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[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
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FRA

Borgo S. Martiuo.

Bozzole.

Frassineto.

Pomaro.

Ticineto e

Vamacca.

Frassineto, capolnogo del mand., dista»m’ora e mezzo da Casale, capoluogo dellaprovincia.

Popolazione 22(>6.

Collegio elettorale composto di 16 co-muni aventi una popolazione complessivadi nbitanti 24,618, dei quali sono elettoriinscritti 369.

E posto sulla destra del Po, a sciroccodi Casale,

II Po attraversa il territorio di questocomune nella direzione da ponente a le-vante.

Si scaricano in esso il torrente Stura,la Roggia della Grangia ed il fiume Sesia .

Appartengono n questo comune 44 bor-gate.

I prodotti del suolo consistono in gra-naglie, legumi, lino, canapa, legname dipioppi ed ontani, ed uve che danno vinidi qualitä inferiore.

Mancandovi 1’ irrigazione scarseggia ilfieno.

I cacciatori vi trovano selvnggiume inqualche abbondanza.

Frassineto nppartenne onticamente oivescovi di Yercelli che ne diedero l’inve-stitura ai Cani di Casale ed ai Rossi, esuccessivamente a parecchi altri. Vennericonosciuta la signoria di questo luogoda Carlo IV ai prineipi di Monferrato,Galeazzo Visconti se ne impadroni nel-1371, Nicolö Piccinino nel -1431 e CarloGonzaga nel 4446. Ebbero questo luogocon titolo di contado gli Ardizi, i NattaCalori ed i Mossi di Morano.

FRASSINETTO. Com. nel mand. diPont, da cui dista un’ora. (Provincia diIvrea .)

Popolazione 2260.

Siede in altipiano che si estende soprala sommitä di erto monte circondato dafolii bosclii, in Val di Pont, a manea deltorrente Soana, tra Cintano e Chiesanuo-va, a libeccio d’ Ivrea .

Sedici borgate compongono il comunesparse nelle adiacenti montagne.

II paese e circondato a levante e tra-montana da monti ricchi di piante d’altofusto e di pascoli.

Due torrentelli bagnano questo terri-torio.

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Le biade, il fieno, ie patate, le cnsta-gno, i fagiuoli e le t'ave sono i prodottiprincipali.

Burro e formaggio si fanno in abbon-danza.

Questo Frassinetto appartenne ai contidi S. Martino.

La penisola di S. Ospizio presso a Vil-lafranca di Nizza , ove giacea verisimilmentel’antica Olivula, e celebre nella storia colnorne di Frassinetto per la lunga dimorache vi fecero i Saraceni, e per i guasti chedi quinci recarono all’Italia , alla Proven-za, alla Savoja ed al Vallese .

Che pochi drappelli di Arabi , ricove-rati sopra un angusto promontorio , sal-gano a padroneggiare tutti i varchi delleAlpi ed a scorrere sin nella superioreGermania , egli e cotesto un fatto cosilontano da ogni nostra presente idea. chei’uomo sarebbe tentato a richiamarlo indubbio, se non ne rendessero fede quelletestimouianze che la crilica istorica accettaper irrepugnabili. Gli Arabi Maomettani,comuneraente detti Saraceni , conquistatal’Africa, passarono nella Spagna e la re-carono in lor potestä. Quindi valicati iPirenei, vennero addosso alla Francia . Pelcorso di dieci anni le armi loro vi eb-bero a vicenda or prospera or avversafortuna. Ma finalmente sotto la condottadel terribile Abderamo essi assaltarono laLinguadoca, la Guascogna, la Borgogna ela Provenza , allargarono le loro conqui-ste dall’uno all’altro mare, e meritaronoper le azioni e rovine loro di essere pa-ragonati ad un fiume di lava infocata.

Qual terrore ei spirassero , quai guastirecassero , si raccoglie dagli atti di SanPorcario abbate Lerinense, il quäle ebbeposcia da essi il martirio. Questa crude-iissima gente, ivi si dice, ogni cosa met-teva a sacco ed a fuoco, e la Gallia Nar-bonese voleva al suo imperio soggiogare,abolito il nome di Cristo, Perciö i Cri-stiani, ch’eran cinti dalle Alpi e dal mare,abbandonavano terre e castella con gravespavento , e fuggivano a monti per noncadere nelle mani dei barbari. Ma costoroda ogni banda dilatando le stragi, in so-litudine conyertirono quasi tutto il paese,si che orridi romitori parean fatti i luo-ghi piü floridi pria.

Le isole di Lerins, ove i Saraceni mar-tirizzarono S. Porcario e presso che tuttii Cinquecento monaci ch’ egli governava,giacciono a due leghe da Antibo, ed An-tibo giace di contro a Nizza . Dal che eda altre memorie si argomenla che i Sa-

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