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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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una larghezza non maggiore di sei migliaa partire dalla Poria Romana a lev. sinoal borro di Fogna a pon.

Confina con cinque comunitä. Di frontea lev, e ostro ha la Com. del Terzo SanMartino , tramezzo al la quäle esiste laCom, ossia la cittä di Siena ; dirimpeUoa greco toeca il territorio comunitativodi Monteriggioni cui sottentra a seUentr.i’altro della Com. di Sovieille, con ilquäle continua a fronteggiare anche di-rimpetto a maestro , finche passata laslrada regia grossetana trova dirimpeUoa pon. e lib. la Com, di Monteroni, conla quäle si accompagna a ostro fino sulponte a Tresca, dove arriva 1’altra Com.del Terzo di S. Blartino, con la quäle ri-monta verso la citta rasentnndo le suemura, girando dalla Porta Roraana perPorta Tnfi, Porta S. Marco, Porta Late-rina di Fonte Rranda e i bastioni dellafortezza fino alla Porta Camullia , dovetrova Ja strada postale roraana che vieneda Firenze , e la quäle percorre fincheentra alla sua sinistra in quella coinuni-tativa di Fabbriea.

Non vi sono grandi corsi d’ acqua; ilpiü lungo e quello del toi'rente Tresca.Ne tarapoco in questo come nelFaltroTerzo di S, Martino non vi e paeseche possa dirsi capoluogo, cosicche isuoi magistrati comunitativi per le adu-nanze relative alla sua comunitä si riu-niseono nel palazzo pubblico di Siena nelle stanze di quel cancelliere comuni-tativo.

Il Terzo di Citta col Terzo di S. Mar-tino hanno assorbito l'altro Terzo di Ca-mullia, dopo che piacque ul granducaLeopoldo col suo regolamento del 2 giu-gno 4777 sopprimere quest’ultimo Terzocol ripartire i suoi comunelli fra quellidei due Terzi superstiti; talche furonoaggregati al Terzo di Citta 40 comunellidell’antico Terzo di Camullia, cioe: 4, SanBartolommeo, 2. S. Prospero, 3. S. Pe-tronilla, 4. Yico d’Arbia, 5. Marciano ,6. F’ontebecci, 7, Uopini, 8. S. Dalinazio.(iVR. Queste ullime due parrocchie at-tualmente entrano nella Com. di Monte-riggiori), 9. Badina Quarto, 40. Castagnoj

I comunelli antichi di cotesto Terzoerano 20, cioe: 4. Agostoli, 2. Arsiccioli,3. S, Apollinare, 4. Caseiano, 5. Certano,6. Formicaja, 7. Fonte Benedetta, 8. Gi-nestrato, 9. Galognano, 40. Montecchio,•14. S. Margherita, 42, Monsindoli, 43. SauMatteo, 44. S. Maria in Tresca, 43. MonteAlbuccio, 46. Monistero , 47, Trozola ,

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48. Terrenzano, 49, S. Teodoro, 20. Volte.

Molte strade rotabili attraversano il ler-ritorio di questa comunitä. Fra le rcgierasenta il suo territorio quella poslaleroraana tanto fuori di Porta Camuliacome fuori di Porta Romana; inoltreesce dalla Porta S. Marco e passa a lib.in mezzo a questa comunitä la strsdaregia grossetana , oltre quella pur regiasuburbana detta di Pescaja, la quäle stic-casi dalla grossetana al Chiesino, ed arrivasulla postale romana alla Porta Camulia.

Pion istarö a dire delle molte strade ro-tabili comunitative che staccansi da qie-ste regie per condurre alle ville signoiili,alle chiese parrocchiali, ecc.

Rispetto alle condizioni geologiche neicontini da maestro fino a pon. il terrilo-rio di questa comunitä e formato di cil-care eavernoso metamorfosato ed in il-cuni punti di serpentina e di gabbroavente molte volte l’aspetlo di una marr.a,mentre nelle piazze dei colli piü vicini aSiena si nascondono queste rocce in massae compatte sotto un tufo giallastro coa-chigliare ricco di ghinje e ciottoli caka-rei. Fra la base del Monte Muggio postaa maestro di questa comunitä e quella de laMontagnola Misi, si estende verso pon. escir. i! noto Pian del Lago stato boni-ficato sulla fine del secolo trapassato.

Nel secolo XIV il solo Terzo di Cittäcontava 5 sindaci, i quali solevano risie-dere a S. Apollinare, a S. Margherita, aMonsindolo, ad Arbiola ed a Trojola.

La notizia del 4348 dava nei tre Terzidi Cittä 234 allirati con un solo cogncm;,42 detti con due cognomi, 28 con piü co-gnomi, oltre 494 eredi, in tutti 2845 al-lirali; piü nel Terzo di Cittä due conventidi fratt leccetani ed una badia, uno dimonache, S. Prospero, giä a Monte Ce!-lese, e tre co.ngregazioni pie.

Niuna chiesa di questa comunitä , im-rita una particolare menzione se non ptrle memorie storiche quella del conventodi Lecceto, l’abbadia del monistero ciS. Eugenio e del convento di S. Prospero,dove furono trasportate le monache ciMonte Cellese, innanzi che fossero ridotlein cittä nel monastero delle Trafisse.

Meritano bensi particolare menzione livilla di Belcare, la torre fiorentina, i dueMarciani, le Volte , il palazzo detto ddDwvoli, la Costa a F’abbri, ecc., ecc.

Vi entrava pure innanzi il 4833 la gran-diosa villa di S. Colombo del collegio To-lomei, ora compresa nella Comunitä limi-trofa di Monteriggioni ,