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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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era collocato questo cospicuo borgo diedeil noine di Aspromonte , su cui furono tro-vate parecchie lapidi ad iscrizioni anti-che (1). Nel secolo XIV gli abitanti ab-bandonata la prima dimora , scelsero unsito meno aspro e piü basso ove fa-bricarono l’odierno villaggio. Vi scorre iltorrente Magnan il quäle scaturisce inpoca distanza dal Comune, e dopo avertraversato le Campagne di Nizza si gettanel Mediterraneo.

A un’ora e mezzo da Aspromonte sor-ge il Monte-Calvo, uno de’balzi piü rag-guardevoli e piü visitati che domina tuttala provincia nizzese (2).

Si fanno nel territorio abbondanti ri-colte d’olivi. I vini sono assai generosi.Scarsi i cereali,

Dal conte Amedeo di Savoja compra-rono i Marchesani, signori di Roccaspar-viera, nel 1406 per due mila fiorini, ilfeudo di Aspromonte , che poi rivendet-tero per tre mila fiorini ai Lascaris diCaslellar, la cui famiglia si eslinse or sonpochi anni.

ASTI (Provincia) (3). Sul lembo orien-tale del Piemonte (cosi il Grandi nel suoSommario Storico, stampato in Asti nel1851) quasi nel centro d’una piü prolun-gata che ampia vallea, la quäle e irrigatadal fiume Tanaro , ed e floridissima di col-tura agricola,. frastagliata in certe partigraziosamente, e coronata all’orizzonte diomenissime collinette lussuriose di pam-pini e di piante fruttifere, giace la cittäd’Asli, capitale della contea, titolo sovra-no della corona sabauda, a gradi 44 e 40,di latitudine e 25 e 8Ö’ di longitudineorientale del meridiano antico. Al nord ilterritorio di Monferrato termina la pro-vincia d’Asti per Castagnole, Calliano ,Jonco, Colcavagno, Cunico, Castelvero ,Piovä, Corteranzo e Cortione. Tra ilnord-ovest ha per confini la provincia diTorino per Brossolo, Ciurano e Barbasio,e per la linea che sta di fronte a Butti-gliera, Brasiccarda, Corvaglia, Cellarengoe Trinitä. A mezzodi Cisterna, S. Mar-tino, Coazzolo, Buri, Calosso la separanodal contado d’Alba , e piegando aiquantoa levante Cannelli, S. Marzano, Castel-nuovo, Calcea, Vinchio, Belvedere, la di-vidono dal contado di Acquij a levanteBocchetta Tanaro, Rocca d’Arazzo, Quar-

(1) HJustrate da Jacopo Durandi .

{2) Alto mctri 867.

(3) Questi cenni ci furono comunicati dail’cgregioahate Jacopo Bernardi, veneto , ora dimorante in Pie-monte.

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to, Migliandolo e la linea sino a Refran-core ln disgiungono dalla provincia d’A-lesssndria, antica dipendenza del ducatodi Milano . Conta la provincia 86 comunicon altre borgale o altri paeselli sparsiper lo piü sul dosso dei colli che la in-tersecano, e su novecento chilometri qua-drati ha una popolazione, secondo le piürecenti stntistiche, di 186,000 abitanti.

I singoli mandamenti o distretti di cuie composta sono: Asti , Baldichieri, Ca-stelnuovo d’Asti, Cocconato , Costigliole,Mombercelli , Montafia, Montechiaro, Por-tacomaro, Rocca d’Arazzo, S. Damiano,Villanova. Abbonda in ogni muniera dibinde, segnatamente di grani o frumenti.La rinomanza maggiore perö le derivada’proprj vini, in parte schiuineggianti ed’un sapore e d’un profumo squisiti, percui fa di essi un commercio profittevo-lissimo con le altre provincie del Pie-monte, non solo, ma con tutta Italia edall’estero ancora. Discorrendo infatti lun-gliesso le colline della provincia astigiana ,varie, multiformi, dolcemente inclinate ,sinuose, sparse tutto all’intorno di castelüantichi, segni dell’ antico e non per aucoaffatto spento feudalismo, provasi unacompiacenza inesprimibile nel vedere chela mano operosa dell’agricoltore non la-sciö nulla d’inosservato e diserto, e difrutteti e di biade, e piü spesso di foltevigne piantate a secco incoronö le vettemontane e rese feraci i bassi fondi dellevalli. In generale il difetto che vi si scor-ge e de’ prati, e quindi delle mandre, ar-gomento massimo di profitto. Ma il di-fetto deriva da due motivi principalissimi ;dalla mancanza di acque e dalla suddivi-sione dei terreni, motivo quest’ultimo cheingenera negli astigiani un grande amorealla proprietä, e fa si che non si continonella provincia di molti colossali patri-monii. Anche la cura de’gelsi e de’ bachida seta va di anno in anno progredendo.Perö si nella facitura de’ vini, che nelnntrimento e nella custodia de’bachi, lesollecitudini di questi provinciali potreb-bero essere piü intelligenli ed assidue, equindi vantaggierebbero di gran lunga icommerci e le condizioni de’ padroni, deilavoratori e de’ piccoli proprietarii. Manon e rado che la naturale ubertä delsito favorisca di troppo una riprovevoletrascuratezza. La provincia Astigiana nonpertanto e fra le prime dello Stalo checoncorra del proprio ad accrescere i pro-venti del publieo tesoro, poich’essa glida oggidi lire quattrocentomila d’imposta.