SER
l’anno 4442 l’annalista suddetto, quandodiee che due nobili di Corvaja, Veltro eUguccione investirono il Comune di Luccadella metä del territorio di Corvaja; com-preso in quelle pertinenze anche il paesedi Sala vecchia. Che qtiei nobili insiemecon i loro consorti di Vallecehia domi-nassero in quei tempi in cotesta porzionedell’Alpe Apuana, Io dichiara un otto didivisione fatto nel 9 ott. del 42-19 pressoln pieve di Vallecehia; ratificato poi daaltri di quella consorteria e pubblicato nelvol. II delle Memor. Lucch.
Vero e che in quell’ accordo non si famenzione della villa di Seravezza , siccomenon fu rammentata ne’ patti fatti li 4 di-cembre del 4253 fra il governo di Pisa edi nobili di Corvaja e Vallecehia; per cuinel niese appresso i Lncchesi espugnaronole rocche di Corvaja e di Vallecehia. (To-lomei, Luc. Ann.) E di nuovo nel 4268il vicario lucchese di Pietrasanta , d’ordinedi quegli Anziani, cavalcö con parte dellegenti condotte in Italia da Carlo d’Angiö ,a danno de’signori di Corvaja e di Val-lecchia, distruggendo anche il loro paesedi Serravezza . _ (Guido Corvar., Frag-
ment. Histor. Pis, in R. I. Scriptor., |t, XX1P). \
Spento in cotesto modo il regime feu- !dale di quei baroni di contado, fu riunito |il territorio di Corvaja , di Vallecehiae di Serravezza al vicariato di Pietrasanta !sotto la giurisdizione assoluta della Rep. 'di Lucca . j
Tale si inantenne Serravezza per tutto ;quei secolo fedele al governo lucchese; 'senonche una grave sciagura piombö sopra ;gli abitanti di quesla contrada nel 4429,dopo che i Fiorentini deliberato avendodi portare la loro oste intorno a Lucca ,inviarono costi due commissarj di guerra,Rinaldo degli Aibizzi e Astorre Gianni;ma le imprese loro riescirono di tristofine specialmente ai Serravezzesi; e magi-stralmente dal Segretario Fiorentino furondescritte nel libro IV delle sue Storie fio-rentine; perocchö uno di essi, AstorreGianni, dopo aver quei popoli accettatiin sudditi del popolo fiorentino , dopo averfatto oeenpare alle sue milizie tutti i luo-ghi forii della Valle di Serravezza , obbligöquegli abitanti a ragunarsi nella sun chiesaparrocchiale, e cosi gli prese tutti pri-gioni nel tempo stesso che dalle sue gentifece dare il sacco al paese con esenipiocrudele, senza perdonare ai luoghi pii n£alle donne, cosi vergini come maritate.
!Von dirö del lacrimevole racconto dallo
SER 4287
stesso Macchiavelli messo in bocca ad al-cuni Serravezzesi davanti ai dieci di Balia aFirenze , e solamente ripeterö qui la deli-berazione presa a tal uopo da detto nia-gistrato, che richiamö tosto di lä AstorreGianni, il quäle per le atroci cose ope-rate venne condannato ed ammonito.
Quindi nell’anno successivo (4430) laRep Fior. impegnö ai Genovesi per unimprestito di 45 rnila ducoti d’oro le for-tezze di Motrone e di Pietrasanta , a ri-serva del governo politico di questa terrae vicariato, comecchö la notnina de’suoiministri fosse sempre riservata al governodi Lucca .
Per altro sei anni dopo i Genovesi sottospecioso pretesto si resero arbitri anchedella parte politica e amministrativa, sie-che ebbe da cid motivo la guerra che iLucchesi assistiti dalle genti del duca diMilano mossero 8i Genovesi , in ajuto deiqua li i Fiorentini mandarono truppe nellaVersiiia che conqnistarono il forte di Mo-trone e piü tardi anche Pietrasanta ; fin-che alla pace definitiva del 4444 furonorestituiti ai Lucchesi tutti i paesi e for-tezze da loro occupate innanzi il 4429,esclusi perö i paesi di Monte Carlo e diPietrasanta , col forte di Motrone.
All’art. Pietrasanta s’indicarono lecause che provocarono nel 4477 una nuovaguerra fra i Lucchesi e Genovesi , quandoquesti uniti ai Pietrasantini si mosseroai danni degli abitanti di Camajore; ecome i Fiorentini dopo avere compratodal Campo Fregoso, Sarzana e Sarzanello,nel 4484 tolsero di mano ai Genovesi an-che Pietrasanta in un col suo vicariato.Fu allora che la Cotnunitä di Seravezza ottenne dalla Signoria di Firenze favore-voli condizioni, tra le quali quella di con-servare il proprio statuto civile e la rap-presentanza municipale, e di essere esentedalla gravezza sulle gabelle de’contratti edal dazio del bollo e dal sale, come dauna riformagione del 24 aprile 4485.
Senonche di tali benefizi restarono ingran parte privi i Serravezzesi nel 4494 ;furono consegnate le fortezze di Sarzana ,Sarzanello, Pietrasanta , ecc., alle truppeFrancesi scese in Italia con Carlo VIII ,che due anni dopo vende Pietrasanta contutto il suo vicariato ai Lucchesi, sottoil governo de’quali tornarono anche i Ser-ravezzesi sino al lodo del 28 sett. 4545pronunziato in favore de’ Fiorentini dalpont. Leone X, — V. Pietrasanta .
Allora i Serravezzesi nel novembre suc-cessivo inviarono i loro sindaci a Firenze ,