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[Volume quarto. Parte prima. Parte prima.]
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ciltadini. Degli scliiavi se ne scelsero imigliori sei e con Giovanni Maria Rodo-galeta furono spedili in dono al vicerüdi Napoli Pietro de Silva, il quäle mani-festando con sua lettera il sommo gradi-mento, donö alla cittä lartiglieria dellagalera, sei ancorc ed il inetallo e ramerinvenuto nella galera raedcsima. Gene-rosamente poi da Gallipoli furon riman-dati nclle rispettivc loro case, provvistidi tulto il bisognevole i dugento e piüsehiavi di Lipari e di Oariati.

Nel 1809 a 24 agosto venne nel porlouna floltiglia inglese , composta di unvascello, una fregata e dieci barclie bom-bardiere e cannoniere, richiedendo larosa della piazza, che fu negata. Nellanotte de 24 e 25 di quel niese princi-piarono glInglesi a battere la cittä edil castello, e furon sempre corrispostidall una e dall altro con eguale ardore,quantunque si avesse poca artiglieria diferro, male in ordine, e si mancasse ditruppa. I soli cannonieri Gallipolitani edin iscarso numero, rinnovarono corag-giosi gli eseinpj dei loro predecessori.Circa 700 colpi di cannone furon tiratidagl Inglesi, ma niun danno ne risultöalle personc c poco al castello ed alleabilazioni. I legni solfrirono, e nel gior-no seguente si allontanarono.

Nel 1029 e 50 fu fabbricata 1 attualechiesa cattedrale sotto il litolo di SantaAgata , essendo vescovo Consalvo de Ruedaspagnuolo. La molta spesa occorsa per laedificazione fu principalmente supplitacol denaro lasciato a tal uopo da Gio-vanni G iacomo Lazari gallipolilano, uomodi lettere, medico, filosofo, matematico,lettor pubblico di tali facoltä in Messina e protomcdico nella Sicilia . Gontribuian che in parle il vescovo, concorsero lepubbliche Offerte emolli citladini, ai qualisi concederono i patronati degli altari,delle cappelle e di alcuni sepolcri chesi'stabilirono nella chiesa, sborsando dellesomme per la fabbrica. Gli architettidel magnilico edificio furono FrancescoBischetini e Scipione Lachibari di Galli-poli, i quali a 27 maggio 1629 incomin-ciarono, merce P opera di molta gente, ademolire 1 antica chiesa, e nel giorno 51del mese istesso con molta pompa e so-lennitä e coliintervento del capitolo eclero, del sindaco, degli eletti e del po-polo si giltö la prima pietra del nuovoedificio.

La chiesa e divisa in tre navi che so-no separate da quatlro archi in ciascun

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lato, soslenuti da sei colonne, pcrche vi-cino alle alc maggiori son duplicate.Sotto ad ogni arco vi e una cappellacoli altare corrispondentc, cosicche sottole due navi picciole esistono otto altari,che coi due situati nelle due ale in formadi due grandi cappelle, e con altri duein cappelle piu piccole rimpetto le navilaterali, e con 1altare maggiorc for-mano il totale di tredici altari. E lungala chiesa palmi 118, non compreso ilcoro dielro 1 altare maggiorc. La lar-ghezza in tutte le tre navi e di palmi84 , e nella crocicra si eslende peraltri palmi 15 da ciascun lato. Le duenavi piccole, la crocicra, il coro sono avölta di pietra. La nave grande e a tetto,vestita di belle pitlure, ed a tetto e purela cupola, poggiala sopra i quatlro an-goli medj interni, e nella sua intera 'c-stensione e coverta da un gran frescorappresentante il martirio di SantAgata ,piltura del cavaliere Carlo Malinconico.Sono opere dello stesso tutte le pitluredelle mura laterali, della völta, del coroe sul cornicione della nave di mezzo, epropriamente sopra i quattro archi diciascuna delle due navi piccole, tra i fe-nestroni, tutli rappresentanti 1 istoriadella mammella di Sant Agata , trovatanel litorale di Gallipoli. Il coro di legnodi noce, dielro 1 altare maggiore e uncapolavoro dellarlc: fu costruilo a spe-se di monsignor Filomarini. Larteiice fuun tedesco , Giorgio Avcr: costui lavoröbcnanche il pulpito con legni di noce.Vi sono in detta chiesa due organi fattia spese di detto monsignor vescovo: unok sito a pian terreno dietro laltare mag-giore e 1altro sullorchestra. La portagrande e adornata da un gran quadro,piltura del detto Malinconico, che espri-me il rispetto dovuto al tempio. Non vie campanile, ma nella sommilä della fab-brica sonosi formale alcune basi che so-stengono tre campane. La piü grande fufusa nel 1744 a spese di monsignor Pi-seatori, ed e del peso di libbre 2700; laseconda da regj cconomi, dopo la rinun-cia di monsignor Gervasio nel 1790 , edi libbre 1800; e la terza da monsignorDanisi nel 1804 e di libbre 900. Ila lachiesa nellesteriore unelegante prospet-tiva, con bell ordine di architettura dipietra di carparo, con diverse statue dipietra leccese. Fu costruita da monsignordella Lastra nel 1696: ha tre porledin-gresso, una grande nel mezzo c due la-terali piü piccole. Da ponentc e tranion-