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di peste, formando nelle occorrenze un cordone sanitario; fu poi imposto anche l’ob-bligo di tradurre i prigionieri al capoluogo di provincia ed alla capitale, di prestarebraccio armato alla truppa di linea per l’arresto dei malfattori, ed allreltali carichi.
Secondo 1’ ultimo censimento, gl’inscritti nella Guardia nazionale sono 69,778, deiquali in servizio ordinario 67,446, nella riserva 22,332.
II numero dei fucili da essa ritenuti ascende a 8486.
L’ origine poi dei cosi detto barroncellalo risale ai tempi dei dominio spagnuolo,quantunque fin dall’epoca della reppubblica Sassarese fosse creata una societä armataa conto dei Comune per reprimere i delitli conlro la proprietä privata. Ma furono gliSpagnuoli che lo regolarono meglio ed estesero a tutta l’lsola.
Non pochi raiglioramenti poi vi si introdussero recentemente, e in special modocolla legge 22 maggio 1883 , conservando sempre il suo scopo di garantire la pro-prietä dei privati.
El organizzato eome segue. Ogni popolazione puö avere una compagnia piü o menonumerosa di barroncelli , secondo il bisogno. II servizio di questa, un tempo obbliga-torio, ora non lo ö piü.
£ formata da uomini di conosciuta probitä e possidenti. La comanda un capitano,ed in sua vece un luogotenente, il quäle ha sotto di sö altri ufficiali, sotto-ufficiali ecaporali, eletti dalla compagnia, nelle forme e modi che si praticano perla guardia na-zionale.
Il servizio della Compagnia dura un anno, cominciando ordinariamente dal 1 ago-sto, epoca in cui si suol ricevere dai proprietarii le denuneie delle loro possidenze.
In base a tali denuneie pagano essi una quota che si versa in una cassa comunedalla quäle il proprietario ö indennizzato dei danni che puö palire per furti o guasti.
ln fin d’anno dalla cassa detraggono le spese fatte; il rimanente e diviso ineguali porzioni fra i componenti la compagnia, qualsiasi d’altronde il grado occupato inessa.
Non ommetteremo di aggiungere che siffatta instituzione in alcuni luoghi ebbebuon esito e si fortificö; in altri appena nala cadde.
Termineremo col dire qualehe cosa delle parecchie torri che tratto tratto si veg-gono lungo il litorale dell'Isola .
La loro costruzione risale al tempo dei dominio di Spagna : essendo state in-alzate da Filippo II , il quäle creö all’ uopo una rendita annua di 12 raila ducati, im-ponendo un dazio sui coralli, sulle lane, sui cuoi e sul cacio che si esportavano.
Furono da principio in numero di 94; oggi non sono piü di 67.
Erette allo scopo di difendere l’lsola dalle frequenti incursioni dei corsari d’Africa ,furono munite di guardie e d’ armi e comunicando le une colle altre per mezzo difuochi e di altri segnali, servivano ad osservare specialmente i luoghi di facile approdoavvisando le popolazioni limitrofe in caso di pericolo, acciö si meltessero in salvo edacorressero alla difesa.
Le 67 che ora restano in piedi servono a far osservare i regolamenti di doganae quelli sanitari: alcune sono vedette con due guardie, altre sono munite d’artigüeriae non accessibili se non con iscale fatte di cordame.
La Sardegna poi conta ancora tre fortezze, che sono: Cagliari , Alghero e Castel-sardo ; tre altre cittä murate, quali sono Iglesias , Sassari ed Oristano : ed inollrequattro fortl, che sono: Santo Stefano, Isola della Maddalena. S. Antioco e S. Pietro.
ISTRUZIONE PUBBLICA.
Prima dei XY1 secolo era cosa ignota in Sardegna la istruzione pubblica. I pri-mi semi vi vennero sparsi dai Padri Predicatori, dai Gesuiti e dagli Scolopj , parteper largizioni private, parle per proprio instituto. Del resto si puö immaginare quanto