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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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deuti principali di qaella fumiglia a par-tire dell’ anno 809 da Ilprando abate, pa-dre d’ Udebrando I, inisso imperiale inLucca negli anni 823-26, mentre dal conteUdebrando IV, rammentato nel 4077 dallecarte Amiatine, nacque quel conte Ra-nieri di Santa Fiora , detto Malabranca,che lasciö vedova e madre di due figlimaritati la contessa Adelasia di sopra no-rninata.

Lo stesso conte Ranieri in un doeu-inento del 43 novembre 4077 ci scuoprichi fosse stato suo padre, il quäl conteallora rinunziö a favore deli’abate e mo-naci Amiatini tutte le consuetudini e Vi-site che facevansi dai ministri de’ contiAldobrandeschi nelle terre di quell’ Abba-dia comprese nella contea Aldobrandesca.La quäl rinunzia era stata fatla dal conteUdebrando suo padre (nel 4047, 46 di-cembre) e dal conte Udebrando suo avo(nel 4045, 7 febbrajo ). Quest’ultimo eraquel conte Udebrando ricchissimo del quälefece menzione il cardinale S. Pier Da-miano nell’ epistola VII del libro IV, e1’ abate del monastero Amiatino in unalettera pubblicata dall’UGHELLi nella suaJtalia sacra (in Epist. dusln), dicendo cheesso contava tanti castelli in Toscana quanti erano i giorni dell’anno.

Rispelto alla discendenza de’ conti Al-dobrandeschi , dopo i due figli lasciati dalconte Ranieri Malabranca , troviamo unconte Malagaola che mori nel 4421, forsesenza figli, ed un conte Udebrando V dital nome, del quäle non si conosce la di-scendenza. Per cui resterebbe a sapere senascesse da quel conte Udebrando V, op-pure dal conte Udebrandino Novello, figliodel conte Uguccione di Grosseto e maritodella contessa Maria de’ conti Alberti, ilcui padre conte Uguccione suppongo natopur esso, al pari del conte Ranieri, dalconte Udebrando IV; se da questo, dicesi,o da quello derivasse quel conte UdebrandoPalatino di Toscana , sposo della contessaAdelasia che lasciö vedova nel 4208 eon6 figli, 4 de’ quali maschi, cioe, un Ilde-brandino maggiore, un Udebrandino mi-nore, un conte Bonifazio di. Santa Fiora ed un conte Guglielmo I di Soana e Gros-seto ; njentre delle due figlie nubili, donnaGemma e donna Margherita, fece menzioneun lodo del 2 luglio 4245,. dal quäle ap-parisce che la loro madre contessa Ade-lasia era passata alle seconde nozze conNapoleone Visconti di Campiglia d’Orcia,e ehe il suo figlio Udebrandino minoreera sempre sotto la tulela della madre

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come minorenne. Merce detto lodo fu as-segnata la dote di mille marche d’argentoalle dette due figlie, per cauzione dellaquäl dote fu ipotecato il castello di ArcGdosso.

Dal conte Guglielmo I nacquero quelconte Umberto di Campagnalico uccisonel 4259, ed il conte Udebrandino di Soanache nel 4274 fece divisione della conteacol cugino conte Udebrandino, nato dalconte Bonifazio I palatino di Toscana ; ilquäle con gli altri tre fratelli nel 2 otto-bre del 4224 si pose sotto l’accomandi-gia della Repubblica di Siena . (Arch, Dipl.San. Kaleffo dell’Assunta .)

Sono dell’ Archivio medesimo i docu-menti seguenti: uno del 27 agosto 4224,rogato in Siena , col quäle il conte Bo-nifazio stesso confermö al governo sanesee per esso al suo potestä, la promessa diprocurare, che gli uomini di Grosseto sisottomettessero a quella repubblica, Dellostesso anno 4224 e dello stesso mese 24agosto aveva fatta una simile promessail di lui fratello conte Guglielmo Palatinodi Toscana , e nel di 27 del detto mese edanno seguiva la ratificadel conte Bonifazio IPalatino di Toscana . Finalmente con scrit-tura del 7 agosto 4225 rogata nella cittädi Soana il conte Bonifazio medesimo pre-sto giuramento di fedeltä al delegato delpontefice Onorio VII, con obbligo di ri-conoscere dalla chiesa romana quanto eglipossedeva nella contea Aldobrandesca, ec-cettuato il castel di Montalto del quäl feudonon fu data al conte Bonifazio alcuna in-vestitura. (Muratori, Ant. M. /Evi. Dis-sert. XI, t. 4.) Ciö che forse fara piü specieal lettore, sarä quel sentire come tanti illu-slri personaggi (non meno di 20) ivi no-minati si trovassero nel 7 agosto del 4225nella cittä di Soana, nella piazza dell’epi-scopio, alla presenza del cappellano delpapa, specialmente a ciö incaricato, e delnotaro che rogö l’atto.

Ma che tali promesse e giuramenti fos-sero falsi, lo dichiara una bolla direttadue anni dopo (47 settembre del 4227 ,l'anno primo del pontificato di Grego-rio IX) con la quäle ordinava ai contiBonifazio e Guglielmo Palatini, figli del fuconte Udebrandino, di reslituire ai Sanesiciö che avevano loro tolto, minacciandoliin caso diverso di privarli del feudo pa-pale per aver dato essi occasione ai Sa-nesi dell’eccidio fatto a Grosseto . (Arch,Dipl. San., loc, cit.)

Avveratusi che lo stesso pontefice Grego-rio' IX, con altra bolla del 24 settembre