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Lc pioggie di Genova son cagionatedallo spirare dei venti di nord-cst e disud-est in dirczioni diverse respintidai nionti e ridotti ad agitarsi sopra ilgoli'o. La pioggia piü abonda in scllem-i)re c novembre; piü scarseggia in giu-gno e luglio. In dieci anni fu in ciltävista neve solo 03 volte; solo 65 la gran-dine; lampi e tuoni 318 volte (piü fre-quenti la state, l’antunno piü che la pri-inavera, rarissinio l’inverno); giorni ful-minei HO.
Ilovesci spaventevoli di pioggie narranole anticlie storie. Le moderne segnanoehe il 16 Settembre 1832 si ebbe metri1. 60 d’aequa per minuto, c si in novem-bre 1842, nel quäle inedesimo anno a 2bd’agosto cadero in 10 ore metri 247.
La bellezza delle donne genovesi nonö esagerazione ne illnsione di poeti; inadura poco. Fine carni, regolaritä di forme,sveltczza di movimenti; forte al parlarenon son vaghe le bocche, colpa il dialetloassaipoco piacente.Da poebissimo tempo lcdonne civili si sono postc al parlare lalingua nazionale c quindi a studiarla ; leprovette, anche marchese, sanno poco ol-tre il dialetto. Le donne della campagnanon la cedono alle cittadine, se non che ilsole e i lavori gravi avvizzan le pelli,e il portare in capo de’pesi strani guastal’andatura e spesso le forme visuali.
Tutte sono amanti del bello acconciarsic le rieche sfoggiano lusso grande; va-riano Stoffe spessissimo, quanto temporubano all’ altare tanto danno allo spec-cliio. In questo anno 1851 si e osservatocosa novissima, che la piacevolezza delvestir gaio la vinee sulla bigotteria.Quivi piü che in altro luogo (Thalia,anzi sopra ogni luogo, vestivasi grama-glia il giovedi santo alla visita pomeri-diana delle chiese ; quesl’ anno le vestidi color chiaro e lucente si sostiituironoa quelle di color fosco. Ciö altri inter-pneta che le visite si fanno alle; chieseper abitudine, per divagarsi, per vederee farsi vedere. Di vero le chiese sonoseanpre popolate di feminine; i masehiva.nno, vengono, e non si iermamo. I pia-gtuoiui lamcntano che la religioiuc fugge;
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gli arrabbiati tirlano che la religione stae quella che lügge e l’ipocrisia.
Cosi äe donne genovesi alla bellezza ealla grazia e alla nuova disinvoltura con-giungesscro la coltura dello spirilo, c frale ipocrisie che fuggono, fuggisse anchequella che il leggere e scrivere e sa^pere di scienza facciano pericolare all’in-lerno. Tanla pulitezza nel corpo c splen-dore negli abili, e tanta rozzezza nel-l’animo e nella mente tanta ignoranza!
Robusta e la costruzione de’inaschi;mezzana la slatura, ma ben complcssa.llianco e il colorito comune della pelle,che imbruna alle intemperie, alla falica.Ridenti i lineamenti, svelte le forme, icapegli e gli occhi castagni. Vivaci d’in-dole, all’ira pronti; chiassosi molto. Tem-pera F indole uno sviluppo del sislemalinfatico accresciuto in loro dalla naturadel cibo. Grazia c gentilczza di traltonon e da prelendcrsi da uomini chelianno innanzi un mar tempestoso, mavurrebbero i traffici che avessero piüscienza.
Il ginnasio civico ha 50 scolari di filo-solia razionalc.
Il collegio nazionale 96L’universila 61
In lutto 187
Del corso classico il ginnasio
civico ha scolari.
il collegiole scuole pic
227
109
196
B32
Lc scuole elementari tutte quanteLc private maschilifennniniliLe pubblichc fennninili
2649
370
500
692
In tutto scolari
4145
Il corso speciale al collegio 39 }al municipio 94 i
133
Lc scuole tecnichc alla camera di
commercio.
80
... .. fmasehi 345)
Gli asili c il soccorso 58ß j
730
Filosoli c. s.Totale generale
5686
187
5873
cioe mascln 4290, feminine 1577,