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colo sono eoltivati in varie parti, ma nonin assai grande quanlitä. lnternamentenon sono gran fatto eurate le pianlagionide’ boschi ; le piecole selve di quercie ,di frassini, di olmi e di pini che copro-no alcune parli delle monlagne sonoproprietä de'ia corona, e se ne potrebbetrarre miglior profilto in paragone dellievissimo che se ne ricava se fosseromeglio avnminisfrale. Vi sono dei pascolieceellenü, e quindi vi si fa del burro , edel caeio di squisilo sap<>re , ma la curadei bestiame ü ancora Ioniana dall’esseredi quella imporlanza , che polrebbe di-venire. Vi sono vili che danno frutti duevolle ed anclie tre l’anno , eine la mag-genga , l'agostana e la novembrina, e diesse si oltengono prcgiali vini , e seelteuve passe. II distrelto inlorno a Marsallae la sede prinoipale della collura del vi-no, e vi e diveutato un importantissimoraiuo d industria , ed uno de’ principaliArticoli di esporlazione. 1 snddetti pro-dotti, e piü le sete, le .gomme, le esseu-ze, il tartaro, il sale, il corallo, l’ambra,il lonno e le acciughe sono gli oggelliche ordinariainente si esportano.
La Sicilia e doviziosa in produzioniminerali, poiche vi hanno miniere d’oro,d’argento, di piombo, di ferro, di rame,ma non s.e ne enra l eseavo. II marmo ele pielre da fubbrica sono ancora abbon-danti. llivengonsi agate, diaspro, porfido,smeraldi, alluuie, alabaslro, pelrolio, sal-nitro, miniere di sale che si sono scovertepresso Castro Giovanni nel cenlro deli’i-sola Le piii importanli perö sono le mi-niere dello zolfo. Queste si conoscono daIrecenlo anni , jua e solo dopo il 1820che se ne e preparato una grande quantilä per 1’esportazione. Presso Messina euna cava importante di carbon fossile.L’ ambra gialla di specie piü diafana diquella del Baltico trovasi comune in vi-cinanza ali'Etna particolarmente alla focedella Giarrelta. Vi sono alcune fonti sol-forose che coi loro vapori procurano agliammalati salutari sudori. Vi sono nonpoche montagne e valli che continua-mente esalano vapori caldi, e produconofonti di acqua bollente , beuche moltoloniani dall’Etna .
I buoi sono adoperati per il lavorodelle terre come pei trasporti a mezzodi carri , ma per viaggiare si usano imuii lanur notabili per la destrezza nelsuperare le strade scoscese, e per la loropazienza nel sopporlare le piü aspre fa-tiche. Comunissima la selvaggina; si ri-
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trovano in Sicilia la raaggior parte deglianimali del continente Europeo . f\e’ piüal ti monti ed anche in quelli prossimi aPalermo e sedentario l’avoltojo cinereo,Sülle Madonie nidifica il barbuto 3 e passain certe siagioni il capovaccaro. L’Aquilareale non e rara nei boschi di Liuinedi INisi, difficile a trovarsi invece la Bo-nelli. Abiiondantissima e la pesca su imari che bagnano le cosle siciliane, ed imercati anche nelle citlä medderraneene sono largainenle provvisti. Si pescanoin quantilä acciughe, Sardelle e tonni :di quesl’ultimo pesce in alcuni anni sene pi'es ro lino a 23,000. Si pescano pu-re pinne marine, e murene, quest’nltiuiae una specie di angu lla, eil- rade v-.ltelro»asi altiovese non nelle spiaggie dellaSicilia e della bassa ltilia. Era moltograta ai ralfinali palali degli antichi Pa-trizii Romani, e siccoine e il miglior pe-sce che si possa gusiare, cosi non c’erabanchatto ragguardevole in cui non fo'sepresentata tale vivanda. Non 6 esso negrassüj ne inslpido, come sono ordinaria-mente le anguille , in modo che se nepuü mangiare in quantitä senza gravepericolo ; la sua carne e biarica come illalte , e molto delicata e saporila. Anchein oggi rade volle si trova sopra i «mr-cati di Napoli e Sicilia , pniche la simanda alle varie Corli di Europa . Per-fettissimamenle vi riescono i bachi dasela. 11 Re Ruggero ne) XII secolo fu ilprimo, che dalla Grecia recasse in Siei-iia, e quindi in Ilalia , i bachi filugelli ,dalla Persia trasportati a Costantinopoli in teinpo di Giusiiniano; in pochi annil’Isola vide numerosissime piantagioni digelsi.
La varietä delle produzioni dell’ I.sola,la bonlä de’ suoi porti, la siourezza dellanavigazione intorno alle sus cosle , po-trebbero estendere molto piü il suo com-niercio, se si moltiphcassero specialmentele strade maestre interne , finora ad untroppo pieviol numero bmilate. Quelleche si sono aperte, e che mene l’opero-sita del govnrno si stanno tnttaua peraprire , daranno certameute nuova vitaall’ agricollura , ed allo smercio de’ suoinaturali proiiotti. Dal principio del secoloaftuale in pni si sono aperte slrade car-rozzabili nella lunghezza di 3fi0 rnigliafra Trapani e Catania , e fra Palermo eMessina . Le enormi masse di gesso cherinvengonsi nei monti centrali, potrannocosi trovare un utile impiego , sia comecostruzione , sia come oggetto di espor-
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