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Le vie sono in generale di una certaregolaritä; le case ben costrutte, como-de, eleganti.
La chiesa cattedrale, a tre navate, ericca di bei marmi; vi si vede il gran-dioso mausoleo di Maurizio Giuseppe diSavoja innalzato dal re Carlo Fclice.
Sulla piazza detta del Mare esiste l’an-tiehissirna Casa Balbis, giä abitata dal-1’ imperatore Carlo V.
La cittä e cinta di rnura munite diparecchie torri.
V’e un collegio, dove s’insegna finoalla filosofia, ed un seminario tridentinopei chierici j o.ltre alcune scuole ele-mentari.
II lazzaretfo, che sta presso la galera,fu edificato nel 1722.
Nell’arsenale si conservano molte anti-che armature.
II catalano e il linguaggio volgare degliAlgheresi: il loro carattere e serio, inge-gnoso, valoroso.
I principali prodotti del suolo consi-stono in cereali e vini,^alcuui dei qualigareggiano coi piii ripulati dell’ Europameridionale .
Si esportano inoltre formaggi, pelli,lane, scorze di sovero ecc.
Ricca e la pesca del corallo, delle alicie delle Sardelle.
Presso Porto Conte esistono cave digesso; e vicino alla cittä, nella trachite,trovasi la calcedonia, e talora anche ild’aspro.
II porto d’Alghero e aperto al maestro,e non puö contenere piü di dodici pic^coli legni: gli affari ordinarj che vi oc-corrono non chiamano annualinente piüdi 40 o 80 bastimenti.
Il celebre Porto Conte sta a ponentein distanza di 7 rniglia dalla cittä.
Fra molti sili del territorio d’Algheröappariscono vestigia di antiche ville, non-che di una cittä da cui si traggono varieinduzioni; ne vi mancano i soliti nuraghi,
Soprattutto merita d’essere visitata daiforestieri la cosi detta Grotla di Neltuno,la quäle e riputata essere una delle piümeravigliose d’ Europa .
Meno interessante e l’altra, detta del-l’Allare perchä vi si osserva la mensa diun altarino per metä diroccato.
La diocesi- d’Alghero fu instituita versoil 1803: il vescovo e suffraganeo dell’ar-civescovo di Sassari . Dall’epoca della in-stituzione della diocesi sino al presentesi successero 43 vescovi. La diocesi com-prende 26 parrocchie. ■
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Per due secoli e mezzo Alghero appar-tenne ai Doria genovesi ; ad essi la tolseroai Pisani nel 1283. Ad instigazione degliabitanli, stanchi di essere travagliati da-gli Aragonesi e dai Doria, verso il 1380Genova vi mandö un governatore; madurö poco.
Nel 1374 fu Alghero assalita dai Ge-novesi , nel 1392 da Brancaleone Doria;nel 1412 dalle truppe del visconte diNarbona ; nel 1824 dai Genovesi nuova-mente, e nel 1660 dai Francesi .
La cittä celebra ancora con una festapopolare Ja vittoria riporiata nel 1412 seivisconte di Narbona .
Alghero ü patria, in fra gli altri, delCarcassona , dell’Olives, dei fratelli Siinon,del Messala, e del barone Manno, autoredella Storia della Sardegna, nonche divarie.altre opere.
AL1SSO, o rio di Arsaquena. Rivö, cheha le sorgenti nelle pendici del monteSanto e dopo un corso di nove migliacirca, ingrossato da parecchi rivoli, va aperdersi nel golfo di Arsaquena.
ALLAI. Comune nel mandamento diRusachi, provincia di Oristano (Tribunaledi prima cognizione e diocesi di Ori-stano).
Dista chilometri 7 da Fordongianus . .
Ha una popolazione di 880 abitanli,case 161, famiglie 167.
E situato alle falde del monte Bri-ghini, presso al liume cosi. detto di Al-lai, che sorge nei salti di Ollolai e siversa nel fiutne Tirso.
L’estensione territoriale si calcola di110 miglia quadrale.
Le granaglie costituiscono il prodottoprincipale del suolo: copioso e anche ilraccolto del lino.
Qua e la veggonsi rovine di antichifabbricali nonche di alcuni nuraghi.
Il vicino monte Brighini e rinomatoper la caccia che vi si fa di cervi, di cin-ghiali e di daini.
ALMO. Monte che s’innalza nel terri-torio di Nulvi, provincia di Sassari .
ALONA. Rivo che ha le'fonti nelle faldeorientali del monl’Arcato, s’ingrossa deirivoli del gruppo del Caperone, e dopouu corso di cinque miglia circa, va äscaricarsi nel mare.
ALTANA . Rivo che nasce nella faldaoccidentale di monte Orso, e dopo uncorso di circa sei miglia e mezzo, rnettefoce nel seno di Parao.
ALTANO (CAPO). üno dei principalipromontorj dell’Isola , trovandosi nel punto