Band 
[Volume quarto. Parte prima. Parte prima.]
Seite
457
JPEG-Download
 

GRA

rie ed i danni di un secolo non gia, ma dimoltissimi. Dappresso al caslello fiorisceil boschetto delle Mortelle (poelico era-blema di Porlici!), deliziossimo per l'odo-re che spande in alcune ore del giornoe bei contrasto fa all occliio dellartistaquel cupo verde che alternasi col brunocenerognolo della pietra di lava. Lavoransiqni pure le pietre per lastricar la cittä,che basoli son dette dai Napolefani.

GRANDE J. Questo nionte formaparte del rovescio orientale degli Appen-nini che gnardano dalla parte opposta lapianura di Terra di Lavoro: trovasi pro-priauiente ad un miglio circa da Cajazzo,e dislinguesi questa montagna, perche deltutto dissimile pe caratteri orittognosticidal resto degli Appennini, comunque adessi annessa e quasi appoggiata.

! Ha unampia fenditura verticale obbli-! quamente diretta, che forma come uno| spazioso vallone, le facciate del quäle mo-strano la stratificazione rettissima dellaj montagna c prolungafa per molto tratlo.

! Gli strali sono di poco inclinali alloriz-Ü zontc e diretti dal nord-ovest al sud-est,con una grossezza che varia da quattroa sei piedi.

GRANDE II. Presso la imboccaturadel Sele, vicino al comune di Capaccio,in Principafo Citeriore, e unlago che chia-masi Grande per distinguerlo dal Piccoloche alle foci del Tussiano.

GRAN-SASSO. Tialemontagne Cor-no-piccolo e Tre-torri sinnalza maestosoil Gran-Sasso dItalia , dettoanche Monte-Corno, il piü eccelso ed il piü erto ditutti gli Appennini, che si spiccano dalleAlpi marittime e si diramano fino al CapodellArmi. Da Servio si raimmenta, nelleosservazioni al X libro del 1 Erleide , ilCunarus mons nel Piceno: .Cunaro duciquidem nomen datum a Cunaro, qui inPiceno est. Si opina dal Cluverio che fosseil Monte-Corno qui inter Vornanum, Ater-numque et Velinum armnes , vulgo nuncdicitur incolis Monte-Corno.

Giusta le misure barometriclie e termo-metriche dato dal Dellico, laltezza di Mon-te-Corno o Gran-Sasso si eleva sul livellodel mare per 9877 piedi parigini (quasi11,991 palrrii napolitani) cioe per 889 dallido a Teramo e per 649 da Teramo adOrnano, e per 8039 da Ornano alla eslre-mitä del verlice. Nella tavola metrica delReus, dal quäle il monte non e stalo vi-sitato, si trova segnata laltezza per 8283piedi ed in quella di Schouw per 9060.

Si attribuisce alla scconda consolidazio-

G.RA 487

ne del globo 1 epoica del Monte-Corno,come disvela da su in giü la sua calca-rea s tratiforme a grana compalta, a biancosmaccalo, a frattura liscia terrosa privadi lustro. I suoi strati piü bassi sono in-clinati all orizzonte p>er circa 43 gradi:quclli che li soprastano sono affatto oriz-zontali, sopra de' quali giacciono i per-pendicolari e piü sopra i quasi orizzon-tali. Le parti quarzosesubordinate in istratialla calcarea, debbono considerarsi con-temporanee alla sua massa quando 6ramolle. In piü bände appariscono sottolaspetto o di quarzo agata molare-caver-nosa o di quarzo agata piromaea. A tra-verso di una fenditura del lato setlentrio-nale si osservano palle agatine vüte nelcentro a guisa delle geodi; ed in piü luo-ghi si vedono corpi estranei disposti invarie forme. Piü che negli alti sono pa-tenti negli strati inferiori le conchigliefossiii, specialmenlc i corni di aminone ele tubularie, pianlo marine pietrose. Lasua base e tutta coperta di praterie e diboschi: denudato e tutto il riinanenle.Balze alpestri, valli profonde, voragini or-rende, dirnpi immensi, opere di cataclismiidi tremuoti, di fulmini, di alluvioni nellungo corso de secoli, rendono malage-vole e pericolosa la salita (ino all aereacima, ove trovasi un piccolo piano incli-nato di massa uniforme alla detta calca-rea, e donde veggonsi come in panorama1 intero Abruzzo , lo Stato Romano (diceGiuseppe Del Re), la Terra di Lavoro, iicontado di Molise, la Puglia ed i due mariche bagnano Italia e le opposte spondedella Dalmazia . Prima di pervenire al dettopiano sincontra altro gran ripiano dettoCima di Corno, quasi cinto del tutto daalte rupi che ne formano una speeie diconca, ove la neve e si solida che nep-pure nella stagion e estiva riceve alcunaimpressione dalle pcdate piü fort! de comtadini. In mezzo scorre un perenne ru-scelletto, il quäle non si gela mai, nonostante che passi sopra un letto di duris-siino gelo.

11 celebre Pontano fece di questo puntola seguente descrizione:

Est prscutinis in montihus horrida cautesIndigen* vocitant Cornu , de vcrtice cujusManat aqu® gelidus per saxa vigentia tovrens.Hunc uon amra cavi montis, non humida vallisEruptat, non vis sup«ras impelüt nd horas.

Verum aer rip® admotus circumque supraqueRimosoque latens sul) fomite sudat; ul ipsumFrigus et algentem senlit per tnembra vigorem ,Stiilatimque cadit fluilans, cuvsumque secundai

58

REAHK D! NAPOLI