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[Volume parto. Parte seconda.]
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XLVI
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SLV1 INTRODCMONE

specialmente nell’assalto del t» giugno 1691, nel quäle i Francesi sono costretti diabbandonare la breccia otturata da quattrocento cadaveri. Nuovi rinforzi che soprag-giungono fanno levare l’assedio.

Li 8 agosto 1692 Vittorio Amedeo riprende la citlä d’Embrun, atlacca Gap e lariduce in cenere; il reggimento di Savoja continua a mantenersi la sua fama.

Nel 1695 , il marchese di Catinat, alla testa di 60,000 Francesi , attacca il duca diSavoja, che non ne aveva che 28,000, e lo batte a Marsaglia. 11 reggimento di Savoja,in prima linea, sforza il nemico, e cedendo a un numero superiore lascia il campo dibaltaglia coperto di morti.

L’assedio di Casale, nel 1698 , offre nuovamente al reggimento di Savoja occasionedi rendere segnalati servigi al suo principe.

Nel 1706 i Francesi invadono il Piemonte e mettono l’assedio davanli a Torino . Ilreggimento di Savoja, sotto gli ordini del proprio colonnello, il conte di Garluan, sidistingue per la sua audacia contro gli assalitori; in uno scontro lascia sul terrenoundici ulliziali, tra’ quali il colonnello cade mortalmente ferito.

Uno degli uffiziali del reggimento di Savoja, il conte de La Roche d’AIery, difendela fortezza di Verrua per cinque mesi consecutivi, e quando la fortezza e diventata unmucchio di rovine, e sono esausle le munizioni, questo bravo governatore si apre ilpasso colla spada alla mano e va a ricongiungersi col suo principe a Crescentino.

11 trattato d’Utrecht da la corona di Sicilia al re Vittorio Amedeo . Il reggimento diSavoja assisla alla sua incoronazione. Una flotta spagnuola viene ad attaccare l’isola.Il conte Maffei, vicere, si vede obbligato di ripiegare sopra Siracusa . All’ attacco diquesta cittä Giuseppe de Faverges, luogotenente colonnello del reggimento, rigeltö phivolte il nemico. Il conte Maffei, soperchialo dal numero, dovette capitolare.

Nel 1756 il reggimento di Savoja ottiene una parte brillante nelle vittorie di Parmae di Guastalia, riportate dal re Carlo Emanuele sugli lmperiali. In tal occasione il reg-gimento di Savoja restö esposto cinque ore continue ad un i'uoco micidialissimo, e ricusöcostantemente di cedere il posto ad altre truppe.

Nel 1754 Carlo Emanuele sottoscrive un trattato con Maria Teresa, regina d’Un-gheria. Luigi XV unito agli Spagnuoli g.i dichiara la guerra.

L’ infante don Filippo invade la Savoja.

11 reggimento di Savoja difende Chateau-Dauphin, e si distingue specialmente alcombattimenlo di Pietralunga , ove il general maggiore Du Verger, che comandava, fuucciso colla spada alla mano, come pure il suo successore, il cavaliere de Seyssel d’Aix,ajutante di campo del re.

Quasi tulli gli uffiziali di questo corpo furono uccisi o coperti di ferite: i soldati, ecci-tati dal loro esempio, si lasciavano fare a pezzi piuttosto che domandare la vita. I solireggimenti di Savoja e della Regina perdettero 40 uffiziali. Da parte loro i Francesi ebbero 15 capitani uccisi, 41 feriti; 16 luogotenenli uccisi, 45 feriti; 783 soldati uc-cisi, 765 feriti. Questa battaglia fu tanto gloriosa per l’esercito piemontese, che ilprincipe di Conti nella sua relazione qualifico come eroi i Francesi , per aver potutovincere tali truppe.

Nel corso del medesimo anno i Gallo-Ispani assediano Cuneo. Carlo Emanuele vuolecoprire quella piazza; egli marcia sopra il nemico, e li 50 setfembre 1744 lo attaccanella sua posizione della Madonna dcll’Olmo. Un aecidente impreveduto fa andar amale i suoi sforzi; alcuni cassoni di polvere pigliano fuoco, le truppe francesi s’impa-droniscono dei cannoni e li voltano contro gli Austro-Sardi.

Il reggimento di Savoja si slancia innanzi, sgomina il nemico, ripiglia i cannoni euna bandiera; la mischia continua accanita.

A malgrado del valore dei reggimenti di Savoja e di Endiberto, che penetrano duevolte nelle trincee, a malgrado del coraggio del re, che trovasi sempre nel piü fortedella mischia, 1’esercito piemontese deve ripiegare su Saluzzo .