Band 
[Volume secondo. Parte prima. Parte prima.]
Seite
365
JPEG-Download
 

GEN

Riviera di Levante mclri 156,392» di Ponente » 203,548

In tutto mctri 339,940Lvdustria marika.

Nessun popolo era in Europa meridio-nale meglio situato per farsi marino com-merciatore. I Genovesi potevano esscre efurono i Fenizi moderni. Quando i Fe-nizi cacciati d’Asia ripararono a Carta-gine crebbero di potenza nella loro sven-tura; a loro stava dinanzi F Italia e laGrecia , di lianco 1’ Egitto , F Africa allespalle, le braccia allungavano alle Capi-teridi e all’ Oriente. I Genovesi allunga-rono essi queste braecia, e dinanzi misu-rarono 1’Africa tutla, sicuri che da niunaltro ehe da essi F alta Italia subapen-nina avrebbe ricevuto e chieslo servizio.Caduta la rivale di Roma , falti essi ro-inani, i Liguri spazzavano da’barbari ir-rompenti il mare e le coste italianc, te-neano colonic in Corsica, Sardegna , Si-cilia, Grecia, oltre Calpe . Se le crociateper loro prosperaroiio in Asia fu percheinolti di egg! aveano visitati i paesi dicolä; l'aver bene ajutato valse ai Geno-vesi il possesso delie terre che di sopranominammo, e i privilegi ne’ porti diTiro, Sidone , Baruti, nelle cittä d’Anlio-chia c di Gcrusalemnie.

Sopra le galec grosse di Baruti, dopola rotta di Tiberiade , traevano di primamano le spezieric asiatiche dai porti diAleppo, per la via di Persia e di Caldea,di seconda pel seno arabico. Perdula An-tiochia, i cristiani fuggenti dalla insolda-nata Siria riparavano sulle galee geno-vesi e in Cipri fabbricavano Famagosta,che fu inorridita sul tardo dallo seuoja-mento di un general veneziano.

Di molte ricchezze perdeva Genova al-lora, di molta forza, ma non si avvili;cacciata d’ Oriente si volse al mezzodi,se non ad avervi imperio, a tenervi cm-porj epassaggi. Yi ottennero (1290) equitädi dazj, sicurlä di persone c merci loroe degli amici in terra c in mare; simil-mente aveano pel mar Nero , si che adogni modo compravtno e vendevano, pri-mi e pronti, in Africa ed Asia , mandandoal Cairo ad Alessandria merci d’ India ,d’Arabia, d’Armenia e d’Europa ; traendoper navi nel Nilo e poi per cameli sul-F istmo ciö che si spediva pel seno ara-bico e ciö ehe di lä proveniva.

GEN 365

Gencri di Alessandria erano oro , ar-gento, cannella, seta di Cambaso , nocimoscate, cube, zenzevero, pepc, indaco diGabadel e di Cambaia, fedoaria (alloracitowart), aloe, rabarbaro, perle, piuine,pelliccie; e se li prendevano i Genovesi dando olio, vino, drappi di sete e di linodi Italia e di Francia , pannilani, allume,cavalli, arini, legni da coslruzione, uter.-sili navali, terre cotte, lavorate, miniate.

Colle coste di Barberia fu tale il com-mercio che in Genova teneasi proprio uf-lizio pubblico ed una cancelleria di lin-gua arabica.

Pel mar Nero andavano all’ India . In-nanzi al mille, o circa, avevano i Genovesi avuti privilegi assai grandi; e spesso scli fecero conl'ermare e allargare. Spande-vano denaro alle corti cristiano e pagane,e quel denaro rendeva il cento per uno.Per di lä la via all’ India era sicura chealtrove infestavano i Saraceni. Venezia coi Franchi abbalterono la potenza geno-vese allorche si presero Coslanlinopoli;ma i Genovesi , pörto ajuto ai Greci e ri-messili in trono, crebbero in potestä, poiche assai caro pagarono gl’ inlronali ilservizio, conciossiache diedero ai Geno-vesi , si puö dire, la sovranitä del Bosloroe del mar Nero . Quel trattato del 126 tche diede il sobborgo di Pera ai Geno-vesi, i quali vi mandarono subito un go-vernatore c un consiglio, che giudicavaanche dei Greci se in questione coi Ge-novesi , s’ impolpö di ciö che le praliehcannuuziarono migliore negli csercizj com-merciali sino al 1352 ; si che l’impcratorgrcco avea le terre e le cittä; i frultiloro migliori aveano i Genovesi .

L’ impresa di Maometto II , la scopcrtadel Capo di Buona Speranza e poi del-l’America prostrarono per la seconda voltama per sempre tanta grandezza. Non val-sero a risollevarla i tentativi diplomaticidel1666; non valsero a nulla, poichea nullaera valsa la spedizione di Lepanto in cuiera tutto il fiorc della Cavalleria italiana.La mollezza dei Greci fu rovina dell’im-pero; ma i Genovesi , che lasciavano vi-vere purche essi arricchisscro, non furonocapaci di sacrifizj perche vivessero i da-tori della loro ricchezza; estinti i Greci,ogni sforzo genovese era inutile; cziandioperche un popolo per eccellenza accortoe rivale mal sofferivasi nei fianchi la lorograndezza.

Centro de’commerci genovesi d’Oricnteera la penisola di Crimea ; erano colonicCrim, Soudak, Cherson , Scbastopoli, Ba-