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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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Utrumento che dice estratto dall’ Arch.Arciv. di Lucca , rogato li 40 ottobre del4009, indiz. YIII (deve dire VII) in locoubi dicitur Suvereto prope ipso castello, incui si legge che il conte Rodolfo, padredel detto conte Ugo, era figlio del fu 11-debrando e mondualdo di una sua nipoteGiulietta, nata dal fu conte Gherardo suofratello, nell’ alto che questa Giulietta simaritö al conte Ugo della Gherardesca fi-glio del fu conte Tedice I. Comunque sianon lascia dubitare che fosse figlio deldetto conte Ugo di Rodplfo I altr.o conteRodolfo che chiamerö II, il quäle nel 4099insieme alla sua consorte contessa Gisla,e dalla sua madre contessa Giulietta donönila cattfidrale di Populonia , allora inMassa Marittima , la metä del suo castellodi Tricasi ora Bandita di quella mensa.Ed era lo stesso conte Rodolfo mancatoinnanzi il 4406 e del quäle si chiamö ve-dova la contessa Gisla in un istrumentodel 20 gennajo 4405 scritto nel cast. diLeccia in Val di Cornia, alloircbe col con-senso del suo figlio Monardo conte Uguc-cione esegui un legato del fui suo niaritocol dohare alcuni beni alla badia di Mori-leverdi.

Io non starö a investigare se qliestoconte Rodolfo I , padre del conte Ugo egenero della contessa Giulietta, figlia delfu march. Guglielnio , del quäle citai unistrumento del 42 maggio 4080, fosse unodegli autori dei conti della Gherardesca,degli Aldobrandeschi, o di altri conti ma-remmani; dirö bensi che nel principio del4200 il dominio di Suvereto dipendeva daiconti Aldobrandeschi , ai quali, se non erro,lo confermö l’irop. Federigo II, col privi-legio de! maggio 4224; e meglio lo di-chiara di quei dinasti un lodo del 4.° ago-sto 4235 pronunziato in Suvereto allapresenza del pievano di Suvereto , la cuichiesa allora era dedicata a S. Cipriano ,e del cappellano della chiesa di Biserno,relativo alle vertenze di certi Visdorninidi Suvereto ed il comune di detta terra;col quäle fu lodato che i detti Visdorninitenevano in subfeudo la detta terra dalComune stesso, cui dovevano pagare l’an-nuo censo,

Che perö i Nobili o Visdomiifi di Su-vereto non si acquietassero al lodo sud-detto lo farelbe dubitare uri reclamo pre-sentato dalf incaricato del comune di Su-vereto li 4 febbrajo del 4243 a Pandolfodi Fasianella 1 capitano generale dell’imp.Federigo II ia Grosseto, acciö si degnasseordinäre ad Ucuni di quei Visdornini mo-

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rosi a pagare le imposte dale ; sieche dopodiversi atti esibiti dalle parti, fu pronun-ziata sehtenza nella ch, cattedrale di SanLorenzo in S. Maria di Grosseto , nellaquäle si dichiarö quei signori tenuti a pa-gare le iniposte comunitative della Lira,non giä del censo o tributo che il Comunedi Suvereto e non i Visdornini, retribuivaannualmente ai conti Aldobrandeschi diSoana (Arch. Dipl. San,, Carte della Com,di Massa).

Da quest’ ultima espressione pertantoemergono due veritä; la prima che il co-mune di Suvereto aveva ottenuto unaemancipaziöne dai conti Aldobrandeschi ,ai quali per tale effetto retribuiva un censoannuo, e la seconda che i Visdornini diSuvereto ebbero in subfeudo il paese oalcune sue parti dal comiine stesso.

Arroge a ciö un . altro istrumento del4274, col quäle il conte Ildebrandino de--gli Aldobrandeschi di S. Fiora a relazionedel giudice decise in favore del Comunedi Suvereto sopra un ricorso fatto da queiVisdornini che nori intendevano pagare ildazio della Lira (ivi). Inoltre con attopubblico del 4.° marzo 4287 il poteslä diSuvereto con i capitani e consiglieri didetta terra eiesse un sindaco per recarsia S. Fiora , ad oggetto di prestare giura-mento a nome di detta Comunitä ai trefratelli conte Uberto, Bonifazio ed Enricofigli del defunto conte Ildebrandino diS. Fiora e ad oggetto di rinnovare conessi l’atto di franchigie in favore del co-mune predetto (ivi).

Infatti nell’atto di divisione del dicem-bre 4274 il cast. e distretto di Suvereto fu dato al ramo degli Aldobrandeschi diS. Fiora, e segnatamente del conte Ilde-brandino di Bonifazio seniore, di cui fu-rono figli i tre conti preaccennati; aiquali ci richiama altro istrumento del 44febbrajo 4297 scritto nel castel d( SantaFiora , nel quäle si rammentano altri fi-gli di detto conte, cioe i conti Bonifazio,Enrico, Guglielnio ed Udebrando, fratellitutti e figli del fu conte Ildebrandino diS. Fiora , i quali mediante quell’atto ven-derono per lire centosei di moneta pisanaalla moglie di un nobile da Suvereto , laterza parte del loro terrilorio posto inCasalungo nei confini ivi descritti (lococitato),

Cotesti soll fatti autentici bastano a farrivedere chiunque che i Visdornini diMassa o di Suvereto non furono mai pa-droni diretti di Suvereto , essendo essicensuarii di quei comune che riconosceva