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e Siconolfo avvenne nell’anno 881; quasitutti i conli ed i gastaldi vi intervenneroed ua gran numero di questi la solto-scrissero unitamente con quesli principi.Si trova nell’ opera del l’ellegrino il Ca-pitolario, che Radalgiso fe’ nella circo-stanza di questa divisione, ove i limili# de’ due Principati sono esattamenle ri-feriti. '
Si couipresero nel Principato di Sa lerno , piü Castaldati, ed un gran nunierodi castella, Taranto , Latiniano, Cassano,Cosenza , Laino, Lueania, detta altrimentiPesto , Conza , Montella, Rota, .Salerno ,Sarno , Cimilile, Furcolo, Capua , Teano ,Sora, e la melä del Ca-taldato di Ace-renz.a, daila parte ove confina con Lali-gnano e Conza . I principi fecero la lororesidenza in Salerno , che divenne perquesta ragione, la piü considerevole dilütte le cittä della provincia. Essa, eraben forlificata, almeno avuto riguardo aitempi, avea conservata la cinta di buonemura liancheggiate da torri, fabbricateda Arecli, che si servi di questa cittäconie di una piazza forte, ove egli si ri-tirava, allorche la siluazione de’ suoi af-fari gliene ne faceva una necessitä.
In questo trattato di divisione si con-vennero diversi arlicoli, di cui i princi-pali furono: che Radalgiso riconoscendoper legitlinio principe di Salerno , Sico-nolfo ed il successore, che egli elegereb-be, non causerebbe alcuri dislurbo nelPrincipato. Che essi riunirebbero ie loroforze, per caeciare i Saraceni dai loroStati. Che i sudditi dell’uno e dell’altroPrincipato si asterrebbero da ogni QSti-litä, e ehe ciascuno potrebbe goderelran-quillamente de’ suoi possessi. Che special-mente non sarebbero inquietati coloro,che dal Piincipato di Salerno anderebberoa visilare il Sanluario di S. Michele sulmonte Gargano , sito negli Stati Bene-ventaui. Che tutti i vescovi, abbati, ec-clesiastici, di qualunque rango essi fos-sero sarebbero obbligati a rilornare nelleproprie diocesi, monasteri o chiese, e sequalcuno rinutasse di obbedire senza le-gittime scuse, vi sarebbero stati costretticolia forza, eccetto gli ecclesiastici ini-piegati pel servizio del principe nel suopalazzo. Questi ed allri articoli furonoconvenuti, ed ambedue i principi promi-sero con giuramento l’esalta osservanzadel trattato nelle mani del re Ludovico,che fu presente, c con l’inlervenlo del-l’autorilä dell’imperatore Lctario, cheque’ principi chiamarono nostro Jmpera-
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tore ed al quäle essi promisero di rima- ■ner fedeli allo stipulato contratto.
Siconolfo primo principe di Salerno nongode lungo tempo delle dolcezze dellapace. Nello stesso anno 881 prevenutodalla morte, fu privato del potere di consecrarsi a stabilire piü solide le fonda-menta del suo Principato. Egli Io possedeper dieci arini e qualche mese, a contaredal giorno che fu proclamato principedi Salerno , ma sempre in mezzo ai tor-bidi ed alle agitazioni, ed infine eglimori nel mouiento che stringeva la ri-compensa dovuta alle sue fatiche ed alsuo eslremo valore. Sicone suo uuico fi-glio, ancora latlante gli successe, sottola tutelä di Pietro suo padrino, Ma Pie-tro, infedele alle promesse falle all’eslintoSiconolfo, prima si feee collega a Siconenella sovranita, quindi si associö il pro-prio figlio Ademaro, allonlanundo Siconesotto preteslo di educarlo al la corte deldetlo imperatore Lodovico II, dopo diche il fecero finalmente perire di lentoveleno.
Ademaro ebbe solo il comando dopola morte di Pietro suo gemtore; ed ilfratello di lui, che parimenti chiamossiPietro, fu f.itto vescovo di Salerno . IJnacongiura fomentata dai conti di Capua confinö Ademaro in una oseura prigione,ove Guaifero I divenuto principe di Sa-lerno Io privö della vista. 11 nuovo so-vram> allorilanö col valore delle sue arraii Saraceni, che furiosamente irrompevano,e memorando h l’assedio, che con intre-pidezza sostenuc, onde fu liberato conl’ajuto dell’imperatore e del principe diBenevenlo. Gli successe suo figliuolo Guai-maro I che i Mussulmani rnoito travu-gliarono, debole essendo l’assistenza, checlavangli i Curlovingi; .perloche dovetlericorrere agli imperatorl orientali; ma fuben presto costretlo a far causa comunecol duca di Spoleto per discacciare i Gre-ci, onde non esser viitima della loro per-fidia. Adelferio, gastaldo di Avellino , vio-lando bruttamente l’ospitalilä cavö gliocchi a Guaimaro, che in una notte aveapreso albergo nel suo castello, e sebbeneil cieco principe rientrasse ne’ suoi Stati,inasprl lalmeute i suoi sudditi con attidi crudeltä, che venne deposto e sopran-nominato di cattiva memoria. Guaimaro IIsuo-figliuolo giä associato al Regno visi soslenne, mentre il padre terminava lavita in ceppi nella chiesa di S. Massimo,ed a lui per distinguerlo fu dato il so-prannome di buonu memoria. Ebbe perö