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Brä . Capolaogo del mandamento, distada Alba tre ore e un quarto.
Popolazione 12,534.
Questa amena cittä e situata a metri286 sopra i! livello del mare, le sue abi-tazioni di decente e pulito aspetto, partesono al piano, parte sul pendio ed alpiede di una lieta collina. Kella suavega posizione in riva alla Stura offrel’aspetto di un anfitentro. La via provin-ciale d’Alba l’atlraversa. Ha tre pubblichepiazze, alcuni templi cospicui e tenuti ingran pregio, e molte opere pie, tra cui ilritiro per la istruzione delle giovinettemendiche, 1’ opera pia delle dotande , laregia opera della Providenza, il monte dipietä. un ospedale, ecc. V’ lianno in Brätre filature di seta,.sei conce di pelli euna fonderia di metalli.
Grande e il coinmercio che si fa collaLiguria ed altrove in bestiame, tele, filo,tessuti di cotone, coperte lavorate, ecc. ,pei quali oggetli vi si tengono tre annueliere e due mercati ebdomadarj.
II territorio di Brä e inafiiato in partedalle acque della Stura e in parte daquelle del naviglio di Brä . Notevole vi e ilprodotto de’ gelsi, e quello del vino disquisito sapore.
Questa cittä di vetusta origine era chia-mata anticamente Braida; non se ne trovamenzione prima del 957.
I suoi signori, indipendenli nel domi-nio, fecero lega con Asti ed Alessandriacontro i marchesi del Monferrato. Con-corsero in seguito ai trattati di pace, ecoile sole lor forze potettero resistei'ealle aggressioni degli abitanti di Alba . Nel1297 Robaldo, signore di Brä , acquistödagli Astigiani 1’utile dominio della di-strutta Pollenzo , e neli’ anno successivoconcede agli abitanti di contribuire allafondezione di Cherasco.
Ke’ primi anni del secolo XIV caddeBrä sotto Roberto re di Provenza che lacede a Filippo, principe di Acaja; passöpoi la cittä in potere de’ Visconti e daquesti a Lodovico d'Orleans; ne’ due se-coli successivi le sue sorti mutarono as-sai, e piü volte, d’aspetto.
Gli edificj in quel tempo erano tuttisuldorso del colle, ricinti di forte muragliee munili di valida rocca.
Emanuele Filiberto la espugnö nel 1552e dopo qualche tempo fu demolita. Brärestö sottomessa a Vittorio Amedeo I coltrattato di Cherasco del 1651: il re CarloEmanuele III le die il titolo di cittä, edecretö facesse parte dell’ appannaggioassegnato da esso al duca dello Sciablese .
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fjei primi anni del secolo XVIII PierIgnazio di Lucerna aveva qui fondataun’accadeinia detta degli Innominati, ag-gregata dopo breve tempo all’Arcadica diRoma . La duchessa reggente Giovanna diSavoja Nemours ne accettö la protezione,onde gli aceademici per riconoscenza as-sunsero il motto: Stat magtti nominisumbva.
Il beato Sebastiano Valfre , nato in Ver-duno nel 1629, ma di antica famigliaot'iouda di Brä , studiö in questa cittä leamene lettere. Ebbe origine in Brä l’an-tica e illustrefamiglia de’signori di Braida,il cui nome s’ineontra sovente nelle sto-rie del Piemonte .
' Stalislica eletlorale. — II collegio diBrä abbraccia 6 Cotnuni con una popola-zione complessiva di 24,512 abitanti edha 501 elettori inscritti.
Dintorni di Bka’. _ In una stretta maubertosa pianura lungo la riva sinistradel Tanaro , che divide i colli astigiani daquelli delle Langhe, sorge frannnezzo aBrä ed Alba un bei castello semi-gotico ,restaurato ed abbellito dal re Carlo Al-berto , collocato in mezzo a ridenti pra-terie, ad acque correnti e cinto d’ alberiombrosi. Ivi sorgeva ai tempi antichi lacittä di Pollenzo ora ridotta a sempliceborgo, dipendente da Brä , da cui e lon-tano due miglia. I suoi abitatori eranodediti alla caccia, come il dimostrano levestigie del culto particolare che rende-vano a Diana. Questa cittä gareggiavad’importanza colla vicina Alba Pompeja.Sussistono tuttora traccie di varj ediflejantichi, come un teatro, un acquedotto ,un anfiteatro.
• Le piü recenti scoperte sono dovute al-l’operositä del cavaliere Cesare Saluzzo edegli allievi della regia aecademia mili-tare di Torino , i quali passando il tempodelle vacanze nel regio castello si oecu-pavano a scavare quel suolo classico einemorando.
Due inagnifici viali a doppie lile diolmi fiancheggianti 1a struda uniscono Brä al celebre santuario detto della Madonnade Fiori, che vi e discosto un miglioverso Torino . Situato in deliziosa pia-nura si presenta assai vagamente al visi-tatore. Ciö che attira maggiormente Iosguardo e un breve ricinto di mura sopracui si rnirano le verdeggianli cime di folticespugli, chiamati pruni spinosi , i qualiin marzo, settembre e dicembre fannopompa dei biancheggianti lor fiori.
Narra una pia tradizione che una don-zelia della yicina gittä sfuggendo a due