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u seit, di Mario, Giur., Dioc. e Comp, diSieno. — V, Murlo , Comunilä,
TIRLI nella Maremma Grossetana inVal di Bure. — Yill, con chiesa plebana( S. Andrea), nella Com., Giur. civile ecirca iniglia 6 a sett. di Castiglion dellaPescajo, Dioc, e Comp, di Grosseto .
Siede presso la sommitä di un monteomonimo, donde scendono ie fonti deltorr. Anzio , tributario del padule di Ca-stiglione, duvanti alla penisola della Ba-diolo, mentre dal lato opposto del montele aeque raccolte dal torr. Logo si vuotanonel flumieello Alm».
Una delle piü antich'e rimembranze delmonte di Tirli e del torr, Ampio si tro-vano nell’atto di donazione dell’anno 815fatto dull’iinp. Lodovico Pio alla Badia diS. Anlimo in Val d’Orcia; piü tardi, peratto degli 14 agosto 4418, Bernardo, ve-scovo di lioselle, diede ad enfiteusi ai monacidi Sestinga una metä di tutto ciö che lasua niensa possedeva nel monte di Tirli,coinpresavi la contrada di Tirli.
Finalmente rammenta il popolo di Tirlie la sua parr. la holla spedita nel 4188dal pont. Clemente III a Walfredo, vescovodi Grosseto .
Fu poi celebre il monte di Tirli peressere stato destinato ad eremo da S. Gu-glielmo, ehe lo abitö con molti crociatidi Rodi , per cui quell’eremo fu detto an-che Stabulum Rodi od Eremo di S. Gu-glielmo,
La parr. plebana di S. Andrea a Tirlinel 4845 aveva 430 abit.
TIRLI ne.il’ Appennino di Firenzuolanella Yalle del Santerno. — Yill. con ch,prioria (S. Patrizio), nel piviere di Ca-maggiore, Com., Giur. civile e circa 7 mi-glia a lev. di Firenzuola, Dioc, e Comp,di Firenze.
Siede alla destra del Santerno , nellependici settentrionali del monte Fazzola,che separa la volle del Santerno da quelladel Senio, sul confine del Granducato conlo Stato Pontificio dalla pnrte d’Imola ,
La parr. di S. Patrizio a Tirli nel 4845contava 591 abit.
TITIGiNANO nel Val d’Arno pisano . —Yill. con ch. parr. (S. Ilario), nel pivieredi S. Lorenzo alle Corli, Com, e circatniglia 4 a pon.-maestro di Cascina, Giur.di Poggibonsi, Dioc. e Comp, di Pisa .
Siede in pianura a pon, della stradaregia postale livornese e del corso del-l’Arno , dirimpetto alla Badia di S. Savinoo Montiore ed al borgo di Riglione.
Troyonsi memorie di questo Titignano
TIZ
fra le superstiti in molti archivj di Pisa ,a partire dal secolo XL
Attualmente nel popolo di Titignanoesiste una grandios» villa signoriie, chefu de’ signori Ceuli ora Upezzinghi.
La parr, di S. Ilario a Titignano nel 4845noverava 691 popolani.
T1ZZANA nella Valle deli’Ombrone pi-stojese. — Cast, con anlica chiesa plebana(S, Bartolommeo), capoluogo di Com., nellaGiur. e Dioc, di Pistoja, Comp, di Fi-renze .
Sopra una deliziosa collina che formaun risalto alla base del monte Albani, aduna elevatezza di circa 510 piedi sopra illivello del mare, restano gli avanzi di que-sto Cast, che trovasi un inezzo miglio aCavaliere della strada regia pistojese nelgr. 28° 40’ longit, e 45° 50’ 00’ latit., circa3 miglia a maeslro del Poggio a Cojano,7 miglia a scirocco di Pistoja , 2 miglia asettentrione-maestro di Carmignano , equasi tre miglia dalla sommitä di MonteAlbano e dalla torre di S. Alluccio cheresta al suo libeccio.
Chi prestasse fede ad un privilegio at-tribuito a Carlo Magno in favore dellabadia di ISonantola, crederebbe che fossequesta la corte di Ti^zano o Tiz/.ana ivirammentata.
Molto meno io credd yj sia chi sj lasciconvincere dall’ etimologia che alcuni sup-posero di questa contrada, derivandoludalla geilte romana Tiziana.
Qualunque sia la liisogna,-senzn oppro-vare ne oppormi a tuttociö, io mi limitoqui a fare osservare che la storia nondubbia di questo luogo non si trova primadella metä del secolo XIII ; quautunquefino d’allora si rammentono da uno storicocontemporaneo le sue mura castellane,intorno alle quali nel 4251 posero Fasse-dio i Fiorentini , allora in guerra con iPistojesi, ed ebbenlo a patti il 24 giugnadi detto anno. (Ricordano Malespisi, Slor.Fior,, cap. 454).
Delle quali mura castellane da grantempo non restano che poclie tracce in-torno alla sommitä di quel colle, con po-chi fondamenli del suo cassero o torre,denominata tultora la rocca.
Una piazza quadrilatera ha da un latola sua pieve, a cui dirimpetto il pretorio,mentre e rimasto il vocabolo di Pievevecchia ad un oratorio situato fuori delcastello, nella via che scende dal paesealla chiesa di Seano.
Infatti ne’ vecchi statuti di Pistoja allarubriea 424 doye si parla di confuii ler-