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II balzo piü elevato 6 quello di Asseda.
Le produzioni principali consistono innoci, castagne, patate e fieno.
Vi corre uu rivo ueila direzione da po-nente a levante.
FARA. Com. nel mand, di Carpignanoda cui dista un’ ora. (Prov. di Novara .)
Popolazione 1933.
Trovasi a maestrale di Novara , cintoda fertiii coiline.
In luogo paludoso vi scorre il torrenteStrona , il quäle si unisce piü sotto allaroggia Mora, che bagna anch’essa la parteoccidentale del comune.
La roggia Cantoriua, che viene daGhem -me, divide in due parti il territorio co-munitativo.
11 suolo produce cereali d’ogni specie,tranue il riso ; eccellenti sono i suoi vini.
In cima della collina di Fara sorge uncastello, ridotto ad abitazione privata.
La superficio territoriale ö di perti-che 13,724. 17.
Fu giä capoluogo di mandamenlo dacui dipendevano Gheinme, Sizzano, Car-pignano, Castellazzo, Briona ed alcuni al-iri paesi.
Questa terra segui i destini dell’ AltoNovarese.
Fu saccheggiato dai Francesi nel 1645.
Fu signoria dei marchesi Seraffini dellacittä di Piacenza .
Vuolsi che il suo nome, d’ origine lon-gobarda, significhi colonia formata d’ unasola gente escluso ogni estranio.
FARIGLIANO, Com. nel mand. di Do-gliani da cui dista un’ora, (Prov. di Mon-dovi.)
Popolazione 2200.
Sta nella Volle del Tanaro , alla destradi queslo fiume, appiedi d’ una collina.
Confina a levante con Dogliani e Bel-vedere, a mezzodi con Cravesana e Carrü,a ponente con Piozzo, a tramontana conLequio.
II Tanaro vi scorre nella direzione daostro a borea.
Lo bagnano eziandio il torrentello Gar-biana, il fosso Gurino e il rivo Piä. Daquesto rivo e dal fiume Tanaro deduconsicanali d’irrigazione.
I prodotti del comune consistono prin-cipalmente in frumento, vino, caci e ba-chi da seta, pe’quali Ultimi v’ha um fila-tojo.
Un quarto del suo territorio nega quäl-sivoglia prodotto.
II suo castello fu atterrato verso La metädel secolo XVI per ordine del comte di
FAU
Anghien generale del re di Francia , alRn-che i nemici di sua maeslä in alcun modonon vi si polessero forlificare , come diceil decreto 11 settembre 1544 di Luigi Bol-lero regio governatore di Cherasco.
Nei tenipi di mezzo Furigliano appar-tenne ai marchesi di Susa , dai quali passöa quellt di Savona e del Vaslo verso lafine del secolo XI, quindi fu soggetto aisignori di Cravesana.
Ebbe cornuni per lo. piü le sorti conDogliani.
FASCIA, Com. nel mand. d’Ottone , dacui dista Ire ore. (Prov. di Bobbio .)
Popolazione 766.
Giace alle falde del monte delle Tre-Croci presso le sorgenti del torrente Gera.
Dipendono come frazioni da questo co-mune i villaggi di Carpeneto e di Cascin-gheno. Quest’ulltimo da il nome a un tor-rentello che vi scorre.
I prodotti teirritoriali sono in piccolaquantitä di cereiali e di castagne.
Gli abitanti dli questo comune s’ indu-striano a sosteniere con muraglie il pocoterreno coltivabile, ripartendolo in lunghie stretti campicelli che tagliano il montea foggia di zone; da ciö il nome di Fascia.
FAULE. Com, nel mand, di Moretta, dacui dista un’ora. (Prov. di Saluzzo .)
Popolazione 790.
E situato a destra e in vicinanza delfiume Po , ed a manca ded torrente Fol-lia, sullo stradale da Saluzzo a Torino .
Ii Po scorre su questo territorio peltratto d’un miglio , danneggiando assaispesso le Campagne.
Nella parte occidentale sta un laghetto,lungo settanta trabucchi e largo venli.
La superficie del territorio e di gior-nate 4813. 44 (ett. 689. 27).
Esso produce in quaiche copia cereali ecanapa.
Piü considerabili sono i prodotti delgrosso bestiame.
S’ incontrano sui varj stagni lungo ilPo anitre selvaliche.
Questo luogo chiamossi anticamente Pa-loa, Phale e Fabulw.
Si crede che il suo territorio sia statodappriina coltivato per le eure dei monacidi San Benigno di Fruttaria.
II suo castello fondato sino dal 4197apparteneva pure ai detti monaci, e passöquindi in doininio dei principi d’Acaja,
L’ebbero in feudo i marchesi di Roma -gnano, quindi i Provana, e finalmente iGonteri, dai quali pervenne alla famigliaDorio Del Maro,