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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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danni possibili ai cnstelli vicini alla ma-rina nell’isola dell’Elba , ma inutilmentesi provö contro Porto Ferrajo, e Cosimö Icon la sua accortezza seppe sventare tal-mente i progetti di quel doppio nemico ,che alla fine si trovö costretto ad allon-tanarsi da quelle acque.

La seconda volta che un’altra flottaturca tentö di prendere Porto Ferrajo funel <1558, quando giä Gosimo I aveva or-dinato nuove forlificazioni a sicurezzamaggiore di questa citta, dove si ritira-rono gli abitanti di quell’ isola resi costäsicuri da qualunque sforzo ostile.

Finalmente dopo la pace del 3 aprile4559, Cosimo I essendo restato pacificopossessore di Porto Ferrajo, pole oecuparsitranquillamente della forma del suo go-verno ed a popolar la nuova cittä.Ataleeffetto fu pubblicato il bando del 44 set-tembre 4559 che permetteva a chiunquesi fosse recato ad abitare familiarmentein Porto Ferrajo, franchigia della personae de’ suoi beni, nonostante qualsiasi pre-gindizio altrove contratto, eccettoehe dicondannagione in galera a vita, o in penacapitale, esentando da ogni dazio e ga-bella i loro beni e merci.

Inoltre egli fece donare ai nuovi arri-vnti una quahtitä di suolo a condizioneche vi fabbricassero qualche abitazione,e dichiarando immuni da tasse e da aliregravezze nei porti di terraferina del gran-ducato tutti i bastimenti mercantili checostruivansi in Porto Ferrajo.

In forza di tante belle promesse unavistosa emigrazione segui dagli altri paesidella stessa isola, siccome lo dimostra illungo carteggio a proposito di quel bandotenuto dalia corte di Piombino con laPralica secreta di Firenze , e la proibi-zione fatta dal signore di Piombino , agliuomini di Rio e di Grassola di trasfe-rirsi ad abitare in Porto Ferrajo. — (Arch.della Riforma di Fir.)

Era da pochi mesi morto il granducaCosimo , il primo fondatore di Porto Fer-rajo, quando nel gennajo del 4575 dalsuo figlio e successore Francesco I fu con-venuto con Giacomo VI, signore di Piom-bino , di porre i termini intorno al di~stretto comunitativo di Porto Ferrajo, dettidelle due miglia , a tenore della conven-zione stipulat» fino dal mese di novembre4573, i quali termini furono fissati neiseguenti posli: a Bagnaja , sulla slradadi Rio, a 31onte Castello, in Belvedere,al Feliciajo, sul Monte Orello, a S. Lu-cia, alle Coppedle e ad Acquaviva.

Toscana

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Cotesti termini delle du s miglia furonoperö ben presto ingranditi, quando nel4579 d’accordo con le parti suddette con-traenti, il termiue di S. Lucia fu portatoalla Barbatoja sulla cima del poggio , edi lä dalla fainosa Filla di S. Marlino,ciö che fece acquistare piü di un migliodi territorio a questa Comunitä.

Durante poi il dominio del granducaFerdinando I, fratello di Francesco I , iPorto Ferraresi restaronosbigottiti dall’im-provvisa apparizione di una grande squa-dra ispano-napoletana approdata nel mag-gio del 4603 nel golfo di Lungone contruppe da sbarco, guastatori e materialinecessarj alla fondazione di una piazzad’armi, che Filippo III re di Spagna avevadeliberato fondare nelF isola d'Elba nellaparte compresa nella signoria di Piom-bino , e fu allora che sopra Porto Lun-gone sorse la fortezza di Filippo III . —V. Porto Lungone.

Sotto il regime di Ferdinando II lapiazza di Porto Ferrajo nel 4637 fu innal-zata all’onore di citta, e nove anni dopone accrebbe le fortificazioni. L’anno 4664terminava l’appalto della miniera di Rio,che i due primi sovrani in forza del trat-tato di Londra del gennajo 4575 otten-nero per il corso di 90 anni, alla sca-denza del quäl termine il granduca Fer-dinando II rinnovö l’appalto per altri 45anni con il principe di Piombino , GaetanoBuoncompagni Lodovisi, e che in seguitoquei principi confermarono ai granduchidi Toscana sino all’invasione francese .

Nei primi anni del granduca Cosimo IIIfiglio e supcessore di Ferdinando II es-sendo insorta guerra fra la Francia e laSpagna , egli proclamö una neutralitä ar-mata, per cui minacciato dalla Spagna difar avanzare le sue truppe da Porto Lun-gone per togliergli Porto Ferrajo, Cosi-mo III inviö costä il suo primogenito,Ferdinando principe ereditario, con facoltädi fare riparare'le fortificazioni che ne ab-bisognassero onde porre la piazza in statodi non temere di una sorpresa. Ciö ac-cadeva nel 4683, quando nel 4700 lo stessogranduca nel tempo che veleggiava perRoma , approdö a Porto Ferrajo, e visitandoquelle fortificazioni, ordinö che dalla partedi terra sopra una collina, dalla quäle sipoteva offendere la piazza, si erigesse unfortilizio, siccome vi fu costruito ed ap-pellalo col nome di S. Gio. Battistaj ilquäl fortilizio 28 anni dopo fu fatto de-molire dal granduca Gio. Gastone, pertimore che non cadesse in mano degli Spa-

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