capoluogo era Chia-vnri.
APPARIZIONE, Com. nel mand. diNervi, da cui dista un’ora e un quarto;(Prov. di Genova ).
Popolazione 2428.
Borgo diviso in otto qua'rtieri denomi-nati dello Stajato, della Costa dei Fas-salli, della Cappella, del Chiapparo, delCanneto, di Premanico, di S. Desiderio edelle Nasche, distribuiti in quattro paroc-chie. Il suolo e montuoso, La principalesua ricchezza deriva dalle olive. Alcunirigagnoli i quali scendono in parte dalmonte Frasce, inaflianoi! territorio feraceanche in grano, uve ed ortaggi.
APRICALE , Com. nel mand. di Dol-ceacqua, du cui dista un’ ora; (Prov. diS, Remo).
Popolazione 4656.
Antico villaggio. Ebbe ne’tempi andatiuna fortezza giä spettante ai Doria. Pro-duce buon olio e vini. Sul vicino monteFrasce crescono abeti di straordinariagross ezza.
AQUILA. Com. nel mand. di Pieve, dacui dista tre ore; (Prov. di Oneglia).
Popolazione 851.
E composto di parecchie borgate; col-locato sul pendio di colline folte di faggi,di quercie e castagni. Un vecchio castellotorreggiante sulla cima della montagnache sta di faccia al comune d’Alto, su cuisi fermano le aquile, diede il nome al vil-laggio. Scarsi i prodotti del suolo ; nu-meroso il bestiame.
ARA. Com. nel mand. di Romagnano,da cui dista due ore; (Prov. di Novara ).
Popolazione 313,
Posto sul lembo della provincia Nova-rese, confinante coila Valsesia, sulla vetlad’ una collina sopra Grignasco . Colti-vato a vigneti produce ottimi vini. Neicontorni trovansi cave di pietra calcare.
ARAMENGO. Com. nel mand. di Coc-conato, da cui dista un’ora; (Prov. d’Asti ).
Popolazione 4136,
Fu feudo de’Radicati, antichi conti del
ARB 69
Piemonte; e situato in collina irrigataalle falde dal rivo Meinia, Vi corronoquattro vie comunali. Abbonda di funghi,tartufi ed altri tuberi. Ha qualche bosco,ove si caccia molto selvaggiume.
ARANGO. Com. nel mand. di Borgo-sesia, da cui dista mezz'ora; (Prov. diValsesia).
Popolazione 234.
Sta su d’un rialto alla destra della Se-sia che tragittasisu d’un ponte di barche.Le sue Campagne sono spesso inondatedagli straripamenti del fiume. Privo deibenefici raggi del sole durante tre mesidell’anno, dal 47 ottobre al 47 gennajo,viene festeggiato quest’ultimo giorno da-gli abitanti alla vista del primo raggioche viene ad indorare le cime del Campa-nile della Chiesa parocchiale di S. Croce,Scarsi sono i prodotti. Nel mezzo del ter-ritorio elevasi il monte Aronio imboschi-to di castagni e di roveri, con cave dicalce. L’oratorio di S. Rocco contiene vu-rie pitture antiche.
ARBORO o ARBORIO. Mandam. nellaprovincia di Vercelli ; da cui dista quat*tr’ore e mezzo.
Popolazione 4469.
Cospicuo villaggio tra il Cervo e laSesia , in terreno d’ antica alluvione. Ilmandamento e composto di otto comuni:Albano, Oldenico, Greggio, Villarboit,Cassine di S. Giacomo, Ghislarengo e Roa-senda. Il capoluogo e totalmente aperto;irregolari sono le sue vie, e tutte si riu-niscono in una publica piazza, detta diS, Maria. Di questa grossa borgata ebbeil feudale dominio la famiglia degli Ar-BORir, una delle piü illustri ed antiche fa-miglie vercellesi, diramatasi poi in tren-tasei casati. Di essa famiglia fu il beatoVaramondo, creato vescovo di quella cittäil 4005; Giovanni, vescovo di Torino , nel4246; Mercurino, gran cancelliere del-l’imperatore Carlo V , poi cardinale; Flo-ro, celebre capitano de’Vercellesi, controquei di Novara nel 4490; Pietro, che perle sue vittorie contro i Ghibellini ebbeda’ Vercellesi in dono nel 4244 la cosidetta isola di Crevacuore; il conte Gior-gio, nipote di Mercurino cardinale, fuanche marchese di Romagnano e grandescudiere di Carlo V ; Bartolomeo, consi-gliere di Stato pure di Carlo V , trattöla pace con papa Clemente VII dopo ilsacco di Roma, e venne quindi nominatovicere di Aragona e di Napoli. In queitorno gli Arborii contesero di preminen-za cogli Alciati, la quäle preminenza fu