Band 
[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
Seite
1474
JPEG-Download
 

4474 VAD

nel vol. V, p. II del!e Memorie Luccliesifu scritta neH’anno 753 in Lucca , nellaquäle si tratta della fondazione e doto-zione della chiesa di S. Pietro in VicoGassiana presso Vaceole, dove riferiscealtra carta dell’ Arch. 4rciv. medesimodel dicembre 718, con la quäle il vescovoTalesperiano con licenza di Walperto, ducadi Lucca , coneede ad un accoiito la ch.di S. Prospero d’Antraccoli, inentre nel-i’ anno dopo in altra memlirana scritta inYaccolc nel inarzo del 719 presso la ch,di S, Lorenzo e di S, Valentino da al-tra pia persona furono donati altri benia questa chiesa di Yaccole. — V. Lucca .

La parr, di S, Lorenzo a Yaccoli nel4844 contava 1326 abit.

VADA nella Maremma pisana. — Scaloanlico con fortilizio e cala davanli , ca-pace per i legni di mezzo bordo, fra lafoce della Cecina a ostro e quell» delfiumicello Fine a sett., dove fu un anticomonastero (S. Felice) ed una chiesa ple-bana (SS. Giovanni e Paolo), da lungamano l’uno e I’altra distrutti; ora sottoil popolo di Rosignano , Com,, Giur. rne-desima, l)ioc. e Comp, di Pisa ,

Questa cala col porto fu celebrata daCicerone , da Plinio e da llutilio Numa-ziano; nppellavasi Vada Volaterra per ra-gione che ai tempi della Repuhblica, e.forse anco sotto il romano impero, cote-sto porto faceva parte del territorio vol-terrano, il quäle probabilmente estende-vasi fmo al fiuine Fine. — V. l’Art, Fine,Albino Cecina (Villa di) e LittoraleToscako.

E ignota perö l’epoca in cui Yada cessödi far parte del territorio volterrano; sisa bensi ehe diversi nobili pisani avevanopossessioni in Vada, sia quando S. Wal-fredo nel 754 assegnö una parte delleSaline di Vada alla sua badia di Palaz-znolo a Monteverdi , sia quando tre altrifratelli pisani ne! 780 donarono alla lorobadia di S. Savino presso Pisa , parte diquelle saline col patronato della ch. parr.de’ SS. Giovanni e Paolo di Vada. Laquäl chiesa e dichiarata plebana da unatto pnbblieo del 26 aprile 4043 editodal Muratori ne! vol. III delle sue An-tichitä toscune , nientre giä esisteva ilmonastero di S. Felice a Vada. Dirö inol-tro coine nei contorni di Vada esistevaquel castel di Vetrignano dove si riuni-rono tntti i sei figli del eonte Tedice Idella Gherardesea, quando nel 4022 ilprimo di novembre, fondarono la lorobadia di 8. Giustiniano a Falesia presso

VAD

Piombino, mentre parla del monastero diS. Felice e del vicino castel di Vada unamembrana del monastero di S. Paolo inOrto di Pisa del 30 maggio 4040 (Arch.Dipl. Fiorloc. cit.)

Chi poi visitö nel 4832 la pianura diVada, e torni oggi, nel 4846, a rivederequesta giä deserta e pestifera contradadovrä concludere, che non tutte le toscanemaremme sono insanabili.

La metamorfosi prodigiosa che in sibreve giro di anni ha subito cotesta partedi maremma, con la riduzione di tantiboschi, marrucheti e stagnuoli in altret-taoti aperli e ben ventilati poderi, attra-versati da nnove strade regie, da 90 e piucase coloniche , fabbricate di nuovo edabitate da altrettante famiglie , senza lanecessita di piü fuggire altrove a statare,tuttociö giova assaissimo per risponderetrionfalmente al gran problema, che perbonificare le maremme vi e d’ uopo dimani vive , benefiche e poderose, comequelle ndoprate da un inaguaniino prin-cipe a favore della marina di Cecina edi Vada. — V. Fitto di Cecina e Rosi-gnano , Conuinitä.

VADO e GELLO nella vallecola di Ca-majore. _V. Gello di Camajore.

VADO (S. MARTINO a) nel Val d’Arnocasentinese. — Pieve anticn giä detta diS. Martino in Tertinula, con l’annesso diS. Nicolö a Vado nella Com. e circa mezzoiniglio a greco del castel S. Nicolö, Giur.di Poppi , Dioc. di Fiesoie , Comp, diArezzo .

Quest’antica pieve, che e la parr. delcapoluogo e di Strada , trovasi sulla ripasinistra del torr. Solano, mentre il castelS. Nicolö si alza sopra un poggio alla suadestra, per cui i parrocchiani dovendoguadare il torr. di Solano, credo che glidassero il nomignolo di Vado. Della quälchiesa plebana si hanno notizie lino dal4024, quando si disse in Terdinola, nel-l’atto di dotazione del monastero di Sanäliniato o! Monte sopra Firenze . Perö illoogo di Vado esisteva lino da quella etä,mentre una corte di Vado nel Casentino■fu nel marzo 4029 posseduta dai contiGuidi, uno dei quaü, il corite Guido delfu conte Tegrimö, slando nel suo cast. diStrumi in quel di la donö alla sua badiadi S. Fedele a Strumi, poi a Poppi . Lapieve di S. Martino a Vado nel 4299 con-tava 47 popoli, ridotti oggi a 43, cioe4, Pieve di S. Martino a Vado , 2, SanNicolö a Vado (riunito alla pieve), 3. San-t’Angelo a Celica, 4. S. Pancrazio a Ce-